Audeze

Qualcomm ha accusato i funzionari dell’Unione Europea di essere “di parte” nei confronti di Apple in virtù del fatto che al produttore di chip è stata inflitta una multa di 1,2 miliardi di dollari (997 milioni di euro). Sotto inchiesta dell’antitrust sono state le pressioni sull’azienda di Cupertino per sollecitare l’acquisto solo i 4G prodotti da Qualcomm.

La Commissione Europea “ha intrapreso un’indagine parziale” e ha permesso ad Apple di “dettare le prove, la narrativa e le conclusioni”, ha detto martedì Miguel Rato, uno degli avvocati di Qualcomm, al Tribunale dell’Unione Europea, citando un memo interno di Apple. In sostanza si è trattato di “cattiva amministrazione, grave e indifendibile”.

Nel primo dei tre giorni di udienze in Lussemburgo, Qualcomm ha affermato che il documento del 2015 mostrava come i funzionari dell’UE “si sono occupati segretamente di Apple in diverse occasioni”, prima di concludere nel 2018 che il più grande produttore al mondo di chip per smartphone aveva effettuato pagamenti illegali ad Apple per garantire una fornitura esclusiva per iPhone e iPad.

La multa del 2018, una delle più ingenti finora comminate, è seguita ad anni di controlli dell’UE oltre che da una indagine “infruttuosa”, come scrive Bloomberg che ha riportato la notizia, all’interno dell’azienda. Sempre dalla UE Qualcomm ha ricevuto una seconda sanzione di 242 milioni di euro nel 2019. Una nuova indagine sulla società è stata abbandonata all’inizio di quest’anno.

L’ipotesi di un potere e di un’ascendenza di Apple sui fornitori è uno degli elementi chiave su cui si impernia il ragionamento di Qualcomm. Una sfida che trova parallelismi nell’affaire giudiziario tra Epic Games e l’azienda della Mela morsicata, accusata di aver abusato della sua potenza per applicare fee elevate agli sviluppatori imponendo di effettuare le transazioni attraverso l’App Store.

Apple: una serie di cause in corso

A proposito di Epic. Il suo ceo Tim Sweeney ha così aperto il processo antitrust nel tribunale federale di Oakland (California): “Volevo che il mondo vedesse che Apple esercita il controllo totale su tutto il software su iOS e può utilizzare quel controllo per negare agli utenti l’accesso alle app”. E da questo filone giudiziario potrebbe uscire uno store molto diverso, più aperto a sistemi di pagamento differenti da quello predefinito di Apple. Dunque meno esigenti in termini di commissioni (il 30%) da riconoscere alla società che sviluppa iOS.

Per Apple non è un momento tranquillo. Da una parte incassa le accuse di essersi schierata a favore di Apple, dall’altra di recente la UE, mediante l’azione di Margrethe Vestager (capo antitrust dell’Unione europea), ha intensificato un’indagine sull’App Store, più di quattro anni dopo aver ordinato alla società di pagare miliardi di dollari in tasse arretrate. In questo contesto, la UE si è schierata con Spotify per colpire l’azienda californiana.

Tuttavia l’impatto del caso Apple-Qualcomm ha una portata più ampia, perché incide sul comportamento di Cupertino di prediligere un fornitore di chip bloccando l’accesso ai rivali.

Per ottenere questo vantaggio, Qualcomm ha versato ad Apple circa 3 miliardi di dollari “in cambio dell’esclusività rispetto ai requisiti di Apple per i chipset conformi allo standard Lte su cui si basano le comunicazioni mobili 4G”.

Gli accordi di Qualcomm includevano “una combinazione attentamente predisposta di incentivi attraverso l’aumento dei pagamenti e minacce attraverso obblighi di rimborso in caso di violazione dell’esclusività”. Azioni che hanno “conferito vantaggi strategici significativi” perché Apple era decisiva già nel 2011 per il mercato in crescente espansione dei componenti 4G/Lte.