2020
Wiko

Sviluppare una comparativa comporta sempre delle scelte verticali per individuare gli elementi accomunanti dei partecipanti al fine di restituire risultati confrontabili. Ebbene, non ci siamo posti questo problema in questo articolo: abbiamo preso i 37 modelli del 2020 che, secondo noi, hanno fatto la differenza per i brand e sul mercato e li abbiamo messi sotto torchio attraverso diverse iterazioni delle app di benchmark Antutu e Geekbench, utilizzando poi la media come valore, e li abbiamo confrontati con alcuni modelli flagship precedenti. Per eseguire questa “challenge” con i benchmark ci siamo premurati di inserire sempre la Sim, di non installare software aggiuntivo a quello che si trova di serie sullo smartphone, di non accedere ai social network, alla mail, a WhatsApp e di non attivare alcuna applicazione che potesse eseguire una sincronizzazione in background tale da inficiare il risultato.

E ancora, in più abbiamo provveduto a verificare che la versione del firmware e del sistema operativo fossero le più recenti disponibili. Infine abbiamo installato le app di benchmark e messo lo smartphone in modalità aereo, disattivato qualsivoglia sistema di gestione intelligente della batteria pur mantenendo attiva la Wi-Fi, necessaria per il corretto funzionamento delle applicazioni di test.

I contendenti: 14 brand per 37 smartphone

Questo l’elenco completo dei modelli che abbiamo sottoposto a benchmark (qui invece trovate la challenge fotografica con la comparazione degli scatti e il dettaglio delle sezioni imaging dei top di gamma 2020: https://igizmo.it/challenge-fotografica-i-migliori-smartphone-2020-si-sfidano-al-buio) . Segnatamente sono:

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Le configurazioni hardware degli smartphone

Il primo aspetto da considerare prima di analizzare i risultati ottenuti nei test riguarda la varietà di configurazioni tra display, processore, batterie e memorie. Osservando la tabella qui di seguito, si nota come le combinazioni sono tutto sommato riconducibili a un numero finito di varianti: a dire che sui tagli di memoria i produttori puntano ormai sul concetto di “peace of mind” fornendo almeno 6GB e 128 GB di storage, mentre il processore più usato si conferma essere il Qualcomm. Fanno eccezione Samsung e Huawei, dotati dei Soc proprietari, oltre a Wiko che sfoggia il MediaTek. Mentre la batteria è l’elemento che determina la maggiore variabilità, con impatto sull’autonomia effettiva dello smartphone. Ancora più stringente il numero di variazioni se si osserva la pletora di contenenti dal punto di vista del sistema operativo: sono praticamente tutti Android, con ancora una chiara preponderanza per la release 10. iOS, è banale sottolinearlo, è presente solo sui tre iPhone. Infine, un discorso a parte merita il display, perché è chiara la tendenza a usare diagonali generose.

I 37 modelli presi in considerazioni hanno tutti pannelli superiori a 6″ (l’unica eccezione è data dall’iPhone 11 Pro), segno che il mercato è particolarmente sensibile a questo aspetto e gli utenti prediligono ampie superfici di visualizzazione. Su questo fronte i pollici oscillano intorno a valori spesso simili, con risoluzioni sovente pressoché equivalenti. Tuttavia solo i modelli più nuovi possono vantare display a elevato refresh rate verticale. Ed è bene tenerne presente, i pollici indicano la diagonale, ossia la linea retta che unisce i due angoli estremi del display: dall’alto sinistro al basso destro o, viceversa, dall’alto destro al basso sinistro. Il rapporto d’aspetto (aspect ratio) è quello che definisce effettivamente la superficie disponibile. Tipicamente è espresso in termini di 16:9/19,9:9/21:9. All’aumentare della prima cifra, aumenta l’effetto di allungamento del pannello in quanto indica il rapporto sulla base (orizzontale) pari a 9. Dunque un 6″ da 16:9 è più basso e ampio rispetto al medesimo polliciaggio da 21:9, più alto e stretto.

All’interno di questa tabella però si riconosce almeno un elemento che balza all’occhio è la quantità di modelli di Snapdragon sviluppati da Qualcomm. Al loro interno ci sono architetture spesso molto articolate per bilanciare sia il costo effettivo al brand sia il rapporto performance/consumi. Anche se accompagnati dalla dicitura “octa core” nella realtà dei fatti i nuclei interni hanno una asimmetria di prestazioni e di impatto energetico non secondaria. Nel caso dei modelli più evoluti, per esempio, gli 865 e 855 hanno una geometria interna a tre livelli di core, mentre in quelli meno votati alla “forza bruta” si riscontra una suddivisione tipicamente big.Little. Che equivale a suddividere gli otto core in due gruppi da quattro rispettivamente ad alte prestazioni e a consumi ridotti. Più un Soc è articolato internamente, più il sistema operativo ha la possibilità di “pilotare” (anche se poi lo switch avviene a livello hardware) la Cpu affinché ottenga il massimo beneficio di performance o di risparmio energetico per ogni specifica app e funzione. Poi si aggiungono ulteriori complessità costruttive: il reparto grafico, che varia in crescendo a seconda che il processore si sposta nella fascia alta del mercato, e le piste di collegamento alle memorie.

