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Il TCL 20 Pro 5G segna un momento di svolta rispetto alla gamma finora proposta dal brand e che ha avuto origine con il Plex, che è stato presentato durante Ifa 2019. In questa prima declinazione dello smartphone a brand TCL aveva fatto capolino la tecnologia NxtVision. Si tratta, in estrema sintesi, di un motore geometrico dedicato che provvede a ottimizzare la visualizzazione di immagini e video, restituendo dettagli più precisi, colori più incisivi e movimenti più fluidi. Con il 20 Pro 5G debutta la seconda versione di questo processore che assiste quello principale, con in più il vantaggio di scaricare il SoC centrale dal compito di gestire i compiti legati alla sezione visiva. Ne deriva che il TCL 20 Pro 5G è si esalta con la riproduzione di film, clip e immagini: ed è proprio su questo fronte che abbiamo voluto centrare la nostra prova.

L’attuale flagship di TCL porta il brand a scontrarsi con la borghesia della fascia media. Il 20 Pro 5G è infatti proposto al prezzo di listino di 549,90 euro, un posizionamento nuovo per il marchio ma che è funzionale per rafforzare la presenza e l’awarareness del brand agli occhi dei consumatori. Oltre che per andare a permeare con tecnologie uniche, come nel caso della seconda generazione della NxtVision 2.0. Non è nostro compito commentare le strategie commerciali dei brand, né prenderci la briga di indossare il cappello da ingegnere capo dell’industria e arrogarci sapienza. Però ci sia concesso di ragionare da consumatore e l’esercizio compiuto da TCL con il 20 Pro 5G va letto in due dinamiche. Da una parte per fare posto alle future gamme di prodotti che, come è lecito attendersi, andranno a consolidare il brand in fasce sempre più segmentate così da apparire completo e concreto agli occhi degli utenti finali. Dall’altra parte, la dinamica di superare i 500 euro rientra nella logica di ingresso nei listi dei gestori telefonici. Alla resa dei conti, con il 20 Pro 5G TCL lancia un messaggio forte e chiaro: non si accontenta di rimanere nel classico alveo dei 200/300 euro ma vuole crescere, evolvere ed espandersi in Italia come già avviene in altri Paesi, portando tecnologie diverse e interessanti.

Così dopo questo percorso circolare si torna al punto di partenza: le doti del display supportato dal processore dedicato NxtVision 2.0. TCL è una delle poche aziende sul mercato ad avere una fabbrica di proprietà (Csot) con linee produttive dedicate ai pannelli, siano essi dedicati ai Tv, ai dispositivi mobili o ad altri ambiti specializzati (per esempio automotive). Non a caso lo slogan che accompagna gli smartphone del brand è “Display Greatness”, una dichiarazione d’intenti ma anche una promessa. Il TCL 20 Pro 5G vanta pannello Amoled da 6,67″ con punch hole centrale (che ospita la fotocamera selfie da 32 Mpixel, f/2.45 e fov di 80°). Lo schema del display ricorda quello adottato da Samsung e, a nostro avviso, è anche il posizionamento che più ci convince perché davvero fa “sparire” il foro della fotocamera durante la visualizzazione delle immagini e nell’uso dell’interfaccia.

Il touchscreen è interamente costruito dalla controllata di TCL, il che equivale a dire che l’azienda può stabilire il livello qualitativo del display in termini di resa grafica e tecnologia sottostante. Così NxtVision 2.0 è stata sviluppata in collaborazione con Pixelworks, specializzata proprio nell’equalizzaazione e massimizzazione della resa grafica in ambito mobile. Il processore installato nel 20 Pro 5G opera su ogni singolo pixel per aumentare contrasto, nitidezza (dettagli e sfumature), qualità, fluidità e resa Hdr. In particolare, è interessante notare come anche i contenuti in Sdr siano portati in Hdr al fine di estere la gamma dinamica delle scene e ottenere una visuale più precisa delle zone contrastate chiare e scure. NxtVision 2.0 porta miglioramenti in termini di efficienza e qualità grafica, oltre che di precisione, rispetto all’edizione precedente usata in tutti i modelli di TCL a partire dal Plex (compresa la serie 10).

