Il primo contatto con il Galaxy Fold di Samsung è stato accompagnato da tante aspettative e dal roboante eco proveniente dagli States sulla ventilata fragilità del display pieghevole. Posto che qualsiasi incremento di complessità di un prodotto inevitabilmente crea un moltiplicatore sui potenziali danni e malfunzionamenti che si possono incontrare, soprattutto se si aggiungono parti meccaniche, è anche altrettanto vero che abbiamo davvero sottoposto il Fold a numerose sollecitazioni.

Infinity Flex

Abbiamo più e più volte provato ad aprire e chiudere, anche con decisione, il meccanismo che unisce le due valve e che aperto permette di valorizzare al massimo il display Infinity Flex da 7,3″. Abbiamo sollecitato il meccanismo a ripetizione, come vi abbiamo anche mostrato nella diretta esclusiva su Facebook (disponibile sulla pagina ufficiale di iGizmo.it a questo indirizzo) e lo abbiamo sottoposto a leve con le mani in senso orizzontale e verticale rispetto alla cerniera. Nelle due ore in cui abbiamo usato il Fold siamo tornati con una convinzione: nonostante la suddetta complessità, lo smartphone è solido, ben fatto e strutturalmente valido.

Certo, la domanda è: togliendo il volante da un’auto, se si sbatte è colpa del produttore che non ha previsto l’eventualità o dell’utente che ha creato un comportamento anomalo? Lo stesso ragionamento valga per il Galaxy Fold. Nelle foto e dal vivo si vede chiaramente che una sottile pellicola ricopre il display. È un polimero che fa parte del display stesso, non va tolto, altrimenti è come eliminare la fodera di un giubbotto imbottito oppure la sella di una moto. È un componente integrativo e integrale rispetto allo schermo, eliminandolo si provocano malfunzionamenti perché si asporta un elemento stesso dello schermo.

Inoltre, nei pressi degli agganci superiori e inferiori della cerniera, laddove le due valve creano la piegatura del touchscreen flessibile, si notano piccoli spazi che danno agio al meccanismo di aprirsi e chiudersi. Piccoli gioghi indispensabili ma che non vanno sollecitati introducendo corpi estranei (si veda il giornalista di Bloomberg che lo appoggiato su creta chiudendolo, portando all’interno detriti). Qualora succeda, inevitabilmente la cerniera subisce danni e smette di funzionare correttamente.

Un nuovo smartphone

Siamo partiti dal caso recente di discussione infinita sulla presunta fragilità del Galaxy Fold riscontrata e lamentata in modo empirico solo ed esclusivamente da una manciata di articolisti statunitensi (gli altri che si sono espressi hanno solo dato seguito al passaparola senza riscontri oggettivi e di esperienza diretta, prendendo posizioni spesso assiomatiche e indimostrabili). Ebbene, la nostra esperienza diretta è di uno smartphone ben costruito e di alta qualità ma che necessità di imparare di nuovo ad abituarsi a usare lo smartphone stesso.

Sì, perché, come già detto, la complessità costruttiva è enormemente superiore rispetto al formato candybar a cui siamo abituati. Abbiamo imparato solo di recente a proteggere in modo efficace il dispositivo per evitare rotture allo schermo e alla scocca che già dobbiamo innalzare il livello di attenzione. Il Fold va usato con una certa cura, per via della cerniera e per via di una serie di sollecitazioni (la chiusura) e movimenti a cui dobbiamo ancora abituarci. Ecco perché gran parte di quello che oggi sembra indolore per uno smartphone tradizionale potrebbe essere dannoso nell’era degli smartphone pieghevoli. Su questo meglio iniziare a farci subito conto.

Samsung Galaxy Fold

Il Galaxy Fold arriva in una confezione luxury: nel pacchetto sono previste anche le Earbuds e una cover in plastica leggera. L’esperienza di unboxing è paragonabile a quella di un prodotto fashion, d’altra parte per oltre 2mila euro di investimento non si può chiedere di meno.

