mauro invernizzi
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Emporia torna in Italia. E affida il timone al sapiente Mauro Invernizzi. Per celebrare il suo ritorno, il brand austriaco (peraltro un pioniere in materia di smartphone, app e feature phone facili da usare per la generazione over 60) ha commissionato un’indagine ad Astra Ricerche con lo scopo di esplorare l’approccio dei senior alla tecnologia e ai dispositivi cellulari e proporsi nuovamente come partner ideale per semplificare le comunicazioni. Abbiamo incontrato l’amministratore delegato di Emporia Telecom sulla scia della ricerca, che trovate in questa pagina e che descrive il target, il giorno successivo all’ufficializzazione dell’ingresso in Tim e Wind. L’occasione è stata ghiotta per una diffusa chiacchierata sulla gamma di prodotti, sulle strategie, sull’assistenza post vendita e su quali orizzonti Emporia Telecom sta improntando il ritorno nel nostro Paese. Ecco la video intervista a Mauro Invernizzi.

La digitalizzazione dei senior è un trend fondamentale

La ricerca di Emporia Telecom ha evidenziato che la popolazione italiana dei senior presenta un alto grado di indipendenza nella vita di tutti i giorni e soprattutto nell’utilizzo di dispositivi tecnologici. Decisioni di acquisto e supporto nell’utilizzo dei dispositivi mobile, infatti, non sono più sola prerogativa di figli e nipoti: anche le persone anziane decidono per sé e si autogestiscono.

I dispositivi cellulari sono infatti diventati una seconda natura per gli anziani e rappresentano uno strumento importante non solo per combattere la solitudine, ma anche per affrontare tutti gli impegni della vita quotidiana in totale autonomia. La ricerca ha svelato diversi dati riguardo la capacità di autogestione degli anziani, evidenziando un cambiamento radicale in una fetta di mercato che fino a pochi anni fa vedeva figli e parenti come principali, se non unici, decisori di acquisto.

Smartphone: i senior lo scelgono da soli

A confermare la tesi che vede il senior come padrone della propria digitalizzazione, il 65,1% degli intervistati dichiara di aver completato il processo di acquisto del proprio dispositivo telefonico mobile da solo, mentre solo il 24,5% degli intervistati dichiara di aver lasciato l’onere a figli o parenti di altro grado. Le informazioni necessarie a completare l’acquisto rimangono comunque prerogativa di persone terze, infatti il 30,3% del campione intervistato si affida per consigli e suggerimenti a parenti e amici, seguito da un 27,6% che si lascia guidare dal personale di vendita, con internet, che lascia intendere una ricerca autonoma da parte del senior, al 20,7% In ogni caso dai dati risulta che solo una piccola parte dei senior si disinteressa totalmente al processo di acquisto (17,2%), evidenziando una centralità dell’anziano nell’intero processo decisionale.

Altro dato che mostra efficacemente il crescente senso di autonomia negli anziani è quello riguardante il bisogno di supporto nell’imparare ad utilizzare un dispositivo telefonico mobile. Il 51,9% degli intervistati ha infatti asserito che, nei primi momenti di utilizzo del loro device, non hanno necessitato di alcun tipo di aiuto, mentre il 39,7% si è affidato ai parenti, andando a sottolineare la necessità del supporto di figli e nipoti, ma con una percentuale in netto ripiego rispetto alla prima.

L’utilizzo di smartphone, comparati ai tradizionali telefoni con tasti fisici, sta acquistando terreno, con ben il 71,1% di persone che preferisce un modello con tastiera touch e funzionalità integrate rispetto al tradizionale telefono clamshell o con tasti fisici. Inoltre questa percentuale si compone principalmente di senior nella fascia di età più giovane, che va dai 65 ai 74 anni. Solo il 10,5% di intervistati invece dichiara di non possedere alcun dispositivo mobile, e i dati mostrano una netta prevalenza di senior over 75 che vivono soli a comporre questa percentuale.

Analizzando invece le motivazioni di chi sceglie di non utilizzare uno smartphone, per preferenza a un dispositivo più tradizionale o per diniego completo di questa tecnologia, si afferma che il 68% di intervistati trova gli smartphone molto scomodi (difficoltà nel digitare, nel leggere lo schermo, etc.), il 21,2% parla di costi troppo alti, sia rivolti all’acquisto del device che delle tariffe degli operatori, e il 39,9% teme un funzionamento troppo complesso e poco intuitivo.

Lo smartphone come mezzo per la connettività

Con la diffusione del coronavirus, il conseguente isolamento e distanziamento sociale, lo smartphone ha acquistato un ruolo sempre più importante per contrastare la solitudine, tanto che il 72,6% degli intervistati afferma che la pandemia ha mostrato loro quanto sia importante che tutte le generazioni siano digitalmente abili, mentre il 61,9% ha risposto che il loro cellulare ha evitato che si sentissero totalmente esclusi dai rapporti con l’esterno durante il lockdown. Il 49,4% ha inoltre usato questi mesi per scoprire nuove funzionalità del proprio dispositivo mobile, mentre il 39,5% ha sentito il bisogno di cambiare o acquistare un nuovo telefono. Secondo Emporia Telecom, la diffusione del Covid-19 ha quindi favorito la nascita di nuove esigenze nella vita dei senior, andando spesso ad accelerare un processo già esistente di crescente autonomia e consapevolezza nella digitalizzazione della persona anziana.

A questi dati raccolti da Emporia Telecom si collega un altro cambiamento rilevante: gli anziani non vedono più il telefono come fine per rimanere in comunicazione con i loro cari. Infatti, il 47,8% degli intervistati, seppur dichiarando che il fattore comunicazione sia tuttora importante, afferma che in egual misura utilizzano i loro dispositivi mobile per altre funzioni, fra cui spiccano le app di messaggistica (70,2%), la produzione di foto e video (54,9%), e-mail (47,6%) e a seguire le app per monitorare il meteo, il navigatore, i social media, online banking, siti di informazione e quotidiani, acquisti online. Le funzionalità di monitoraggio della salute e le possibilità di invio automatico dei propri dati al medico di famiglia, invece, sono tra le caratteristiche che hanno accumulato meno risposte, andando a indicare che in questo caso il senior continua a preferire le metodiche tradizionali. Infine, l’utilizzo dei social media si configura ancora come un’area poco presidiata: togliendo Whatsapp, che raccoglie il 71,2% di risposte, ma che si lega perfettamente all’esigenza di comunicazione con parenti e amici, i restanti social ottengono percentuali sotto il 15%. Solo Facebook si configura come social media in utilizzo, come dichiarato dal 38,9% dei partecipanti.