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Più che una recensione, questa è la prima recensione del Find X2 Pro. Sì, perché Oppo ha deciso di commercializzare questo piccolo gioiello a partire da maggio e la versione che stiamo utilizzando per i test è ancora un modello in fase di miglioramento, in modo particolare sul fronte software. Durante l’utilizzo in queste circa due settimane di test, abbiamo ricevuto un primo importante aggiornamento alla release A06 di ColorOS 7.1. Update che ha perfezionato profondamente il funzionamento del dispositivo, soprattutto in merito alla connettività, ai servizi “over the top” e al reparto fotografico. A conti fatti, Oppo Find X2 Pro è una sorpresa inattesa: molto bella anche per questo motivo. Lo smartphone, forte di una interfaccia finalmente razionale e funzionale, può ambire a essere tra i migliori modelli del 2020. Sicuramente nella Top 10 ma, azzardiamo, probabilmente nella To 5. Il motivo si riassume in tre parole: potente, 5G, riuscito. Allo stato attuale è uno degli smartphone più completi sul mercato. Oppo ha centrato l’obiettivo, non solo di farsi notare dai consumatori italiani, ma soprattutto di proporre un device capace di porsi quantomeno al medesimo livello di brand più blasonati.

La scelta del Find X2 Pro

Find X2 è composto da due modelli ma in Italia è stato scelto di portare solo il Pro, quello più prestante. Si tratta dell’evoluzione più nitida del primo Find X, la cui peculiarità era di offrire una superficie frontale praticamente votata allo schermo mentre i sensori fotografici anteriori erano ospitati su un modulo meccanico a scomparsa. L’evoluzione dei display dell’ultimo anno ha permesso a Oppo di affrontare il tema del design in modo più moderno, senza ricorrere a elementi in movimento. Il Find X2 Pro ha un rapporto tra schermo e superficie frontale pari al 93% grazie a un Amoled sono notch a foro in alto a sinistra, posizione furba perché “sparisce alla vista” in quanto si trova in un degli angoli meno utilizzati perfino dalle notifiche.

Il display a “punch hole” consente al Find X2 Pro di avere un rapporto tra schermo e superficie frontale pari al 91%, se si considera che la diagonale del pannello è di 6,7”. La risoluzione è pari a 3.168×1.440 pixel e la densità di 513 ppi. Lo schermo è uno degli elementi che maggiormente caratterizzando lo smartphone di Oppo, perché opera a 120 Hz. Questo dato identifica la frequenza di refresh, ossia il numero di volte ogni secondo in cui lo schermo rinnova le linee verticali. In altre parole, 120 Hz significa dire che l’immagine sul pannello è “ricaricata” 120 volte ogni secondo: più è alto il valore, più precisa sarà la visualizzazione soprattutto quando le scene sono particolarmente complesse. Non solo, persino il browsing dei siti o lo scrolling dei menu e delle pagine è più stabile, privo di effetti scia e leggibile.

Display a 120 Hz

Lo schermo dell’Oppo Find X2 Pro è ottimo sia per la qualità grafica, sia per la stabilità con cui riproduce i video, in particolare quando ci sono passaggi rapidi o particolarmente densi di elementi che si muovono. Visualizzare un film in streaming da Netflix o PrimeVideo è un’esperienza tutta nuova per la concretezza di visione. A ciò si aggiunga che il pannello è di tipo Hdr10, quindi normalmente opera alla luminosità massima di 800 nit mentre attivando l’Hdr con i video arriva fino a 1.200 nit. Infine, i 120 Hz si traducono in multi-touch in 240 Hz (240 campionamenti al secondo) con il touchscreen, a tutto vantaggio della reattività con i giochi, se già non bastasse la qualità di visualizzazione eccellente in virtù della profondità di colore che supera il miliardo di sfumature riproducibili.