Al primo contatto piace per i materiali nobili scelti da Samsung. La scocca è in metallo e si riconoscono le tacche di aggancio delle antenne. Hanno una distribuzione speculare sulle due semi-scocche per garantire la migliore ricezione di segnale indipendentemente da come si impugni il Fold.

Lo schermo esterno Super Amoled ha diagonale di 4,6″ con risoluzione di 720×1.680 pixel (399 ppi, formato 21:9); quello interno è da 7,3″ di tipo Dynamic Amoled (lo stesso di Galaxy S10+) in formato 4,2:3 (2.152×1.536 pixel, 362 ppi). Si tratta del display Infinity Flex.

La scocca ospita processore octa core a 7 nm assistito da 12 GB di Ram e 512 GB di storage. La connettività Lte cat.18 (1 Gbps in download) supporta il reparto a singola Sim, tuttavia è prevista la compatibilità con le e-Sim. Quando gli operatori telefonici italiani inizieranno a supportare le schede telefoniche elettroniche il Galaxy Fold sarà effettivamente dual Sim.

Sei fotocamere

Sulla scocca del Galaxy Fold si riconoscono sei fotocamere. Quella anteriore per i selfie è da 10 Mpixel f/2.2; le tre posteriori ricalcano lo schema del Galaxy S10 ossia:

  • principale da 12 Mpixel con stabilizzatore ottico e apertura variabile f/1.5-2.4;
  • grandangolo da 16 Mpixel con f/2.2 e apertura di 123 gradi;
  • teleobiettivo da 12 Mpixel con stabilizzatore ottico, f/2.4 e zoom 2x.

All’interno proprio sopra allo splendido pannello flessibile da 7,3″ ci sono altre due fotocamere: selfie da 10 Mpixel f/2.2 e di profondità da 8 Mpixel f/1.9 per gli effetti bokeh con la tecnica in parallasse.

Il tutto è integrato in un dispositivo che pesa poco più di 260 grammi, da chiuso ha un ingombro paragonabile al Galaxy S10+ e da aperto ha una larghezza di 117,9 mm.

Esperienza di utilizzo

La cifra creativa offerta dal Galaxy Fold è rappresentata dalla piattaforma App Continuity che permette di passare dal display esterno a quello interno ridimensionando le app e i contenuti, creando una omogeneità di utilizzo che porta l’esperienza di utilizzo a un nuovo livello.

Come si vede nella recensione, l’interfaccia del Fold è la OneUI adattata per funzionare sui due schermi, soprattutto per sfruttare sapientemente il generoso spazio messo a disposizione dello schermo interno. Quest’ultimo è un messaggio Pec agli sviluppatori di app e, soprattutto, a Google (con Android) per invitarli a ideare applicazioni e giochi che permettano non solo di sfruttare le doti dell’ampio touchscreen, ma anche la dinamica di utilizzo proposta dal concetto “pieghevole”.

Il software di Samsung è apparso decisamente maturo e tra le altre funzioni c’è quella che permette di avere tre app aperte: una principale, le altre due attivandole dalla barra laterale simile ai tradizionali pannelli Edge dei Galaxy.

Ultima parola

Abbiamo affidato al video girato insieme con Monclick Magazine la altre nostre considerazioni di utilizzo. Dal nostro punto di vista, il Galaxy Fold sta iniziando a proporre un concetto di mobilità e connettività diversa che deve essere immediatamente colta dagli utenti, dai produttori e dall’intero ecosistema per evitare che le potenzialità siano sottoutilizzate da un software ancora troppo ancorato agli smartphone che usiamo oggi.

Il Galaxy Fold si può fregiare di un primato: in assoluto è il primo smartphone con display pieghevole ad arrivare nei negozi a partire da inizio maggio. Ma nei corridoi dell’azienda si sente sottovoce una frase: “State calmi, è solo la prima generazione…”