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Impossibile eludere la questione, quindi la affrontiamo subito: sì, tra Find X2 Neo e Reno 4 Pro 5G c’è una parentela molto stretta. Oppo ha fatto ciò che nelle auto è prassi, ossia prendere pianale e meccanica di un’auto e trasportarlo, adattandolo, a un’altra versione migliorata e perfezionata, magari posizionando questo nuovo modello in una fascia superiore per via delle novità intrinseche. Un esempio concreto? Fiat e Jeep. La 500L o X e la Renegade hanno esattamente i medesimi pianale e meccanica; cambiano la forma della scocca e gli interni, per adattarsi al tipo di utente. Letta in quest’ottica, la “cuginanza” tra X2 Neo e Reno 4 Pro 5G è perfettamente legittima, persino comprensibile in un contesto nel quale Oppo ha necessità di mantenere popolate le sue due principali gamme di prodotto. La Find per gli utenti più esigenti, la Reno per quelli che prediligono un rapporto ben bilanciato tra prezzo e prestazioni. Solo che il top di gamma di quest’ultimo può congiunturalmente sovrapporsi all’entry dei Find. Ma il Reno 4 Pro 5G (799 euro) vanta alcune frecce peculiari: a iniziare dalla velocità di ricarica con la SuperVooc 2.0 da 65 watt (per la cronaca, esattamente il doppio rispetto al Neo).

Nella confezione si trova infatti il medesimo alimentatore che finora era prerogativa del top di gamma Find X2 Pro e questo fa (non poca) differenza. Sì, perché significa che abbiamo completato un ciclo completo di ricarica (portando la batteria da 0% a 100%) in poco meno di 40 minuti. Tenendo collegato l’alimentatore per meno di 20 minuti circa si ottiene il 50% dell’autonomia aggiuntiva rispetto a quella esistente. La SuperVooc 2.0 da 65 watt è un vero valore aggiunto del Reno 4 Pro 5G perché sopperisce alla mancanza della ricarica wireless e consente di avere sempre il telefono pronto per qualsiasi esigenza.

L’alternativa a spremere sempre al massimo lo smartphone, consiste nell’attivare la modalità di super risparmio che limita al massimo le operazioni in background. Peraltro si attiva in automatico quando l’autonomia residua è inferiore al 10%. Abbiamo provato a operare in questa modalità a basso impatto energetico (sono abbassati tutti i parametri di funzionamento delle singole componenti, processore incluso) e dobbiamo ammettere che non è particolarmente appagante perché si incappa in lag e tempi di risposta ben al di sotto rispetto all’elevato standard del Reno 4 Pro 5G in modalità “standard”. Consigliamo di attivarla solo in casi estremi.

Invece, per sfruttare la ricarica veloce vi consigliamo di ricorrere esclusivamente al caricatore e al cavo forniti in dotazione: questa accoppiata è perfetta per supportare l’elevata potenza che attraversa il circuito che termina nello smartphone. Non impiegate caricatori ad alta potenza di altri brand: se non avete gli accessori originali del Reno 4 Pro 5G, sfruttate charger che non superino i 15 watt di potenza emessa per evitare potenziali danni all’elettronica. Come detto, i circuiti di ricarica è distribuita tra dispositivo mobile e carica batteria stesso.

A integrazione di questa elevata potenza (stiamo parlando di 65 watt che fluiscono dall’alimentatore allo smartphone), Oppo ha integrato una serie di sensori di sicurezza per evitare il surriscaldamento eccessivo delle componenti interne durante la ricarica. Questa dotazione è dedicata anche a ottimizzare le operazioni di carica quando si sfrutta appieno la potenza del processore Qualcomm Snapdragon 765G, per esempio nella riproduzione di contenuti multimediali in alta definizione o il gaming. In ogni contesto, la scocca posteriore del Reno 4 Pro 5G non ha mai raggiunto livelli di calore fastidiosi. Si riscalda leggermente nella parte centrale, laddove trovano posto il processore e la batteria, ma senza assumere valori eccessivi o molesti. Anzi, ciò conferma la qualità del progetto di Oppo, che ha saputo trovare il giusto compromesso di dissipazione del calore nonostante la scocca abbia uno spessore di 7,6 mm.