NxtVision 2.0 può anche contare sul supporto dell’intelligenza artificiale che sostiene le capacità di calcolo del chip con un approccio algoritmico per individuare contenuti, scenari e informazioni di colore e lavorare sui singoli pixel per ottimizzarne la resa grafica (cromia e luce). Questo al servizio della migliore qualità visiva di film, con una speciale dedica a Netflix per il supporto nativo del formato Hdr10.

La nostra prova si è concentrata sul display perché è il vero fiore all’occhiello di TCL che con il 20 Pro 5G propone un concetto di visualizzazione al pari di modelli flagship ben più costosi. Lo smartphone spicca per qualità dei colori, per la fluidità di riproduzione dei passaggi più impegnativi tanto nei film quanto nei giochi e per l’efficace meccanismo di riduzioen degli artefatti, ossia dei disturbi dell’immagine sotto forma di pixel o di colori errati. A questi comportamenti già ottimi, con l’aggiornamento 3.0.3CG1 del software (il sistema operativo è Android 11) è migliorata anche la gestione della luminosità. A vantaggio sia della leggibilità delle scritte sia della riproduzione video. Abbiamo atteso questo update proprio per avere un’idea più matura del TCL 20 Pro 5G e le aspettative non sono state deluse.

Lo schermo ha migliorato nella resa anche sotto la luce diretta del sole e nella riproduzione di video particolarmente ricchi di contenuti Hdr (per esempio, Spider-man: far from home da Netflix) la migliore gestione della luce ha esaltato le scene più vorticose come quella dell’invasione del mostro di fuoco alla saga cittadina.

Il display Amoled, come da tradizione, può essere equalizzato per colore e temperatura nelle modalità Vivido, Naturale, Standard e Avanzate (Gamut ampio Amoled, sRGB e Display P3). A nostro avviso, la migliore configurazione, per punto di bianco e per tonalità si ottiene disattivando la funzione “Tonalità adattiva” e in Avanzate scegliendo “Gamut ampio Amoled”. I colori sono più spinti ma anche più coreografici e, in ogni caso, non si perde l’equilibrio cromatico complessivo. È solo più enfatizzato e carico. Però ne guadagna il bianco che in questa modalità è quello che abbiamo prediletto.

Con questa modalità si apprezza meglio anche l’incremento di luminosità quando il display si trova in ambienti particolarmente luminosi oppure è colpito dalla luce diretta del sole. Lo schermo del 20 Pro 5G supera ampiamente i 1000 nit e con il gamut ampliato riesce a sostenere una buona visibilità senza derive cromatiche eccessive. Anche perché proprio nell’ottima visualizzazione dei colori è un dei punti di forza del TCL, che vanta anche un elevato grado di visuale laterale senza incappare in evidenti distorsioni cromatiche.

Se ancora ciò non bastasse, il TCL 20 Pro 5G è anche rispondente, attributo che ben si apprezza nella reattività al tocco e nella gestione del moto sul pannello. E pensare che la frequenza di refresh è quella standard a 60 Hz. A dimostrazione che un hardware ben studiato e un processore dedicato possono comunque fare la differenza. E, a dimostrazione, che un pannello con frequenze più alte fine a se stesso non è garanzia di qualità grafica. NxtVision 2.0 dimostra tutto il suo potenziale nel gaming più estremo, laddove non si verificano lag e drop di frame e la reattività dello smartphone è paragonabile a modelli se non più costosi quantomeno dedicato al gioco. L’unico vero limite dei 60 Hz è che non può riprodurre video superiori a 60 Fps, qualora si senta proprio la necessità di farlo.

Per il resto, il TCL 20 Pro 5G vanta uno dei migliori display in commercio e nella prova gaurdare film, serie Tv e persino eventi sportivi è puro piacere per gli occhi. Abbiamo visto sia partite di calcio sia gare di motorsport, nell fattispecie MotoGP e Formula 1. Il 20 Pro 5G è un vero centro multimediale che non fa rimpiangere Tv e device ben più carrozzati e muscolosi in termini di hardware. Tanto per fare un esempio, il rosso visualizzato dallo smartphone di TCL è più relistico e meno impegnativo per il display rispetto a Tv di fascia di prezzo ben diversa, dove invece tende a “friggere” un po’.

