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Lo abbiamo usato a lungo, inserendo la nostra Sim privata e quindi rendendo il Motorola Edge un dispositivo per soddisfare tanto le esigenze personali quanto quelle professionali. Il ritorno della celebre M alata nella fascia alta del mercato, dopo tanti mesi di assenza, ha meritato diverse settimane di prova. Lo scopo è stato duplice: osservare come lo smartphone è gestito a livello di update incrementali; superare la fase iniziale di entusiasmo che ogni prodotto porta con sé e lasciare il posto alla misura più ragionata e razionale della longevità di utilizzo. La prova del “day by day” è sempre quella più impegnativa per qualsiasi oggetto. Inserendolo nel flusso quotidiano se ne comprende la validità delle scelte e la reale capacità di soddisfare i bisogni, aspetto che discrimina sull’efficacia della scelta fatta.

Ebbene, questo è il contesto di cui vi rendiamo conto in questa recensione del Motorola Edge, proposto a 699,99 euro. Più di due mesi di uso, perché ci ha interessato tutto il contesto che gravita intorno allo smartphone del marchio di proprietà di Lenovo: prestazioni, autonomia, ergonomia e aggiornamenti.

E sono tre gli aspetti che ci hanno convinto: il display (e la conseguente ergonomia), l’autonomia, la semplicità derivante da una versione di Android pressoché standard, senza aggiunte invadenti.

Alla resa dei conti, Edge ci è piaciuto: non è perfetto ma assicura un’esperienza premium ben bilanciando performance e durata della batteria. Il merito è nella scelta costruttiva di Motorola, ovvero di utilizzare il medesimo display e sostanzialmente la stessa scocca del top di gamma Edge+, solo sostituendo il processore Qualcomm Snapdragon 865 con il più virtuoso dal punto di vista energetico Snapdragon 765G. Vale a dire che non si rinuncia al 5G e alla reattività, ma con un impatto sulla batteria inferiore.

I bordi di Motorola

Edge in italiano si traduce con bordo, che ben identifica la forte piegatura laterale del display Oled da 6,7″ (2.340×1.080 pixel, 19,5:9, 385 ppi) integrato nello smartphone. Il numero chiave per identificare questo pannello dall’eccellente resa grafica è 90. Sì, perché 90 è l’angolo quasi raggiunto dai due lati più lunghi al fine di restituire un’immersività superiore di utilizzo. L’intento del brand è stato quello di ridurre al massimo le cornici laterali per assottigliare quanto più possibile il confine tra mondo reale e virtuale, tra mano e interfaccia. Il risultato è un touchscreen che quasi si impugna, ma lateralmente il livello di luminosità degrada leggermente e senza la cover fornita in dotazione si rischia di toccare in modo involontario i tasti e le zone più estreme. Soprattutto quando si telefona: bisogna prestare attenzione a non premere involontariamente il mute o i comandi più vicini al dorso. Basta farci l’abitudine: la cover gioca un ruolo fondamentale in questo breve apprendistato.

Il numero 90 entra in gioco anche per la frequenza di refresh, pari proprio a 90 Hz al fine di stabilizzare efficacemente la visualizzazione in occasione della riproduzione di film, nei giochi, nelle sequenze più animate dei contenuti multimediali e nello scrolling di file, documenti, pagine web e interfaccia del sistema operativo.

L’Oled da 6,7″ è protetto da una lastra Corning Gorilla Glass 5 che ha egregiamente resistito in tutte le settimane durante le quali abbiamo usato Edge in modo piuttosto “disattento”, mettendolo in borsa, in tasca (anche con chiavi e monete) e appoggiandolo ovunque capitasse. La somma tra la cover in silicone e la protezione nativa del display ha permesso di mantenere lo smartphone esente dai graffiature e difetti visivi derivanti dall’usura. La resistenza della scocca è un punto di forza: lo schermo si innesta a 90 gradi nella scocca in alluminio e l’intera struttura è trattata per essere repellente all’acqua. Attenzione: non ha certificazione IP né è subacqueo; Edge resiste a schizzi o poco più.

I risultati di solidità sono stati una bella sorpresa, perché un siffatto smartphone con un display così incidente nel design industriale in un “corpo” tutto sommato leggero (meno di 190 grammi) appare meno robusto di quanto si possa in realtà pensare. E, ribadiamolo, non servono accorgimento particolari se non usare la cover leggera inclusa in dotazione (meglio non rinunciarvi, per nessun motivo).

L’immersività di utilizzo è ottenuta anche grazie al punch hole superiore, che riduce l’ingombro della fotocamera anteriore per i selfie (25 Mpixel, f/2.0) a un foto posto in alto a sinistra che diventa pressoché invisibile durante la riproduzione multimediale, il gaming e l’utilizzo dell’interfaccia.