Oppo rinnova ColorOS

L’estetica è uno dei plus del Reno 4 Pro 5G, perché lo smartphone risulta ben costruito con l’adozione di materiali nobili quali la superficie anteriore Corning Gorilla Glass 6 per proteggere il display Amoled da 6,55″ e la cover posteriore con lavorazione al laser che riporta il logo di Oppo.

Partiamo dal touchscreen che opera 90 Hz, il migliore bilanciamento tra impatto sulla batteria e stabilità di visualizzazione delle scene soprattutto con i video e i giochi più ricchi di elementi che si muovono sullo schermo. Lo schermo occupa circa il 90% della superficie frontale, ha una risoluzione di 1.080×2.4000 pixel (402 ppi), è certificato Hdr10+ (luminosità 500 nits), integra il sensore biometrico il classico sistema a illuminazione delle impronte e assicura una resa qualitativa più che soddisfacente con qualsiasi contenuto. Ancora una volta Oppo si distingue per scegliere display capaci di valorizzare quanto visualizzato.

A iniziare dall’interfaccia grafica che ora è affidata a ColorOS 7.2. Sulla sezione software bisogna rendere merito a Oppo di aver lavorato molto per togliere quella sensazione “fumettosa”: con la nuova generazione di Reno 4 propone un ambiente più in linea con Android “puro”, seppure con qualche aggiunta e personalizzazione. Le quali non disturbano, anzin in certe parti abbelliscono persino l’aspetto di Android 10, tuttavia sull’organizzazione di alcune funzioni, in modo particolare nel pannello Impostazioni, c’è ancora qualche passo da compiere per avvicinarsi ai gusti e suprattutto alle abitutini occidentali. Nulla di preoccupante: nel giro di un paio di ore si padroneggia senza grandi problemi il Reno 4 Pro 5G. La release 7.2 di ColorOS è un netto passo in avanti rispetto al passato, ora mancano alcuni dettagli e aggiustamenti (per esempio nella gestione delle notifiche) che lo renderebbero praticamente perfetto. Per contro, ColorOS 7.2 ha i suoi tratti di forza nell’ampia possibilità di personalizzazione dell’interfaccia e nella possibilità di clonare le app per abbinarle al reparto dual Sim. Una soluzione molto comoda nel caso di WhatsApp o di altre app legate a un singolo account, che in questo caso diventano doppie.

Reno si affida al collaudato Snapdragon 765G

Android 10 vestito con ColorOS 7.2 è reattivo, merito anche del collaudatissimo SoC Qualcomm Sanpdragon 765G assistito da 12 GB di Ram Lpddrx4 e 256 GB di storage Ufs 2.1 non espandibile. La configurazione si presta a qualsiasi esigenza, come dimostrano i risultati dei benchmark:

Geekbench 5 Single Core: 599
Geekbench 5 Multi Core: 1.780
Geekbench 5 Compute: 1.254
Antutu: 322.989

La scelta di Oppo è stata furba, perché lo Snapdragon 765G ha il pregio di elargire un’efficienza di alto livello, mantenendo ridotto il consumo della batteria. Tanto che quella integrata da 4.000 mAh assicura potenza sufficiente per tenere accesso il Reno 4 Pro 5G per almeno due giri d’orologio. Mentre il modem 5G, nelle aree sempre più diffuse di Milano dove è presente la connettività a banda larga, permette di toccare picchi di 164 Mbps in download e 43 in upload con un ping minimo di circa 20 ms.