Oppo si è spinta oltre, realizzando uno smartphone molto complesso a livello hardware. Alle innegabili doti fisiche del display, si somma il chip dedicato Ultra Vision Engine che si occupa di gestire la compensazione di moto (mantenendo più stabile l’immagine in corrispondenza di movimenti laterali) e il motion clear, che permette di fare l’upscaling dei video da 30 fps nativi a 60 fps o addirittura 120 fps al fine di restituire una resa superiore. I risultati si vedono soprattutto con i film meno recenti: già con un contenuto in HD, la qualità di visualizzazione è nettamente superiore grazie agli interventi migliorativi attuati dall’algoritmo. Ultra Vision Engine non fa altro che spremere al massimo le doti del display indipendentemente dal contenuto di origine. 

Se il touchscreen non fa rimpiangere i migliori Tv, l’audio con la relase del software A06 è migliorato sensibilmente come volume e “croccantezza”. Anche la riproduzione stereo dagli speaker integrati è elevata, mentre la funzione Dolby Atmos è funzionale a conferire maggiore profondità alle sonorità. Meritano una menzione d’onore gli auricolari inclusi nella dotazione: superiori alla media degli smartphone di pari gamma. 

Oppo conferma Qualcomm

Il brand cinese è uno dei partner principali di Qualcomm e sul flagship Find X2 Pro non poteva mancare il processore più evoluto: Snapdragon 865, evoluzione dell’855 impiegato finora sui top di gamma. A livello di prestazioni, come vedremo fra poco, l’865 è un netto balzo in avanti. Il merito di questo risultato è da ricondurre a vari fattori:

  • al processo produttivo di tipo N7P (lo stesso usato da Apple sui Soc A13 degli iPhone 11), sempre a 7 nanometri come per l’855 ma con un procedimento che permette di elevare ulteriormente l’efficienza fino al 7% e di ridurre l’impatto energetico del 10%;
  • all’architettura multi-core a geometria asimmetrica affidata ai nuovi Kryo 585 (erano Kryo 485 sull’855) che offrono prestazioni migliorate soprattutto con i contenuti video in 4K e i compiti più gravosi;
  • alla compatibilità nativa con il gaming in Hdr 10 bit e 90 fps grazie alla Gpu Adreno 650, ora aggiornabile via Google Play;
  • al doppio processore d’immagine Isp che può trattare fino a 2 gigapixel al secondo e registrare video in 8K;
  • all’unità di intelligenza artificiale con capacità di elaborazione più che raddoppiata;
  • al supporto per le ram Lpddr5.

Sul Find X2 Pro il Soc Snapdragon 865 è abbinato a una configurazione di memoria a dir poco generosa: 12 GB di Ram Lpddr5 e 512 GB di storage Ufs 3.0, ossia il protocollo di gestione dello storage a più alte performance oggi disponibile.

Una tale configurazione ha permesso, piuttosto agilmente, al Find X2 Pro di ottenere risultati record nei nostri benchmark. In dettaglio:

  • Antutu 8.2.8: 582.982
  • Geekbench 5.1 single core: 905
  • Geekbench 5.1 multi core: 3.103
  • Geekbench 5.2 Gpu: 3.006

In Antutu ha ottenuto il punteggio finora più alto nelle nostre misurazioni. Abbiamo dunque messo a confronto questi dati con quelli raccolti nella prova comparativa di otto top di gamma pubblicata in questo approfondimento. Find X2 Pro è di gran lunga il migliore, ecco il punteggio complessivo dato dalla somma di tutti i benchmark. 