Durante l’utilizzo ci è piaciuta la resa grafica e la luminosità del pannello scelto da Motorola (che è Hdr10). La definizione dei dettagli e la profondità dei colori rendono l’Edge un perfetto compagno per riprodurre film e apprezzare i contenuti multimediali. La risoluzione è poco più che Full HD ma la qualità visiva è garantita dall’ottima profondità dei neri, dal contrasto elevato e da colori accesi, quasi dipinti. I risultati migliori si ottengono con la modalità di colore “Intensi”, ma se si punta a un bianco più preciso bisogna orientarsi su “Naturali”; “Migliori” è la via di mezzo per chi non vuole colori troppo enfatizzati.

La piega a 90 gradi ha permesso a Motorola di inserire alcune funzioni peculiari. Tenendo il dito appoggiato al lato destro e facendolo scorrere si ottiene il browising intuitivo di pagine web, documenti e interfaccia. Toccando due volte si può attivare il menu veloce che contiene alcune tra le app più utilizzate di recente. Mentre all’interno di un’app, facendo doppio tap sul bordo destro, si può ridurre la larghezza di visualizzazione per rinunciare ai bordi incurvati e sfruttare solo la superficie piatta dello schermo.

Quest’ultima opzione è utile con alcune applicazioni che male si conformano su uno schermo così incurvato perché alcune opzioni e icone si “piegano” leggermente verso il basso. Come nel caso di LinkedIn o di alcune applicazioni con un’impostazione un po’ datata. Nel nostro caso, non abbiamo mai dovuto ricorrere al doppio tap per riorganizzare l’app rinunciando ai bordi: è sufficiente prendere un po’ di confidenza. Peraltro, nelle impostazioni è sufficiente disattivare tutte queste funzioni per ritornare a un utilizzo più tradizionale.

Design e autonomia

Per quanto detto finora, Edge ha un design che porta all’estremo il concetto dei display curvi come solo ben pochi altri smartphone hanno saputo fare nel recente passato. Soprattutto riesce a mantenere un ingombro limitato, con uno spessore che non supera 9,3 mm e una larghezza leggermente superiore a 7 centimetri. Sono dimensioni che permettono di impugnare comodamente il dispositivo; non si riesce a usarlo in toto con una mano sola (molte funzioni di base però sono accessibili solo con una mano) ma è egregio in quanto a trasportabilità e tascabilità.

Il design industriale è così strutturato: display agganciato al frame in alluminio e il dorso in policarbonato resistente. Le singole parti sono chiaramente visibili, tuttavia bene assemblate. Ancora una volta, grazie alla cover in dotazione si evita che le giunture raccolgano polvere.

L’estetica di Edge incuriosisce nelle sue linee minimal e originali, mentre nella parte posteriore si apprezza lo sforzo di Motorola nel ridurre lo spessore delle ottiche fotografiche che sono quasi del tutto inglobate dalla cover.

Ma la vera chicca di Big M è rappresentata dal jack da 3,5 mm posto nella parte inferiore di fianco alla porta Usb-C. La qualità musicale di Edge è sopra la media. Da una parte le cuffie a filo possono avvantaggiarsi del Dac e dell’equalizzazione assicurata da Waves Audio, dall’altra gli speaker stereo integrati sono potenti e ben bilanciati.

L’Usb-C è funzionale per ricaricare la batteria da 4.500 mAh con l’alimentatore incluso da 18 watt. Motorola lo definisce “fast charging” tuttavia è una ricarica leggermente più potente rispetto a quella standard. Equivale a dire che si ottiene il 100% di ricarica in circa un’ora e mezza.

Ma Edge non ha problemi di autonomia, anzi. Il combinato disposto dato dalla generosa batteria e dallo Snapdragon 765G permettono allo smartphone di rimanere operativo fino a due giorni con un utilizzo non eccessivo. Volendo spremere le doti del Motorola, si completano le 24 ore arrivando con una buona riserva (superiore al 20%). Con un impiego meno spinto del dispositivo si riesce a completare il weekend senza troppi sforzi.

Motorola conferma Android stock

Saggia e intelligente la scelta di Motorola di utilizzare Android in versione liscia. Ossia non personalizzando l’interfaccia di Android ma riproponendo quella classica (stock) del sistema operativo di Google. Questa scelta, ormai collaudata nel tempo, fa apprezzare la maturità dell’ambiente di Android, che può tranquillamente sostenere il confronto con le personalizzazioni (a volte ridondanti e non omogenee). Il vantaggio di proporre il sistema operativo “nudo e crudo” dovrebbe riverberarsi sulla rapidità di ricezione degli aggiornamenti. Nel nostro test di lungo periodo abbiamo ricevuto un solo update che ha migliorato sensibilmente le prestazioni complessive e ha introdotto le patch di sicurezza aggiornate al 1 giugno 2020.

Nella realtà dei fatti Motorola propone alcune personalizzazioni, tuttavia molto leggere e per nulla invasive. Sono le Moto Actions, che permettono di aggiungere le gesture per velocizzare alcune azioni e semplificarne altre, oltre a proporre le funzioni per sfruttare i bordi in modo adeguato.

