Dopo aver seguito dal vivo la presentazione dei nuovi smartphone della serie Reno di Oppo e ascoltato gli approfondimenti di manager e ingegneri presenti all’evento, abbiamo raccolto le idee e trasformate in una sorta di prontuario sulle caratteristiche fondanti dei nuovi dispositivi. Ecco dunque una serie di indicazioni dettagliate sulle tecnologie dei vari modelli di Oppo Reno.

Due schemi fotografici

Sono due gli schemi fotografici che accompagnano i Reno, la base di entrambi è rappresentata dal sensore principale Sony Imx 586 a 48 Mpixel, ciò che cambia sono le ottiche aggiuntive. In sintesi:

  • Oppo Reno (Snapdragon 710, 6 GB, 256 GB, 6,4″): ha due ottiche, quella principale da 48 Mpixel (f/1.7 e 26 mm) e quella secondaria di profondità da 5 Mpixel, f/2.4. Quest’ultima serve per gli effetti in stile bokeh con la collaudata impostazione in parallasse;
  • Oppo Reno 10x zoom/5G (Snapdragon 855, 8 GB, 256 GB, 6,6″): al sensore principale di Sony somma altri due sensori. Nella fattispecie: grandangolo da 8 Mpixel f/2.2 con apertura di 120 gradi circa e teleobiettivo con periscopio da 13 Mpixel, f/3.0 e 130 mm (zoom ottico 5x). Sia il principale sia il telephoto hanno stabilizzatore ottico.

La differenza sta anche nell’autofocus. Nel caso del Reno si tratta della tradizionale tecnologia a rilevamento di fase (Pdaf). Nella versione 10x zoom e 5G si aggiunge anche il laser. Non c’è, invece, sensore Tof 3D, mentre il flash si trova incastonato nella parte posteriore dello slider superiore motorizzato che si attiva anche quando si accede alla fotocamera per i selfie da 16 Mpixel, f/2.0 (26 mm).

Lo zoom 10x

Gli ingegneri di Reno hanno spiegato con dovizia di particolari come funziona e in cosa consiste lo zoom 10x. Per prima cosa si tratta di una tecnologia ibrida, ossia che combina la parte ottica (che descriveremo a breve) e quella computazionale sulla scia degli algoritmi di intelligenza artificiale che affiancano le doti fisiche delle ottiche.

Dunque, le tre ottiche garantiscono una lunghezza focale equivalente con un range di 16-160 mm (ibrido), quindi in teoria il 10x che, ripetiamo, è ottenuto dalla somma di ottica e software. Nella descrizione fatta qui sopra dello schema ottico si apprende che:

  • l’obiettivo principale da 48 Mpixel ha lunghezza focale di 26 mm;
  • il grandangolo di 16 mm;
  • il teleobiettivo periscopico di 130 mm.

Effettuando i calcoli matematici significa che il teleobiettivo assicura uno zoom ottico di 5x rispetto al principale e di circa 8,15x rispetto al wideangle. Non a caso il software di gestione della fotocamera spazia da un valore di 0,6x (wideangle 120°), 1x (standard, Sony Imx 586) e 5/6x (teleobiettivo) e 10x (ibrido): da 0,6x a 6x è esattamente un valore di ingrandimento di 10x. Dunque Oppo effettua un doppio calcolo: ottico partendo dal grandangolo fino al teleobiettivo; ibrido arriva al 10x utilizzando le informazioni computazionali della parte di elaborazione software.

Ricarica veloce e compatibilità

I Reno sono ricaricati in modo veloce con la tecnologia Vooc 3.0, una evoluzione netta della Vooc 2.0 finora disponibile ma con prestazioni inferiori rispetto alla SuperVooc del Find X. La Vooc 3.0 assicura fino al 30% di efficienza in più rispetto alle tecnologie precedenti di Oppo (esclusa la SuperVooc) con ottimizzazioni sia sul fronte software sia sulla costruzione della batteria.

La Vooc 3.0 eroga circa 20 watt e sposta il controller della carica dallo smartphone all’interno dell’alimentatore (lo stesso principio usato per esempio da OnePlus). Questo significa che la ricarica dei Reno deve avvenire solo usando l’alimentatore e il cavo (importante, da non sottovalutare) forniti in dotazione perché sono ottimizzati per la Vooc 3.0. Lato software, le funzioni integrate nel sistema operativo provvedono a garantire la tensione ottimale per ricaricare velocemente la batteria (anche in situazioni di stress come nel caso dei giochi) ed evitare danni. Risultato: in 30 minuti si arriva al 75% di carica partendo da zero.

La domanda sorge spotanea: quale è la compatibilità con gli alimentatori di terze parti? Ci ha risposto l’ingegnere di Oppo, per prima cosa consigliando vivamente di usare alimentatore e cavo Usb forniti in dotazione per garantire la migliore e più longeva gestione della batteria. Tuttavia l’azienda sta anche operando per ampliare la compatibilità con i caricatori non di Oppo. In quest’ultimo caso vi consigliamo di non impiegare alimentatori che superino i 10 watt, di non utilizzare quelli di ricarica veloce di altri smartphone (perché non integrano il chip di controllo dell’erogazione dell’energia e possono provocare danni dovuti all’alto amperaggio) e di usare un cavo Usb-C di buona qualità.

Rimane in sospeso il comportamento della versione Oppo Reno 10x zoom che adotta il Qualcomm Snapdragon 855, che ha portato il chip di controllo della ricarica della batteria all’interno del Soc. Forse per questo gli ingegneri del brand hanno chiaramente specificato che stanno ancora ottimizzando il software: per fare in modo che Vooc e Snapdragon operino in modo sinergico.

Meccanismo popup

La caratteristica di design dei Reno è rappresentata dal meccasismo a popup che si solleva per esporre la fotocamera per i selfie. Questa supporto a soffietto è rapido (0,8 secondi di reattività), aggiunge un aspetto estetico di sicuro impatto e si attiva anche per il riconoscimento del viso.

L’idea, spiegano i portavoce di Oppo, è stata sia quella di aggiungere un elemento stilistico aggiuntivo in un mondo di smartphone tutti omologati sui vari tipi di notch. Fare sparire la tacca sul display è stata la leva che ha mosso i designer di Oppo nello studiare una evoluzione più rapida, silenziosa e peculiare rispetto alla slitta motorizzata che si trova sul Find X.

L’esperienza d’utilizzo è stata al centro perché l’obiettivo dichiarato è stato di “sviluppare uno smartphone con un display davvero full view, che sulla parte frontale non avesse altro elemento visibile se non il touchscreen”. Nel prossimo futuro vedremo ulteriori declinazione del meccanismo a popup? Difficile dirlo ora, perché l’impostazione di Oppo è massimizzare la superficie frontale dedicata allo schermo; il resto è una conseguenza di questo proposito.