Se l’occhio è accarezzato, coccolato e soddisfatto dalle doti grafiche, anche l’orecchio può stare certo di avere ciò che si merita. Perché il TCL 20 Pro 5G è dotato di jack da 3,5 mm che consente di pilotare auricolari a filo anche di buona qualità. Si possono connettere anche le cuffie, meglio però non eccedere con l’impedenza: oltre i 30 ohm è meglio non andare onde evitare volumi troppo bassi. Per sopperire, consigliamo di orientarsi sulla connettività Bluetooth.

TLC 20 Pro 5G: la sezione fotografica

Il flagship di TCL non tradisce le attese nemmeno per la parte fotografica. Ribadiamo, il display è il fulcro del dispositivo ma sul retro trovano posto comunque quattro ottiche:

  • principale da 48 Mpixel in virtù del sensore Sony Imx582, f/1.79, 26 mm, fov 79°, lenti 7p, stabilizzatore ottico (Ois) e autofocus a rilevamento di fase;
  • ultra grandangolare da 16 Mpixel, f/2.4, 16 mm, lenti 5p e fov 123°;
  • macro da 5 Mpixel, f/2.2, fov 83°, lenti 3p;
  • sensore di profondità da 2 Mpixel f/2.4, fov 85°, lenti 3p.
  • La capacità di registrazione dei video arriva a 4K/30 fps oppure 1080p/60fps.

Qui di seguito vi mostriamo le foto scattate con il TCL 20 Pro 5G che appaiono decisamente di ottimo livello in condizioni ideali di luminosità. Buono il livello di dettaglio, veloce l’autofocus e preciso il bokeh. In generale si rileva una buona coerenza di colori rispetto alla scena e un bilanciamento del bianco piuttosto naturale. Il rumore di fondo non eccede finché non ci si trova in condizioni di scarsa luminosità, laddove si il 20 Pro 5G può penalizzare la definizione e il dettaglio. La gamma dinamica è soddisfacente in condizioni di buona luminosità, mentre è meno entusiasmante al diminuire della luce ambientale.

La macro è una valida aggiunta creativa e gli scatti sono sempre all’altezza della situazione. Mentre il sensore di profondità fa la differenza per chi vuole sbizzarrirsi con bokeh ed effetti simili.Il tutto si controlla da un’interfaccia semplice e minimale, perfetta per eliminare le complessità e fare concentrare l’utente solo sul risultato finale. La fotocamera per i selfie è quella che più stupisce per resa.

Scatti fatti con TCL 20 Pro 5G

Punta e clicca

Hdr: on a sinistra, off a destra (si noti come “brucia” le nuvole”)

Zoom: grandangolo a sinistra, zoom 10x a destra

Macro

Modalità notturna: sopra lo scatto “Super Notte” con lux 3 dalla parte posteriore; sotto la foto in piena luce (lux 80)

Software e prestazioni

Chiudiamo la nostra prova del TCL 20 Pro 5G iniziando dall’interfaccia. Android 11 è “vestito” con la TCL UI che ricalca il layout classico del sistema operativo di Google ma con aggiunge estetiche che impattano anche sulla semplicità di utilizzo.

Si apprezzano alcune soluzioni di sicurezza, tra cui la possibilità di memorizzare in uno spazio separato e protetto (password, impronta digitale o riconoscimento del volto) i dati personali, così che non siano visibili a utenti non autorizzati.

Le app sono organizzate in un elenco in ordine alfabetico, mentre il livello di personalizzazione spazia tra temi già pronti all’uso fino alla possibilità di cambiare lo sfondo e la disposizione delle icone.

Questa impostazione curata ma non invadente dell’interfaccia di Android 11 aiuta il SoC Qualcomm Snapdragon 750 5G, assistito da 6 GB di Ram e 256 GB di storage espandibili con microSD.

Questa configurazione è capace di produrre risutalti egregi nei benchmark:

Antutu: 320.362 punti
Geekbench single-core/multi-core: 656/1.944 punti
Geekbench compute: 1.300 punti

Il che equivale a dire che il TCL 20 Pro 5G è adeguato per qualsiasi esigenza multimediale e lavorativa. Con in più il vantaggio di un’autonomia elevata, perché la batteria da 4.500 mAh riesce a tenere acceso lo smartphone per due giorni con un uso nemmeno troppo moderato. Peccato solo che la ricarica sia a 18 watt, non velocissima: per una ricarica completa occorrono circa due ore.

Valutazione
TCL 20 Pro 5G - 549,90 euro