Ricarica velocissima

Oppo non ha solo puntato sulle prestazioni brute ma anche sul pieno controllo delle potenzialità del Find X2 Pro. A iniziare dall’autonomia. La batteria da 4.260 mAh riesce a mantenere acceso lo smartphone per tutta la giornata lavorativa senza esaurire la riserva per la serata. Se però si esagera con le funzioni multimediali (impostando lo schermo fisso sui 120 Hz e non sulla modalità di gestione automatica del refresh) e il reparto fotografico, potrebbe essere necessario ricaricare, un’altra bella sorpresa si trova nel pregevole pacchetto dello smartphone: si tratta del caricatore a 65 watt con tecnologia SuperVooc 2.0. Questa evoluzione della tecnologia Vooc vanta 5 livelli di sicurezza, dall’adattatore, al cavo e al caricatore. In più lo smartphone è dotato di un chip di monitoraggio della sicurezza, che non solo verifica la sicurezza della batteria durante la ricarica, ma controlla anche se la batteria è danneggiata durante l’utilizzo in caso di abusi accidentali. Questo assicura un utilizzo complessivamente più sicuro.

Ciò non toglie compatibilità con gli alimentatori di terze parti purché non superino una potenza erogata effettiva di 20 watt. Meglio non usare ricarica batteria ad alte prestazioni con tecnologie differenti dalla Vooc e con cavi Usb non certificati per questo protocollo: si rischia di causare danni al dispositivo. Da tenere presente che non c’è la ricarica wireless.

La SuperVooc 2.0 assicura una ricarica da 0 a 100% in poco più di 37 minuti: la metà della batteria si raggiunge in circa 16 minuti, mentre l’80% è già disponibile a 22 minuti. Se si inizia con una ricarica residua tra il 20% e il 30%, in poco più di 20 minuti si ritorna al 100%. E, ancora meglio, la SuperVooc 2.0 non aggiunge sollecitazioni che aumentano la temperatura interna dello smartphone, così che può essere impiegata anche durante lunghe sessioni di gaming senza causare ulteriore riscaldamento dei processori interni. Per la cronaca, anche a gravose sollecitazioni, il Find X2 Pro non ha mai superato i 40° percepiti durante i test.

La fotografia in salsa Oppo

Sulla sezione fotografica del Find X2 Pro abbiamo già dedicato ampio spazio e approfondimento dettagliato in questo articolo. In questa sede ci limitiamo a dire che la release A06 ha migliorato la resa fotografica, come evidenziano le foto qui di seguito. I video, inoltre, godono di una stabilità strabiliante, vero punto di forza dello smartphone. Buona anche la resa con i selfie.

Un design curato in ogni aspetto

Il Find X2 Pro esibisce un design semplice, minimal, per quanto non originale. La scocca posteriore in ceramica (è in simil-pelle nell’edizione arancione) fa risaltare il modulo fotografico che si eleva vistosamente rispetto al dorso. In sostanza, l’estetica è una somma di tutti gli stilemi più in voga in un sapiente mix. Le dimensioni sono adeguate al tipo di display, il peso leggermente superiore alla media (oltre 200 grammi).

Il Find X2 Pro ha scocca IP68, che certifica la resistenza dall’ingresso della polvere e dell’acqua in seguito a spruzzi o immersioni fino a 10 metri per non più di un’ora e mezza.

Conquista fin da subito, invece, ColorOS 7.1 che è semplificato rispetto alle edizioni precedenti viste sugli Oppo Reno. Il layout ricalca quello classico di Android, con icone meno lavorate e più razionali, una disposizione meno articolata dei comanda e una gestione nettamente superiore delle notifiche. Il sistema operativo è meno colorato, più elegante e ha una interfaccia improntata all’essenzialità. Non manca la modalità dark (la più raffinata, a nostro avviso) e le animazioni sono più agili. In complesso ColorOS 7.1 non solo si fa apprezzare: piace, su tutti i fronti.

Anche su quello della sicurezza, con la possibilità di usare l’impronta digitale con sensore posto sotto al touchscreen e il riconoscimento del volto, fin troppo reattivo. La sicurezza fa rima con efficienza: ColorOS 7.1 provvede a operare in background per ottimizzare l’uso della ram e la gestione delle app al fine di restituire sempre le prestazioni ideali all’utente.

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Oppo Find X2 Pro