oculus quest 2
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Non è il primo visore di realtà virtuale che proviamo ma è di sicuro quello che più ci ha restituito l’esperienza immersiva e più soddisfacente. Oculus Quest 2 è il visore dedicato a chi vuole vivere la virtual reality senza scendere a compromessi in termini di prestazioni, qualità visiva e possibilità di condivisione. Il prezzo non è nemmeno esagerato. Si parte da 349 euro per la versione da 64 GB, che vi consigliamo solo se volete spendere il meno possibile. Con 100 euro in più si acquista il modello con storage da 256 GB (449 euro) ed è quello ideale per non avere problemi di spazio.

Sì, perché le app e i giochi arrivano a occupare diversi GB: si pensi che ciascuna delle tre avventure di Darth Vader occupa circa 3,8 GB; mentre le app più di produttività, streaming video e multimediali spaziano da alcune centinaia di MB a diversi GB. Se a questo si sommano le funzioni di registrazione video e di cattura delle schermate, si comprende che più spazio si ha, meglio è. In ogni caso, i 64 GB del modello “base” sono adeguati per un utilizzo “usa e getta” delle applicazioni, eliminando quelle che mano a mano diventano obsolete o cancellato i giochi che avete completato.

Abbiamo testato a lungo Oculus Quest 2, anche perché abbiamo voluto recensirlo con l’attesissima recente release del firmware che ha introdotto, tra l’altro, il refresh rate a 120 Hz, la possibilità di connettere e virtualizzare mouse e tastiere e il supporto Oculus Link. Quest’ultimo permette di connettere il Quest 2 al pc creando un combinato disposto che permette di giocare ai titoli per Windows in modalità VR. Perché il tutto funzioni è necessario un apposito cavo Usb-C in fibra ottica che si trova sullo store di Oculus a questo indirizzo: https://www.oculus.com/accessories/oculus-link/?locale=it_IT.

Dunque la nostra video recensione completa è quella che trovate qui di seguito. Mentre più sotto abbiamo descritto le nostre impressioni d’utilizzo.

Oculus Quest 2: hardware potente e Android

Le specifiche tecniche di Oculus Quest 2 sono le seguenti:

  • Dimensioni: 191,5x102x142,5 mm
  • Peso: 503 grammi
  • Storage: 64 o 256 GB
  • Ram: 6 GB
  • Risoluzione visiva: Lcd da 1.832×1.920 pixel per ciascun occhio
  • Distanza oculare: regolabile su 58, 63 e 68 mm
  • Refresh: 72 Hz iniziale, 90 Hz al primo update, 120 Hz con il più recente aggiornamento del software
  • SoC: Qualcomm Snapdragon XR2
  • Connettività: Bluetooth e Wi-Fi
  • Audio: speaker stereo e microfoni integrati, uscita jack
  • Porta: Usb-C
  • Autonomia della batteria: dalle 2 alle 3 ore senza ricaricare
  • Sistema operativo: Android
  • Dimensione dei controller: 9×12 cm per casciuno (destro e sinistro)
  • Peso dei controller: 126 grammi
  • Alimentazione dei controller: 2 batterie di tipo AA

La confezione dell’Oculus Quest 2 contiene, oltre al visore e ai due controller, anche il cavo Usb-C, l’alimentatore e un supporto aggiuntivo di appoggio alla fronte. Alla resa dei conti si tratta di un visore VR “all in one”, anzi di più: full optional.

Il processore di Qualcomm è derivato dallo Snapdragon 835 solo con prestazioni ancora maggiori, tale da sfiore quelle dello Snapdragon 865 che è stato integrato sugli smartphone flagship nel 2020. Questo perché lo Snapdragon XR2 è stato ottimizzato per garantire la migliore efficienza nelle applicazioni VR, quindi la potenza di elaborazione è sbilanciata sulla parte grafica/multimediale e di IA. Questi i benchmark ufficiali:

Anche il sistema operativo merita una precisazione, perché si tratta di una versione adattata di Android. Si riconoscono le linee estetiche nei menu e nell’interfaccia in generale. È sufficiente collegare il Quest 2 al computer con un cavo Usb-C per riconoscere la struttura a cartelle tipica del sistema operativo di Google. Tuttavia Android è stato personalizzato da una parte per adattarsi al funzionamento in modalità di realtà virtuale. Dall’altra per supportare le esigenze specifiche di Oculus.