La Ram, come abbiamo visto, gioca un ruolo fondamentale e per l’interfaccia si usano sostanzialmente due tecnologie: Lpddr4 e Lpddr5. Va da sé che quest’ultima è più performante; c’è poi la variante di Samsung proposta sui Galaxy. In numeri:

Lpddr4Lpddr5Lpddr5 (Samsung)
Velocità di trasferimento datida 3,733 to 4,266 Gbps4,266 Gbps6,4 Gbps
Capacità4GB, 8GB, 12GB, 16GB, 24GB, 32GB8GB, 12GB, 16GB, 24GB, 32GB, 48GB, 64GB, 80GB, 96GB12GB, 48GB
Alimentazione1,8 / 1,1 / 1,1 V1,8 / 1,1 / 0,6 V1,8 / 1,05 / 0,9 / 0,5 V

Per quanto riguarda, invece, la GPU gli Snapdragon sono abbinate alle unità Adreno, mentre Huawei e Samsung prediligono le Mali. Apple ha un reparto grafico progettato in casa e dotato di quattro core. Adreno, Mali e PowerVR (solo sul MediaTek) operano invece a linee di elaborazione parallela. In questa pagina sono specificati i dettagli di tutte le varianti di Adreno: https://en.wikipedia.org/wiki/Adreno.

Infine, gli ultimi due aspetti da considerare sono che tutti i Soc hanno ormai unità di elaborazione neurale integrata, sempre più evoluta. Merito del processo produttivo sofisticato, che nelle più recenti edizioni dei processori (Apple A14 e Huawei Kirin 9000) è arrivato a 5 nm. Al ridursi di questo valore, è possibile “impacchettare” un maggior numero di transistor, con conseguente aumento delle prestazioni, e si riducono i consumi. Abbiamo spiegato ampiamente l’importanza dei nanometri (nm) in questo approfondimento: https://igizmo.it/cosa-sono-i-nm-e-perche-servono-a-descrivere-la-potenza-delle-cpu/

Le prestazioni con Antutu e Geekbench

Iniziamo dunque a vedere le prestazioni effettive degli smartphone ordinate per grandezze decrescenti. Qui di seguito trovate la classifica con Antutu. I nuovi iPhone 12 vantano un hardware e un perfetta simbiosi software da riuscire a prevalere. Ma i modelli che seguono sono una sorpresa dietro l’altra, a dimostrazione di quanto lo Snapdragon 865 sia il migliore processore per Android. Tanto che il Galaxy S20 FE riesce a superare, seppure di poco, il Note 20 Ultra 5G e l’S20 Ultra 5G, pressoché appaiati. A partire dall’Oppo Find X2 Neo iniziano i modelli con lo Snapdragon 765G, con prestazioni perfettamente allineate ai top di gamma del 2019 ma con consumi inferiori. Conferma della bontà di questo progetto.

Se con Antutu si misurano le prestazioni grafiche e si simula un mix di utilizzo del dispositivo, con prevalenza multimediale e di produttività personale, con Geekbench 5 si ottiene una rappresentazione della “forza bruta” del Soc con l’elaborazione in single core, multi core e grafica. In pratica si fotografa l’effettiva efficienza di elaborazione della Cpu e della Gpu in condizioni tipiche di utilizzo. L’Apple A14 Bionic è un progetto davvero eccellente, che supera notevolmente persino il già ottimo A13 Bionic dell’Apple 11 Pro. I dispositivi dotati di Snapdragon 865 mostrano un’efficienza fino al 15% superiore, nel migliore dei casi, all’855/855+ e almeno del 30% maggiore del 765G. Nonostante ciò, il 765G è in grado nei test su strada di fornire prestazioni adeguate a qualsiasi tipo di necessità, come dimostrato qui sopra da Antutu.

37 smartphone: il punteggio complessivo

Per stabilire la classifica definitiva degli smartphone abbiamo sommato i dati di Antutu con quelli di Geekbench, ottenendo il seguente grafico. Lasciamo a voi il compito di trarre le conclusioni. Invece in questa comparativa abbiamo messo a confronto gli scatti fotografici dei modelli fotografici: https://igizmo.it/challenge-fotografica-i-migliori-smartphone-2020-si-sfidano-al-buio/

Fonti dei dati: i numeri dei benchmark

Per totale trasparenza, come nostra abitudine e filosofia aziendale, pubblichiamo qui di seguito i dati grezzi dei benchmark, dai quali abbiamo elaborato i grafici qui sopra.