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Ci siamo presi del tempo: è da fine agosto che trascorriamo le giornate lavorative e personali in compagnia di Galaxy Note20 Ultra 5G, il più recente flagship targato Samsung e votato alla produttività. Non potevamo chiedere di meglio per il rientro in ufficio: con il nuovo Note a dettare il passo ogni anno si riscopre cosa significa avere tra le mani un valido supporto all’attività lavorativa. Del resto testare un device della Serie Note è sempre una bella sfida, perché oltre alle caratteristiche comuni a tutti gli smartphone c’è la chicca della S Pen da provare con attenzione, dalla quale ci si attende molto. 

Quest’anno poi lo sforzo di Samsung si è dipanato su più fronti: la produttività e il multitasking, certo, con la consueta volontà di distogliere l’attenzione dal pc e concentrarla tutta sullo smartphone. Ma anche l’intrattenimento e il piacere di usare il telefono anche nei momenti di relax. Limitare uno schermo così ampio e piacevole, nonché la potenza delle prestazioni alle ore in ufficio e alle attività di lavoro, sarebbe un vero peccato, lo confermano i test effettuati nelle situazioni più disparate.

Per la nostra prova, abbiamo avuto a disposizione la versione con Ram da 12GB e Storage da 256GB, nella colorazione Mystic Bronze. Note 20 Ultra arriva con Android 10 attualmente aggiornato alla patch di sicurezza di settembre 2020. 

Design e Display

Le dimensioni della serie Note sono storicamente generose: del resto devono fare posto a un display abbastanza ampio da permettere di sfruttare al massimo le potenzialità del pennino e regalare all’utente un’esperienza vicina a quella vissuta su carta. Note20 Ultra 5G in particolare ha dimensioni 164,8×77,2×8.1mm, con un peso di 208 grammi. Nel 2020 sono ormai diversi gli smartphone che superano i 200 grammi: un compromesso accettabile se in cambio si ottiene un display ampio e uno spessore contenuto, condizioni che rendono più che godibile l’utilizzo quotidiano di Note20 Ultra 5G. 

Anteriormente e posteriormente lo smartphone è coperto da Gorilla Glass Victus – che da solo dovrebbe prevenire l’insorgere di graffi, anche se l’impiego di una pellicola è sempre consigliato – completato da una cornice in acciaio. Lo smartphone è certificato IP68, dunque resiste a polvere e acqua. 

Con un design molto simile a quello della precedente generazione, le linee di Note 20 Ultra si confermano pulite, semplici ed eleganti, con angoli decisi eppure leggermente arrotondati che donano armonia all’effetto complessivo. 

Posteriormente spicca la fotocamera, alloggiata in una cornice rettangolare dalle dimensioni generose, che sporge dalla cover di qualche millimetro. Nonostante l’ingombro considerevole – si tratta pur sempre di questioni di mero gusto – va sottolineato l’impegno di Samsung nel renderla una soluzione gradevole alla vista. Rispetto all’S20, per esempio, scompare la scritta “Space Zoom 100X” e le tre camere sfoggiano un anello in metallo che riprende il colore della cover, donando equilibrio estetico al comparto. 

La finitura della cover posteriore è matte e garantisce una protezione quasi totale dalle impronte. Anche con un uso privo di cover protettiva, lo smartphone rimane pulito e privo di imperfezioni. 

Tutti i tasti tornano sul lato destro (su Note 10 erano a sinistra). In basso cambia posizione anche il pennino, che occupa l’estremità sinistra della parte inferiore dello smartphone, accompagnato dallo speaker, dalla type-C e dal microfono. In alto trova posto lo slot per la sim e un secondo microfono. 

Per quanto concerne il display – una gioia per gli occhi, lo anticipiamo – esso vanta una diagonale da 6,9 pollici, risoluzione 1440 x 3088px, con densità di pixel a 496ppi. Nello specifico, si tratta di un Dynamic AMOLED 2x con refresh rate a 120Hz e touch sampling a 240Hz (il valore che indica il numero di volte che lo schermo percepisce un input ogni secondo). Esiste una correlazione precisa tra refresh rate (il numero di volte che lo schermo viene aggiornato ogni secondo) e risoluzione: impostando la risoluzione massima (3088 x 1440) il refresh rate viene automaticamente bloccato a 60Hz. Per “sbloccare” i 120Hz, occorre impostare la risoluzione FHD+ (2316 x 1080p). Nello specifico, la frequenza di aggiornamento del display si imposta accedendo alla voce “Uniformità di movimento” nella sezione “Schermo” delle impostazioni. 