Esigenze che si declinano sostanzialmente in due integrazioni al sistema operativo di base. Per prima cosa l’accesso alle funzioni va perfezionato attraverso l’account di Facebook. Oculus è controllata dal social fondato da Mark Zuckerberg il profilo su Facebook permette di attivare il visore VR e di supportare le funzioni di connettività, come la chat, la trasmissione in diretta sul social, l’accesso allo store. Lo store è l’altra personalizzazione attuata su Android perché le app e i giochi disponibili sono tutti ottimizzati e adattati, spesso realizzati ad hoc, per il visore.

Per interagire in modo opportuno con Quest 2 sono necessari altri due fondamentali requisiti, oltre all’account su Facebook. Ovvero: disporre di una connettività Wi-Fi ad alte prestazioni, per velocizzare il download delle app e l’accesso ai contenuti online, e uno spazio di almeno 2 metri quadrati, per godere appieno della libertà di movimento richiesta da numerosi giochi e applicazioni complesse.

Quest 2: configurazione e utilizzo

In ogni caso, a ogni avvio è proposta una rapida procedura di configurazione e definizione del perimetro operativo. Quest 2 è particolarmente efficiente: è in grado di riconoscere se vi trovate in una posizione già configurata e vi ripropone il medesimo perimetro oppure potete diseg

narne uno nuovo virtualmente usando una sorta di pennello per tracciare lo spazio chiuso sul pavimento. In questo modo potete evitare di danneggiare o incappare in oggetti mentre usate il visore VR, perché all’approssimarsi dei confini del perimetro partono una serie di segnalazioni visive fino alla disattivazione dell’app o del gioco quando superate il confine.

Sul visore nella parte frontale si riconoscono ben quattro occhi. Sono le altrettante videocamere con supporto per la visione notturna con cui il Quest 2 vi mostra l’ambiente in cui siete, ancora una volta al fine di garantire la vostra incolumità e per visualizzare come e dove vi muovete.

L’interazione con i menu è tutta affidata ai due controller che vanno impugnati e sono muniti di un sistema di comando simile a quello delle console da gioco. Oltre a due grilletti (uno frontale e uno laterale) ci sono due gruppi di tasti funzione (Ae B a destra, Y e X a sinistra), due levette analogiche (una per controller) e un tasto funzione per ciascuno che permette di ricalibrare e centrare la visuale o accedere al menu contestuale.

In sostanza Oculus Quest 2 si usa come una tradizionale console e proprio nei giochi dimostra tutta la qualità tipica di una console gaming dedicata. Se ancora non fosse sufficiente il parallelismo, ricordiamo anche che il visore VR è compatibile con Chromecast e le funzioni standard di mirroring su Tv e dispositivi mobili. In questo modo si possono condividere in diretta gli scenari visitati in VR su pannelli esterni di qualsiasi dimensione.

Ciò che ci è particolarmente piaciuto di Quest 2 è stata l’elevata qualità delle applicazioni proposte, siano esse ludiche o di carattere più professionale e di produttività. Guardare un film su Neflix dal visore di Oculus è un’esperienza interessante ma è davvero entusiasmante farsi trasportare negli scenari virtuali, perché l’uso di entrambe le mani per interagire con le funzioni aggiunge un ulteriore nota di realismo a ciò che si vede.

Per non parlare del fatto che molte delle attività svolte impegnano anche a livello fisico e impattano sul fitness. Si prenda per esempio il gioco di boxe: bisogna davvero tirare pugni con velocità e intensità tali da attività fisica quasi ginnica. Oppure l’esplorazione della stazione spaziale internazionale Iss obbliga a muoversi in modo consono all’ambiente e alla situazione di gravità zero. E questo impatto sull’uso del corpo moltiplica ulteriormente la cifra di immersività e ingaggio dell’utente.

Valutazione
Oculus Quest 2: 349 euro