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Partiamo dal prezzo: 699 euro per la versione 12+256 GB del OnePlus 8T che abbiamo in prova è un vero affare (bellissimo poi nella colorazione Aquamarine Green). Con la versione “T” il brand fondato e guidato da Pete Lau ha fatto davvero centro, riuscendo a offrire tutto ciò che si può chiedere a un top di gamma in termini di dotazione, qualità costruttiva ed esperienza d’utilizzo ma limitando l’investimento.

OnePlus 8T sarà l’unico (almeno per il momento) a “ringiovanire” la gamma 8, presentando novità interessanti rispetto al suo predecessore OnePlus 8. Non aspettatevi anche l’8T Pro: Pete Lau è stato molto chiaro in merito al fatto che il flagship rimane la versione OnePlus 8 Pro, senza l’arrivo del T. Allo stato dell’arte, secondo il Ceo, la variante 8 Pro rimane ancora all’altezza della situazione e del ruolo che gli compete.

warp charge 65

L’8T eredita alcune delle funzioni del Pro, due su tutte: l’impostazione quad cam con l’aggiunta del sensore monocromatico; il display da 6,55″ Fluid Amoled FHD+ con frequenza di refresh a 120 Hz.

Ma soprattutto OnePlus 8T propone tante novità estetiche e funzionali. A iniziare dalla nuova generazione della Warp Charge 65, che porta a ben 65 watt la potenza di ricarica. Come? Semplice: la batteria da 4.500 mAh è stata suddivisa in due unità che sono ricaricate in modo indipendente a circa 30 watt, raddoppiano la potenza e riducendo il tempo necessario. In poco più di mezz’ora la batteria è carica al 100%. Attenzione però: per sfruttare la ricarica rapida bisogna usare solo ed esclusivamente il caricatore e il cavo in dotazione. Come vi spieghiamo bene nella nostra video recensione, il sistema è strutturato per operare all’unisono. E in massima sicurezza per via dei sensori integrati nello smartphone. Se usate carica batteria di terze parti, meglio non superare i 10 watt.

OnePlus 8T, arriva il bianco/nero

Lo schema imaging dell’8T cambia forma e sostanza. Non è stato solo modificato nel layou, ma nel dettaglio l’impostazione quad camera è così definita:

  • sensore principale Sony Imx586 da 48 Mpixel (modalità quad binning con schema 2×2), f/1.7, stabilizzatore ottico ed elettronico (è lo stesso dell’8);
  • obiettivo ultra grandangolare da 16 Mpixel con sensore Sony Imx481, f/2.2, apertura di campo di 123°;
  • fotocamera macro da 5 Mpixel operativa a 3 centimetri;
  • sensore monocromatico da 2 Mpixel;
  • sensore Sony Imx471 per i selfie da 16 Mpixel, f/2.4.

Il tutto è affidato all’eccellente app di scatto tipica di OnePlus, nella quale mostriamo tutti i dettagli nella nostra video recensione.

Qui di seguito vi proponiamo alcuni scatti eseguiti con il OnePlus 8T.

Oxygen 11, il vestito di Android 11

Sempre nella video recensione entriamo in dettaglio della Oxygen 11, la rinnovata interfaccia grafica di OnePlus ora basata su Android 11.

L’esperienza d’utilizzo è impostata sulla semplicità e sulla reattività. L’8T è fulmineo nei tempi di risposta e può contare su un ambiente minimal ma fortemente personalizzabile nei colori, nelle icone e nella modalità dark.

La Oxygen 11 trae massimo beneficio dal display Fluid Amoled a 120Hz con una resa cromatica di classe superiore. La fedeltà del punto di bianco, del nero e dei colori è tale da restituire una visualizzazione appagante non solo degli elementi multimediali, dei film e delle foto ma anche dei giochi. Il gaming è uno degli ambiti in cui l’8T mostra i muscoli.

Certo, si può fregiare di affidarsi al processore più potente del momento in Android: il Qualcomm Snapdragon 865 assistito da 12 GB di Ram e 256 GB di storage. Il Soc sfrutta inoltre un nuovo sistema di raffreddamento a camera di vapore con un’efficienza quasi triplicata rispetto all’8 al servizio del gaming e delle app più impegnative, oltre che per supportare lunghe sessioni fotografiche e di registrazione in 4K.

Il tutto corredato dal alcune firme tecnologiche di OnePlus. Citiamo la Zen Mode 2.0, per obbligarsi a vivere anche senza telefoni per periodi di tempo compresi tra 20 minuti e due ore, e gli schemi Always On Display rinnovati. Nella video recensione mostriamo Insight, che fornisce un’indicazione della dipendenza da smartphone.