Da questa sezione si prende anche visione del fatto che la frequenza di aggiornamento a 120Hz non è statica, bensì dinamica. Scegliendo l’impostazione “Adattiva” infatti lo schermo regola la frequenza di aggiornamento in base al contenuto che l’utente sta fruendo. Samsung dichiara infatti che i 10Hz vengono impiegati quando si visualizzano immagini statiche, i 30Hz quando si leggono email, i 60Hz mentre si guardano i video e 120Hz durante il gaming. Non c’è quindi un incremento di 1Hz, bensì una modulazione granulare della frequenza di aggiornamento. Ciò ha una diretta conseguenza sull’autonomia di Note20 Ultra, che in questo modo non è chiamato a “girare al massimo” anche su contenuti meno sfidanti. 

In generale, la qualità del display è indubbia, come Samsung ci ha abituato. Buona la fedeltà cromatica: noi abbiamo impostato la modalità “Vivida”, ma c’è anche quella “Naturale”, che dovrebbe essere ancora più fedele alla realtà, oltre alla possibilità di effettuare il bilanciamento del bianco in autonomia. Stessa soddisfazione si trae dalla luminosità (anche qui, abbiamo impostato quella adattiva) sia all’interno che all’esterno. 

Lo schermo ha i bordi curvi, caratteristica che lo rende praticamente privo di cornici per un’esperienza ultra immersiva, anche grazie al piccolo dotch centrale che ospita la fotocamera frontale che poco inficia sulla fruizione di contenuti. I bordi curvi o si amano o si odiano e non lasciano spazio a vie di mezzo. Quella messa in campo da Samsung potrebbe essere una soluzione che mette d’accordo gli amanti dello schermo piatto e i fedelissimi dei bordi curvi: l’angolo di curvatura non è infatti così spinto e nell’utilizzo giornaliero non pregiudica l’esperienza dello smartphone.

Prestazioni, autonomia e interfaccia

Samsung ha deciso di dotare il Galaxy Note20 Ultra 5G del processore proprietario Exynos 990. Questo nello specifico è un octa-core così composto:

  • due core 2.73 GHz
  • due core 2.50 GHz
  • Quattro core 2.0 GHz, 

con GPU Mali-G77, a cui fanno da supporto 12GB di Ram LPDDR5 e 256GB di memoria interna UFS 3.1 espandibile fino a 1TB. 

L’esperienza di utilizzo di Note20 Ultra 5G è quella del top di gamma: non ci sono lag o incertezze, tutto scorre fluido nelle mani dell’utente, che ha in tasca uno smartphone perfetto sia per il business che per l’intrattenimento. Sì, perchè se la Serie Note è sempre stata etichettata come la gamma per chi vuole un telefono che faccia della produttività il suo cavallo di battaglia, Samsung è riuscita ad allargare il focus senza perderlo, aggiungendo alcune finezze che vanno ad allietare anche i palati più votati all’intrattenimento via smartphone. 

L’unica accortezza che ci sentiamo di citare è quella sulla dissipazione di calore: durante operazioni più complesse e quasi sempre legate all’attività lavorativa, lo smartphone si è scaldato sensibilmente. 

Per quanto concerne la connettività, è presente quella 5G standard in tutte le versioni, il Bluetooth 5.1, l’uscita video USB-C 3.1, l’NFC per i pagamenti e il Wi-Fi 6. Confermata invece l’assenza del jack audio da 3,5mm, come già registrato su Note 10. 

L’autonomia è affidata a una batteria da 4500mAh, con ricerca Ultra-Rapida a 25W di energia (che permette una ricarica del 50% in circa mezzo’ora) una ricarica wireless rapida e la condivisione di carica.