Nell’ambito del pannello di Motorola si può accedere alla sezione My UX con cui è possibile personalizzare colori, sfondi, forma delle icone e tema di base (chiaro, scuro, ibrido) dell’ambiente in cui si opera, al fine di renderlo ancora più vicino ai propri gusti. Stupisce come con una manciata di opzioni si possa cambiare l’interfaccia per renderla più personale.

Non ci si dimentichi della sicurezza. Edge presenta un lettore d’impronte digitali posto sotto al display di tipo tradizionale con l’illuminazione a led verdi. Il sistema risulta piuttosto veloce e affidabile. Non mancano poi i classici sistemi di protezione all’accesso dati regolato da pin e riconoscimento facciale.

Edge punta su Snapdragon 5G

Edge è affiato al processore più equilibrato del momento: il noto Qualcomm Snapdragon 765G. È un Soc octa core così composto: core ad alte prestazioni Kryo 475 a 2,4 GHz; core a prestazioni superiore Kryo 475 a 2,2 GHz; sei core ad alta efficienza energetica da 1,8 GHz. La geometria è a 7 nm: i primi due nuclei sono Cortex-A76; i rimanenti Cortex-A55. La Gpu è Adreno 620 (14 nm) si avvale della tecnologia Snapdragon Elite Gaming Experience che ne ottimizza le prestazioni con i giochi e il multimedia.

Lo Snapdragon 765G è stato affiancato da 6 GB di Ram di tipo Lpddr4 e 128 GB di storage (Ufs 2.1) espandibile con microSD. Inoltre dispone del modem x52 con supporto per le reti 5G sub-6GHz e per il dual Sim. Completano la configurazione il reparto di connettività che consente di collegarsi alle reti Wi-Fi 6.

Questa configurazione permette a Edge di affrontare qualsiasi tipo di applicazione, compresi i giochi più impegnativi e la riproduzione dei video in streaming ad alta definizione. Lo Snapdragon 765G si rivela essere la scelta perfetta perché eroga la brillantezza necessaria senza impattare in modo eccessivo la batteria. E i benchmark, che pubblichiamo qui di seguito, ne confermano la validità.

Motorola e l’imaging

Abbiamo lasciato per ultimo il reparto più in critico di Motorola: quello imaging. Lo schema fotografico di Edge è così composto:

  • sensore principale da 64 Mpixel (targato Samsung), 26 mm, f/1.8, Eis (stabilizzatore elettronico), autofocus a rilevamento di fase (Pdaf);
  • teleobiettivo con sensore da 8 Mpixel, 52 mm, f/2.4, Pdaf, per l’effetto zoom 2x;
  • ultra grandangolo con sensore da 16 Mpixel, 13 mm, f/2.2 per le foto con apertura a 117 gradi;
  • sensore Tof 3D per gli effetti di profondità.

Il tutto è dato in pasto all’interfaccia di scatto classica di Android, con qualche personalizzazione per quanto riguarda la scelta delle opzioni utilizzate più recenti, che rimangono visibili nella parte inferiore.

Il sensore da 64 Mpixel sfrutta la modalità quad binning con schema 2×2 per massimizzare la resa soprattutto in condizioni di scarsa luminosità e aumentare il dettaglio complessivo. Così le foto sono da 16 Mpixel, salvo non si scelga l’opzione di scattare a 64 Mpixel.

Le foto che si ottengono in condizioni di buona luminosità sono di ottima qualità: bene incise, colori fedeli, ricche di dettagli. In condizioni ambientali bene illuminate si realizzano scatti più che soddisfacenti e si possono sfruttare alla perfezione le doti fotografiche. Questo è il contesto ideale per vedere le doti delle immagini con effetto bokeh preciso, per merito del Tof 3D, e grandangolari, ben precise sui bordi. L’effetto zoom 2x rimane fedele per definizione e luminosità all’obiettivo principale. Infine, la modalità macro restituisce ottimi dettagli.

La situazione purtroppo diventa meno entusiasmante in condizioni di scarsa luminosità e al buio. La modalità notturna cerca di compensare ma purtroppo il limite fisico strutturale è determinato dall’assenza dello stabilizzatore ottico, perché quando la luce cala è necessario mantenere la mano salda per evitare foto mosse. Anche in questo caso, bisogna prendere bene confidenza con questo comportamento per dominarlo con sapienza e attenzione.

In termini di video, Edge registra a 4K/30 fps con una buona fluidità e riesce a compensare efficacemente le oscillazioni con una stabilizzazione precisa e accurata. Lo slow motion arriva a 240 fps in HD e 120 fps in Full HD, anche in questo caso abbastanza preciso. Mentre i selfie da 25 Mpixel sono il vero fiore all’occhiello di Edge. La precisione dello scatto e gli effetti disponibili rendono quello di Motorola uno degli smartphone migliori per gli appassionati di autoscatto.

Galleria fotografica Motorola Edge

Valutazione
Motorola Edge - 699,99 euro