Oppo si firma: l’imaging spicca

La sezione multimediale è quella che più soddisfa del Reno 4 Pro 5G. Da una parte per il display con refresh verticale a 90 Hz e colori precisi, dall’altra per gli speaker stereo potenti e adeguati alla riproduzione musicale e di film. Le cuffie in dotazione con connettore Usb-C sono discrete. Mentre il vero focus è sul dorso, dove trova posto lo schema tri-camera così impostato da Oppo:

  • sensore principale Sony Imx586 da 48 Mpixel, 26 mm, f/1.7, stabilizzatore ottico, messa a fuoco con laser e a rilevamento di fase (Pdaf);
  • tele obiettivo da 13 Mpixel, 52 mm, f/2.4, Pdaf, zoom ottico 2x e ibrido 5x;
  • super grandangolo da 120° grazie al sensore Sony Imx708 da 12 Mpixel, f/2.2 e sistema di autofocus dedicato indispensabile per le riprese video in notturna;
  • sensore frontale per i selfie da 32 Mpixel, f2.4, 26 mm.

Il sistema fotografico sfrutta la modalità Hdr sia in scatto sia in ripresa video. In quest’ultima configurazione si apprezza lo stabilizzatore ottico integrato da Oppo che opera in perfetta sinergia con il software, dall’interfaccia minimal, che permette di registrare filmati decisamente molto stabili. Le funzioni accessorie estendono ulteriormente questa possibilità aggiungendo effetti e filtri di livello cinematografico. Peccato solo che tutto ciò avvenga alla risoluzione massima di 1080p. Passando a 4K/30 fps si perdono molte delle funzioni “steady” di Oppo: il nostro consiglio è di valorizzare il Reno 4 Pro 5G girando in Full HD senza eccedere.

Nelle nostre prove abbiamo fatto cimentare il Reno 4 Pro 5G in tutte le situazioni, apprezzando sia la qualità dello stabilizzatore sia la modalità notturna, ulteriormente perfezionata. Il combinato disposto di questi due elementi permette di ottenere foto e video in nottura con definizione e colori paragonabili a modelli di fascia ben più alta (sempre considerando che il Reno 4 Pro 5G è posizionato a 799 euro).

Peraltro, abbiamo testato lo smartphone con la release software CPH2089_11_A_20 di ColorOS 7.2 che ha portato notevoli miglioramenti nell’omologazione della calibrazione dei colori tra i tre obiettivi, un passaggio più fluido tra le modalità super grandangolo, 1x, 2x e 5x e una esperienza fotografica migliore. Anche con il sensore usato in piena risoluzione a 48 Mpixel: i dettagli con questa versione software fanno la differenza.

Se la sezione fotografica esalta il Reno 4 Pro 5G, è purtroppo anche uno degli elementi che meno entusiasmano dal punto di vista estetico. I tre obiettivi, con sensore per l’autofocus e il led, sono raggruppati in un modulo rettangolare posteriore che si solleva vistosamente dal dorso peraltro ben realizzato con la lavorazione al laser nella parte bassa. Solo usando la cover trasparente fornita in dotazione si elimina questo fastidioso dislivello, percepibile soprattutto quando si appoggia lo smartphone su una superficie piana.

Qui di seguito vi lasciamo alla nostra galleria fotografica nella quale abbiamo messo alla prova le doti del Reno 4 Pro 5G. Una certezza: Oppo ha saputo trarre il massimo giovamento dal sensore principale, che è capace di restituire scatti ottimi per colori e grana. Non si apprezzano sostanziali discostamenti cromatici quando si opera con gli altri obiettivi, fatta eccezione nelle condizioni di scarsa luminosità o in controluce nei quali i maggiori valori di apertura focale (da 1.7 a 2.2 e 2.4) producono un incremento del rumore e una leggera perdita di dettaglio. In ogni caso, le foto del Reno 4 Pro 5G sono di qualità più che buona in qualsiasi contesto, perfino nel bokeh preciso.

Oppo Reno 4 Pro 5G: galleria fotografica