Durante i nostri test, lo smartphone ci ha accompagnato senza sforzi durante l’arco della giornata, permettendoci di arrivare fino a sera con un generoso 30% di batteria. Abituati a ricaricare al mattino dunque, di solito ci siamo trovati a superare la giornata ricaricando all’arrivo in ufficio. Difficile andare oltre con un uso intensivo, mentre un utilizzo più blando (leggasi, da weekend), consente maggiore autonomia. Il Note continua però a dare il meglio di sé proprio a supporto della giornata lavorativa, dunque è sempre un piacere utilizzarlo al 100% in ufficio. 

Galaxy Note 20 Ultra 5G arriva con la One UI 2.5 basata su Android 10. L’interfaccia mantiene sul lato estetico le linee cui chi utilizza Samsung è abituato, oltre alle funzionalità tipiche del sistema e peculiari per la serie Note. 

Partendo dalle impostazioni dello schermo, è possibile programmare la modalità Notte dal tramonto all’alba (previa attivazione della Posizione) e si può scegliere se applicarla allo sfondo o meno. Si può anche decidere di attivare il filtro colore adattivo. In generale, la sezione schermo si è arricchita dell’uniformità di movimento, legata al refresh rate, come spiegato sopra. 

Tra le app Samsung, Misurazione rapida ha fatto posto a spazio AR, un vero e proprio hub dedicato alla realtà aumentata dove creare un emoji personale ma anche dotare le proprie foto di maschere, cornici, timbri e altro. Misurazione rapida è stato spostato proprio tra le diverse opportunità offerte da questa sezione. 

Sul fronte dei dati biometrici e della sicurezza, è stato aggiunto il Samsung Blockchain Keystore, che memorizza la chiave privata blockchain in un’area protetta dello smartphone e consente di firmare le transazioni blockchain. 

Le possibilità di sblocco del telefono rimangono quelle ormai classiche: segno, impronta digitale (il sensore si trova sotto il display) e riconoscimento facciale. Per comodità, abbiamo impostato 3 impronte digitali, per sbloccare lo smartphone in ogni occasione. Rapido e preciso, allo sblocco tramite impronta digitale abbiamo comunque preferito quasi in ogni occasione quello tramite riconoscimento del volto, che non ha mai mancato all’appuntamento. Un filo più discontinuo quello tramite impronta digitale. 

Restano invariati i menù laterale tag edge, dove le icone si dispongono in verticale fino a 6 app e dopo si dipanano a file di due. Anche la personalizzazione rimane la stessa, così come la possibilità di aggiungerne diversi uno sulla’altro, quasi disposti come dei veri e propri layer, in cui mostrare il meteo, gli strumenti, o i messaggi live (ma anche altri elementi), a seconda delle preferenze. 

S Pen

Il pennino di Note quest’anno guadagna in coerenza cromatica, ora in piena armonia con lo smartphone. Infatti S Pen arriva nella stessa colorazione del Note che la ospita e l’effetto è di puro piacere estetico. Entrando nel merito delle funzionalità, Samsung ha abbassato ulteriormente la latenza dell’S Pen, passando dai 42ms del Note 10 ai 9ms del modello attuale. Un abisso che nell’esperienza d’uso si sente tutto: sebbene con Note 10 si fosse già toccato un livello di fedeltà all’esperienza su carta molto alto, Note 20 ultra alza ulteriormente l’asticella e porta a compimento un livello di responsività che è effettivamente percepibile oltre il dato numerico. Tutto questo accompagnato dalle migliorie tecniche del telefono, nello specifico dal refresh rate a 120Hz e dal touch sampling da 240Hz, cui si combina l’AI Point prediction, che consente al telefono di predire dove sarà apposto il prossimo segno a partire dalla traiettoria seguita dalla penna sul segno precedente. 

Per uno stilo così rinnovato non potevano mancare nuove air action: sono 5, vanno sotto il nome di “azioni ovunque” e nello specifico si occupano di tornare indietro, alla home, alle applicazioni recenti, di attivare la selezione intelligente o la scrittura schermo. Il tutto, ovviamente, con un rapido gesto della S Pen, eseguibile ora su tutte le applicazioni. Possono anche essere personalizzate, quindi a ognuna di queste azioni può essere associata una funzione a nostro piacimento oppure disattivarle una per una. 

Quando si estrae S Pen a schermo spento, è possibile prendere un appunto al volo, salvarlo per ricontrollarlo successivamente o bloccare ciò che si è scritto così da aggiungerlo all’Always On Display. Se invece il pennino viene estratto a schermo attivo, sul display compare il menu Air Command, con delle funzioni già impostate e che sono comunque personalizzabili.

