Più di tre mesi, oltre 90 giorni. Questo è il periodo in cui si è dipanata la prova del Galaxy Fold, il pieghevole di Samsung che abbiamo reso protagonista di un test di lungo periodo per valutare e sfruttare al massimo il mix di doti innovative. Il centro d’interesse è rappresentato dal display flessibile capace di estendere le potenzialità di utilizzo dello smartphone in modo così estremo e moderno da non riuscire più a farne a meno. Per una volta, non è l’hardware a porre dei limiti bensì il software: per Android, potenziato e affinato dall’interfaccia OneUI 1.5 del brand coreano, il Fold è un punto di partenza per rinnovare profondamente estetica e funzionalità al fine di trarre massimo beneficio da questo genere di device. E non solo.

Le app stesse devono essere reinventate perché non è solo la maggiore area di visualizzazione che deve essere ottimizzata in modo nuovo, ma soprattutto è la possibilità di passare dal display esterno a quello interno pieghevole senza interruzione di funzionalità. Sono tutti passaggi che oggi avvengono grazie allo sforzo di sviluppo di Samsung ma devono diventare, preferibilmente nel più breve tempo possibile, una risorsa nativa del sistema operativo di Google. Perché, altrimenti, si perde l’occasione di rinnovare in senso moderno l’ecosistema di applicazioni e servizi che gravitano intorno ad Android.

Il test di lunga durata

Sono tutti questi temi che ci hanno stimolato a usare il Fold come protagonista della quotidianità lavorativa e personale nel cosiddetto “long term test”. L’edizione che abbiamo usato per le prove è quella distribuita in commercio in Italia a partire da dicembre, quindi con tutti gli accorgimenti correttivi rispetto alla prima versione dell’unità mostrata a inizio 2019. Nella fattispecie, il Fold è stato reso più solido e resistente alle sollecitazioni.

Nel dettaglio, le migliorie di design e costruzione riguardano:

  • la superficie di protezione dell’Infinity Flex Display prodotto da Samsung, che è stata estesa ben oltre la cornice al fine di renderla parte integrante della struttura del pannello così che non possa essere rimossa come invece è avvenuto con i primi prototipi forniti in test e per i quali la rimozione della membrana ha provocato danni, quindi il blocco della commercializzazione dello smartphone;
  • il nuovo Galaxy Fold propone interventi rafforzativi per proteggere meglio il dispositivo da particelle esterne, onde evitare che queste si possano introdurre nelle fessure come era accaduto nei primi modelli;
  • la parte superiore e inferiore della cerniera è stata rafforzata con protezioni di nuova generazione;
  • nuovi layer di metallo sono stati posizionati sotto all’Infinity Flex Display per rinforzarne la protezione;
  • lo spazio tra la cerniera e la scocca è stato ridotto.

Detto questo, l’utilizzo dei display flessibili obbliga l’utente a imparare nuovamente una serie di attenzioni e atteggiamenti nei confronti dello smartphone. Sì, perché molte delle attività che sembrano “indolori” per i modelli tradizionali, risultano essere non già pericolose ma non prive di conseguenze per i foldable. Per esempio nei confronti del display.

Laddove sui classici smartphone si trovano superfici in vetro trattato chimicamente per resistere a urti e graffiature, sul Fold e sugli altri modelli flessibili si adottano superfici polimeriche che garantiscono la piena flessibilità del display. Questo significa che sono più “leggere” e sottili, mostrando meno indulgenza nel contatto con elementi appuntiti o anche solo vagamente taglienti. L’esempio tipico è rappresentato dalle unghie lunghe: se troppo “affilate” possono lasciare tracce sulla superficie. Oppure qualora rimanga un detrito troppo grande chiuso tra le due parti dello schermo. Dunque occorre un po’ di attenzione in più: Samsung non ha realizzato un oggetto eccessivamente fragile ma diventa necessario prendere coscienza che il modo di sollecitare il Fold è diverso da quanto sia possibile con prodotti più tradizionali.

Il Fold di tutti i giorni

Fare diventare il Fold lo strumento di lavoro e di svago comporta assuefazione al generoso schermo interno. Negli oltre 90 giorni di test avremo aperto e chiuso lo smartphone non meno di 20 volte al giorno: abbiamo sollecitato la cerniera complessivamente almeno 2.000 volte, saggiandone la resistenza. Il comportamento saldo e preciso del sistema di apertura è uno dei punti di forza, perché non ha mai un tentennamento e guida bene l’utente nel corretto utilizzo del meccanismo. A dire che difficilmente si cederà alla tentazione di forzare la meccanica in modi non previsti da Samsung.

Ci stiamo concentrando praticamente solo sul display flessibile, in modo diretto e indiretto, perché è l’elemento sostanziale e differenziante. Se preferite potete inquadrarlo come l’elemento che conferisce il tanto apprezzato “effetto wow” per distinguersi da una certa omologazione delle linee tra i dispositivi mobili. E continueremo a dare riscontro di questa caratteristica perché a livello hardware il Fold offre quanto di meglio sulla piazza: processore Qualcomm Snapdragon 855 assistito da 12 GB di Ram e 512 GB di storage. Questa configurazione (qui trovate le prestazioni del processore Snapdragon 855) è garanzia di massima reattività con qualsiasi tipo di applicazione, sia essa destinata alla produttività e al lavoro, sia al multimedia e al gaming. La connettività scelta da Samsung è di tipo 4G cat.18, ossia pari a 1,2 Gbps in download e 150 Mbps in upload. In più, il Fold supporta la eSim, con cui è possibile gestire il reparto dual Sim (quella elettronica in aggiunta a quella virtuale) semplicemente attivando un abbonamento con gli operatori che supportano questa tecnologia. Nella fattispecie Vodafone e Tim.

