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Pixel 4 è uno smartphone “completamente ridisegnato” rispetto al passato per portare il mobile computing verso un nuovo livello di perfezionamento. Le novità sono diffuse in ogni aspetto del dispositivo. Tanto per iniziare dall’interfaccia, che si affida a un radar per permettere di attivare il Motion Sense e per perfezionare il sistema di sblocco con il volto, ancora più veloce. Le gesture con le mani permettono di eseguire una serie di azioni: silenziare le chiamate, interagire con i menu e così via. Pixel 4 propone un modo di interagire con lo smartphone basato sul corpo, con gesti e azioni naturali, non solo swipe. Il Motion Sense si può disattivare all’occorrenza. Parlando di interazione naturale, l’Assistant vanta ora una integrazione più profonda nel sistema operativo e supera il concetto del comando vocale per arrivare a un vero e proprio surrogato del touchscreen. Ogni azione, ogni app, ogni funzione è ora gestibile ricorrendo alla voce. Senza rinunciare alla sicurezza: tutti i comandi vocali raccolti possono essere cancellati in qualsiasi momento. Sempre in termini di voce, c’è un nuovo registratore vocale: consente non solo di registrare gli appunti vocali ma anche di tradurli in testo, pronto all’uso. E le note, siano esse vocali o testuali, sono navigabili nelle loro singole parti.

Pixel 4 vanta un display di nuova generazione: ha refresh rate di 90 Hz e una calibrazione dei colori accurata e realistica, tale da restituire una esperienza visiva di alta qualità. È affidato ad Android 10 e comprende tre mesi di abbonamento a Google One con 100 GB di spazio in cloud. Arriva in nero, white e arancione a partire da 799 euro dal 24 ottobre.

Sezione imaging

E l’imaging? Google arriva da tre generazioni di Pixel che hanno stabilito gli standard della fotografia su smartphone. Con il 4 “alziamo ulteriormente la barra”. Google ha portato a un nuovo livello il concetto di computational photography per enfatizzare le immagini scattate utilizzando algoritmi e funzioni di intelligenza artificiale che equalizzano e ottimizzano colori, contrasto, luce e grana delle immagini. Il software gioca un ruolo fondamentale nel trattare le foto per raggiungere risultati eclatanti: combinando tra loro nove scatti si riduce il rumore fotografico e si ottengono foto più definite anche nelle aree più scure. Gli obiettivi comprendono lo zoom ottico 2x perché “per noi l’elemento cruciale è rappresentato dal telephoto, non dal wide angle”. Il machine learning aiuta l’obiettivo a rappresentare l’immagine in Hdr+ in tempo reale come se fosse un viewfinder, al fine di aiutare il fotografo a visualizzare come sarà lo scatto effettivo.

Dallo schermo è possibile inoltre di regolare in post produzione alcuni elementi artistici, tra cui la luminosità e il colore; mentre la rinnovata regolazione del bianco permette di ottenere foto più realistiche e di evitare le dominanti di colore durante lo scatto. La funzione di ritratto è stata migliorata con l’uso combiato delle due fotocamere posteriori, così da ottenere un perimetro preciso soprattutto con soggetti più impegnativi, come i cani o i capelli delle persone. Non manca nemmeno la modalità notturna che non si affida a “semplificazioni e false immagini” ma sull’informatica e la fisica, combinando tra loro più scatti e sfruttando il semantic segmentation al fine di separare i livelli dell’immagine (anteriore e posteriore, in primo piano e quelli successivi) al fine di trattare ciascun segmento nel modo migliore per esposizione, colore e resa e ottenere l’immagine migliore. L’obiettivo è la luna: nella presentazione Google ha mostrato immagini fatte alla luce del nostro satellite, mantenendo la luna in perfetto allineamento senza penalizzarla. L’astrofotografia è un chiaro target di Google e con i prossimi aggiornamenti del sistema operativo sono previsti non pochi miglioramenti in questo ambito.

Le foto con il Pixel 4 XL

In questa foto abbiamo fatto zoom 8x digitale sull’elemento più lontano, che si riconosce in basso al centro ed è la parte finale di un palazzo. Si noti come sono bene riprodotte le sbarre verticali e la struttura, nonostante si stia operando a mano libera.

Dall’alto di un palazzo abbiamo fotografato lo scenario sottostante, arrivando a ingrandire l’area dedicata ai materiali. A 8x, mano libera e in digitale si riescono a leggere le scritte e a scorgere i singoli elementi rossi.

Questa è la foto più rappresentativa. A 8x si riesce a leggere la scritta State Street in fondo alla via: in questo scatto il Pixel 4 XL ha mostrato tutta la sua potenza.

Alcune altre foto nelle quali si nota la qualità cromatica di cui è capace il Pixel 4 XL e la perfetta rappresentazione non solo della situazione di scatto ma anche dei singoli dettagli che compongono la scena.