La funzione che abbiamo utilizzato di più è sicuramente la selezione intelligente per effettuare screenshot mirati delle pagine visualizzate. Da questi è poi possibile estrarre testo o bloccare quanto “copiato” mentre si prosegue nella navigazione (può anche essere ridimensionato), ma anche creare delle gif animate. 

Con la modalità scrittura schermo invece si effettua lo screenshot dell’intera schermata che si sta visualizzando, sulla quale è poi possibile scrivere, disegnare e prendere appunti. A proposito di appunti, merita un piccolo focus anche l’applicazione Samsung Notes, quella ufficiale per prendere note con S Pen. Adesso si può scegliere un modello di pagina, quindi non affidare esclusivamente gli appunti a un foglio bianco. A disposizione, le righe – più o meno larghe – i quadretti – più o meno fitti – i punti e l’elenco con tanto di quadratino per la spunta. Si possono anche aggiungere dalla galleria, così che è possibile scegliere in piena autonomia lo sfondo delle note. 

Piena personalizzazione anche nello stile del testo, nella formattazione dello stesso e nel colore. Per il disegno poi c’è l’imbarazzo della scelta, tra penne e pennelli, colori e strumenti. 

Samsung Notes rimane uno strumento indovinato e completo, che insieme a S Pen forma un felicissimo connubio in grado di venire incontro a praticamente ogni esigenza. In più, con Note 20, Samsung ha aggiunto la possibilità di raddrizzare una scrittura “storta”, spesso indice di un appunto preso in velocità, che ben si accompagna all’opzione di trasformare il testo scritto a mano in testo digitale. Quest’anno è stata aggiunta un’ulteriore possibilità: quella di registrare un commento mentre si prendono appunti. Riproducendo la registrazione, lo smartphone evidenzierà le parole scritte nel momento in cui sono state pronunciate. Le note adesso possono anche essere organizzate in cartelle, rendendo l’esperienza di utilizzo di questo strumento ancora più proficuo. 

In partnership con Microsoft

La value proposition di Samsung è chiara: rendere Note 20 il reale sostituito del pc. Per farlo, lo smartphone è votato alla produttività grazie a S Pen (quindi è possibile lavorare su PDF e documenti con un’agilità che è propria solo di questo device) ma anche grazie ad alcune chicche, come il noto Samsung DeX, che garantisce l’esperienza desktop dallo smartphone. Ora anche utilizzabile wireless, DeX consente allo smartphone di duplicare il proprio schermo su una tv compatibile o un monitor. Sempre tramite questa funzionalità, lo smartphone si trasforma anche in un pratico trackpad. 

Parlando di produttività, Samsung ha alzato ulteriormente l’asticella grazie alla partnership con Microsoft, tracciando la via per un’integrazione tra smartphone e pc che probabilmente si potenzierà in futuro. Microsoft ha infatti aggiunto nuove funzionalità all’app Il Mio Telefono, dedicata allo streaming dello smartphone sul desktop, che ora consente di aprire sul pc (che deve avere Windows 10) le app dello smartphone, di fatto integrando l’esperienza Samsung in ambiente Windows, dunque permettendo all’utente di non lasciare l’ambiente di lavoro primario. L’integrazione vive della sinergia tra Il Mio Telefono e App Streaming, che di fatto concretizza sì un accesso al proprio smartphone, ma senza poterne usufruire a pieno – manca infatti il supporto al lavoro sul testo, la possibilità di trascinare file e così via. Dunque, come detto sopra, l’idea c’è e le potenzialità della messa a terra sono chiare, grazie all’equilibrio tra le due app. In futuro ci si attende il superamento del concetto di streaming delle app (ciò che di fatto avviene oggi) verso la possibilità di utilizzarle concretamente da desktop. 

La collaborazione con Microsoft si è sviluppata in modo virtuoso anche sul fronte del gaming. Infatti con Xbox Game Pass Ultimate arrivano su smartphone oltre 100 popolari giochi Xbox, direttamente dal cloud, tra cui titoli come Minecraft Dungeons e Gears 5. Galaxy Note 20 e Xbox formano un connubio quantomai felice, grazie al Game Booster basato sull’Intelligenza Artificiale, l’ottimizzazione della risposta audio Bluetooth, ma anche alla latenza del tocco a 240Hz di cui abbiamo parlato in apertura e all’ampiezza e qualità del display.