La logica del doppio display

Il display interno pieghevole del Fold ha una diagonale di 7,3″ in formato 4,2:3. Ne consegue che la risoluzione del display Infinity Flex è di 2.152×1.536 pixel con una densità di 362 ppi. Quello esterno è da 4,6″ in 21:9, con risoluzione di 720×1.680 pixel e 399 ppi. L’impostazione siffatta permette di usare il touchscreen esterno per usare le principali funzioni (per esempio, chiamate, lettura dei messaggi, verifica delle notifiche e interazione di base con le app), lasciando una più ampia e coinvolgente interazione al pannello interno.

Fatto da considerare è che le app che si aprono sul display esterno, vengono mantenute attive e si estendono quando si apre il Fold e si passa allo schermo interno (Samsung chiama questa funzione “Continuity App”). Non avviene il viceversa: chiudendo le due semi-scocche, si chiude l’applicazione in esecuzione. Applicazione che è mantenuta “viva” in background, quindi richiamabile dal multitasking. L’impostazione dei comandi sul display flessibile è particolare. Per iniziare, i tasti di navigazione sono ospitati solo sulla parte destra o, modificando l’impostazione di base, su quella sinistra. Non sono estesi su tutta la parte inferiore dello schermo. Inoltre, la tastiera di Samsung di default è proposta in modalità suddivisa sui due pannelli, al fine di semplificare l’accesso alle semi-porzione dei tasti. Si può anche usare la tastiera virtuale sfruttando tutta la superficie disponibile: chi vi scrive predilige questo tipo di impostazione.

La visualizzazione sul display interno è molto più estesa e completa rispetto a qualsiasi altro smartphone, elemento che di per sé migliora notevolmente la fruizione di ogni contenuto e l’utilizzo delle app. Soprattutto quando si opera su documenti o file, la visione ricorda quella di un tablet o, in alcuni casi, di un computer portatile di ridotte dimensioni. E la similitudine con questo tipo di dispositivi si spinge alla possibilità di tenere attive fino a tre app in contemporanea facendo uno swipe da destra verso sinistra in corrispondenza del lato destro. Si attiva così la barra multischermo, popolata in automatico con le app che si installano, e che permette di suddividere l’area visibile in due o tre parti contenenti ciascuna una applicazione. Con gli appositi cursori si possono regolare le proporzioni di queste due o tre porzioni dello schermo (Multi Active Window).

Sul fronte intrattenimento, il Fold rinnova l’esperienza di gaming e visualizzazione dei video. L’ampio spazio a disposizione permette di godere delle immagini con una qualità e un dettaglio invidiabili per la maggior parte degli smartphone. La posizione ideale in questi casi è con il Fold in modalità landscape. Il pannello Hdr10+ si esalta con i video in streaming.

A conti fatti in virtù della comodità e delle potenzialità di utilizzo, la piegatura interna “sparisce” con il tempo. Non ci si fa più caso. L’aspetto che alla lunga non si fa dimenticare è il generoso notch nella parte destra in alto, che contiene la doppia fotocamera per i selfie e i sensori di luminosità. Altro aspetto che si nota, soprattutto nello scrolling di contenuti densi, è come le due parti dello schermo flessibile operino a frequenze leggermente asimmetriche. E’ un dettaglio.

Il sensore per le impronte digitali è posto di lato, proprio sotto al tasto di accensione/spegnimento

L’ottimo reparto fotografico

Il fold ospita ben sei sensori fotografici: uno sopra al display esterno da 10 Mpixel f/2.2 (selfie), due interni (10+8 Mpixel) e tre posteriori con il seguente schema ottico:

  • principale da 12 Mpixel f/1.5-2.4, 27 mm, stabilizzatore ottico e sistema di messa fuoco dual pixel Pdaf;
  • tele obiettivo per zoom 2x da 12 Mpixel, f/2.4, 52 mm, stabilizzatore ottico;
  • grandangolo da 16 Mpixel, f/2.2, 12 mm, 120°.

Questo impianto permette di registrare video in 4K/60fps e slow motion a 960 fps in 720p. In sostanza sul Fold è stato replicato l’eccellente schema ottico del Galaxy S10+, con tanto di applicazione supportata dall’intelligenza artificiale per il riconoscimento delle scene e l’ottimizzazione dello scatto, e il sensore principale con l’apertura variabile a f/1.5 in caso di bassa illuminazione e f/2.4 per le condizioni di luce ottimale.

Detto questo, il Fold è capace di scattare foto eccellenti, che si esaltano sul display interno per qualità e dettagli. Le doti fotografiche del Fold sono bene rappresentate dalla carrellata di foto che vi proponiamo di seguito.

Design, un Fold che deve piacere

L’estetica del Fold è particolare e divide i gusti, perché non è scontato che incontri i gusti di tutti gli utenti. Un po’ perché siamo ormai abituati a design consolidati, un po’ perché bisogna apprezzare l’equilibrio che cerca originalità e contenuto tecnologico. Tuttavia il solo movimento di aprire il Fold e accendere lo schermo interno ripaga ampiamente rispetto alle linee più funzionali di quando lo smartphone è chiuso.

Nel valutare tutto ciò, si tenga anche presente la batteria da 4.380 mAh suddivisa in due moduli per mantenere equilibrata la distribuzione dei pesi. Ne risulta un dispositivo ben bilanciato e capace di restituire una generosa autonomia. Si arriva tranquillamente a fine giornata lavorativa. In ogni caso, il Fold supporta la ricarica wireless. Peccato solo che in dotazione ci sia il classico alimentatore da 15 watt e no quello rapido da 45 watt che si è visto insieme con il Note 10+.

Valutazione
Samsung Galaxy Fold