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La UE ha accusato Apple di distorcere la concorrenza del mercato dello streaming musicale e si sono schierati con Spotify in un caso che potrebbe portare a una pesante multa e a forti cambiamenti nelle lucrose pratiche commerciali dell’azienda di Cupertino.

Per la prima volta a Bruxelles sono stati mostrati risultati preliminari per sostenere accuse anticoncorrenziali contro Apple. Sebbene le due parti abbiano avuto scontri eclatanti in passato ma tuttavia solo sul piano delle controversie fiscali, con il coinvolgimento della sede irlandese dell’azienda che fregia della Mela morsicata.

Apple, Spotify e altre parti possono ora rispondere. Se il caso sarà incardinato, l’UE potrebbe chiedere concessioni e potenzialmente imporre una multa fino al 10% del fatturato globale di Apple. Stiamo parlando di un valore ipotetico di 27 miliardi di dollari. Va detto che raramente è stata imposta la sanzione massima.

Apple Music penalizza Spotify Premium?

Apple si è trovata nel mirino della Commissione Europea dopo che Spotify, con sede in Svezia, due anni fa si è lamentata del fatto che da Cupertino è stata ingiustamente limitata la competizione proponendo come standard il proprio streaming musicale Apple Music su iPhone.

Il garante della concorrenza dell’UE, nella sua cosiddetta comunicazione delle accuse, si è soffermato sulla questione relativa alle regole restrittive di Apple per il suo App Store. Le quali costringono gli sviluppatori a utilizzare il sistema di pagamento in-app di iOS, impendendo così di una informativa più oggettiva su eventuali altre opzioni di acquisto.

Il commissario europeo per la concorrenza Margrethe Vestager ha affermato che ci sono stati ben chiari segnali che le regole dell’App Store di Apple stavano influenzando lo sviluppo del business dei concorrenti dello streaming musicale, con impatti più ampi sugli sviluppatori di app.

“Loro (gli sviluppatori di app) dipendono dall’App Store di Apple come porta per accedere agli utenti di iPhone e iPad di Apple. Questo significativo potere di mercato non può essere deselezionato poiché le condizioni di accesso all’App Store di Apple sono fondamentali per il successo degli sviluppatori di app”, ha detto la Vestager in una conferenza stampa.

Vestager ha anche detto che Apple dovrebbe porre fine alle pratiche restrittive e astenersi dal fare qualsiasi cosa che possa replicarle in altri ambiti e contesti. Confermando che le autorità stanno esaminando la questione.

“Abbiamo contatti con altre giurisdizioni che stanno analizzando casi simili, tra cui gli olandesi, gli australiani, gli americani”, ha detto la Vestager, aggiungendo che era interessata anche al mercato del gaming mobile.

Apple ha respinto l’accusa dell’UE. In una nota ha affidato le sue posizioni: “Spotify è diventato il più grande servizio di abbonamento musicale al mondo e siamo orgogliosi del ruolo che abbiamo avuto in questo. Vogliono tutti accedere ai vantaggi dell’App Store ma non si mette mai in conto che questo non è gratis. L’argomento posto dalla Commissione a nome di Spotify è l’opposto della concorrenza leale”.

Obiettivo: scardinare i “guardiani” di Internet

Dal canto suo Spotify ha accolto con favore la mossa dell’UE, descrivendola come “un passo fondamentale per ritenere Apple responsabile del suo comportamento anticoncorrenziale, garantendo una scelta significativa per tutti i consumatori e condizioni di parità per gli sviluppatori di app“.

La concorrenza tra le due società si è intensificata nelle ultime settimane, con entrambe che cercano di costruire la propria base di clienti attraverso la supremazia nel mercato dei podcast.

E l’accusa dell’UE arriva una settimana prima del confronto tra Apple e Epic Games in un processo antitrust negli Stati Uniti a seguito di una causa legale del creatore di “Fortnite” secondo cui Apple ha abusato del proprio dominio nel mercato delle app.
Epic ha presentato reclamo alla Commissione europea sugli stessi problemi.

Il mese scorso, l’autorità britannica per la concorrenza e i mercati ha aperto un’indagine su Apple dopo una serie di reclami da parte dei developer che hanno accusato la Mela moriscata di applicare termini “ingiusti”.

Non manca nemmeno il commento dell’associazione europea dei consumatori (Beuc): “I consumatori europei si aspettano e meritano l’accesso a una gamma completa di servizi di streaming musicale senza che le loro scelte vengano limitate o che i prezzi vengano gonfiati ingiustamente dai gatekeeper (guardiani, in italiano) di Internet”.