Fotocamera

Samsung Note 20 Ultra 5G vanta un comparto triplo così composto:

  • sensore principale da da 108 Mpixel, f/1.8, stabilizzatore ottico, campo visivo di 79°;
  • teleobiettivo con sensore da 12 Mpixel per l’effetto zoom ottico 5x e SpaceZoom 50x (ibrido), Ois;
  • obiettivo ultra grandangolare con angolo di visione da 120° e sensore da 12 Mpixel f/2.2.

Su entrambi il sensore ToF ha fatto posto a un autofocus laser che aiuta a riconoscere la scena che si sta inquadrando e supporta la realtà aumentata. Per Samsung si tratta di una soluzione più efficiente e rapida.

La fotocamera frontale ha sensore da 10MP f/2.2

Di seguito una carrellata di scatti realizzati con Note 20 Ultra 5G.

Le foto realizzate con questo smartphone sono precise e ricche in dettaglio. I colori sono fedeli all’originale e comunque risultano ben valorizzati dal software. In buone condizioni luminose, si hanno ottimi risultati anche solo con il classico “punta e scatta”. Buona anche la quantità di dettaglio espressa nell’utilizzo dello zoom. In condizioni di scarsa luminosità la modalità notte sopperisce a una lieve perdita di definizione. Con questa modalità, gli scatti sono brillanti e le luci artificiali sapientemente valorizzate, senza ammantare gli scatti di una tonalità ambrata ma anzi offrendo veridicità all’insieme. Scatti che si confermano estremamente godibili anche con la fotocamera frontale, che regala risultati con colori ricchi, dotati di un buon livello di dettaglio e delicati sui lineamenti del viso. 

Per quanto concerne l’interfaccia, le modalità di scatto disponibili sono: 

  • scatto singolo, che consente di impostare una finestra temporale in cui lo smartphone realizza un video e offre gli scatti più significativi
  • Fotografia, che permette di andare dal’ultragrandangolare al 50x ibrido;
  • In altro, si rintracciano: modalità Pro, panorama, Cibo, Notte, Fuoco Live. Questa sezione è inoltre personalizzabile. 

Le modalità di ripresa video sono invece:

  • Video: che permette di registrare video dall’ultra grandangolare al 20x
  • In Altro: video fuoco live, video pro, super slow-mo, rallentatore, hyperlapse

Da segnalare che lo zoom viene disattivato all’attivare dello stabilizzatore

Per quanto riguarda la fotocamera posteriore, è possibile registrare video in 8K a 24fps, in 4K a 60fps e in FHD a 30, 60 e 120fps. Con la fotocamera anteriore è possibile girare video in 4K e FHD fino a 60fps e in HD a 30fps.

Interessante l’introduzione di Video Pro che, al pari della modalità speculare sulla fotografia, consente di impostare i parametri della ripresa video e di selezionare se mantenere i microfono omnidirezionale oppure selezionare la fonte davanti o dietro, oltre a poter scegliere USB e Bluetooth come fonte audio. 

Molto buona anche la qualità dei video: ricchi in dettaglio e debitamente stabilizzati, offrono una qualità sempre più vicina ai risultati di strumenti dedicati a questo formato.

Conclusioni

Con un prezzo a partire da 1232 euro, Samsung Galaxy Note20 Ultra 5G è uno smartphone che non si risparmia su alcun fronte e che ha la pretesa di fare tutto: dalle foto al gaming, dalle prestazioni alla produttività. Il più grande della Serie Note di quest’anno ha un’anima poliedrica e il piglio da primo della classe che tanto piace al cliente più esigente: quello che cerca un top di gamma e non ha proprio nessuna intenzione di decidere quale feature predilige. Le vuole tutte e le vuole fatte bene. Questo è Note20 Ultra 5G: un telefono che fa tutto, lo fa in modo eccelso e ha il pregio di non pesare in tasca, nonostante le dimensioni generose.

Valutazione
Samsung Galaxy Note20 Ultra 5G