Appena visto, lo abbiamo riconosciuto subito. E per questo lo abbiamo voluto provare con gusto. Il Pixel 3a passerà alla storia per essere lo smartphone usato da Hulk in Avengers: Endgame nella scena del diner quando i tre teenager gli chiedono lo scatto insieme. Un aspetto ludico che non fa altro che impreziosire il “piccolino” della nuova gamma di smartphone by Google, capace di regalare soddisfazioni difficilmente riscontrabili “all inclusive” in smartphone nella medesima fascia di prezzo (399 euro).

Pixel 3a di fatto è il primo passo nel mondo Pixel. Il suffisso “a” indica l’appartenenza alla fascia più economica dell’offerta di Big G, perché ha un posizionamento con prezzi persiono dimezzati ai Pixel 3. In modo speculare alla gamma top, ci sono due modelli differenziati per la diagonale del display: 5,6″ per il Pixel 3a (oggetto di questo primo contatto) e 6″ per il Pixel 3a XL.

Android allo stato puro

Il Pixel 3a ha un display Oled leggermente più grande rispetto al pannello da 5,5″ del Pixel 3. I due smartphone condividono anche la risoluzione Full HD+ di 2.220×1.080 pixel (441 ppi) e formato 18,5:9. In virtù di queste caratteristiche, il touchscreen occupa circa il 75% della superficie frontale ed è privo di notch. Reca invece uno schema estetico più tradizionale, con il design flat dello schermo e le cornici più spesse nelle aree superiori e inferiori.

Questo, per quanto non segua gli stilemi più esasperati, assicura due vantaggi: ergonomia e compattezza. Il ritorno alle cornici più spesse e al display in formato classico assicura una comodità e una precisione di digitazione d’altri tempi. La compattezza è dovuta a scelte costruttive intelligenti di Google, dalla scocca in polimero che mantiene limitato il peso (147 grammi) e le misure ridotte al minimo (151,3×70,1×8,2 mm), rendendo il 3a trasportabile senza rinunciare alla qualità di visualizzazione.

Lo schermo Oled enfatizza Android 9 che, come da tradizione sui Pixel, è affidato all’interfaccia stock senza ulteriori personalizzazioni. Questo offre il duplice vantaggio di ricevere gli aggiornamenti del sistema operativo non appena questi sono pronti, evitando tutto il flusso di validazione reso necessario dalle modifiche attuate dai brand. In più, assicura una leggerezza di utilizzo unica, perché Android scorre rapido e reattivo sotto le dita.

Inoltre, il Pixel Launcher (questo il nome dell’interfaccia) ha raggiunto un eccellente livello di usabilità, qualità estetica e completezza che rende del tutto superfluo aggiungere ulteriori elementi, salvo proprio non si svolga con successo il compito di migliorare nettamente l’ambiente di Android. A conti fatti, per prestazioni e semplicità, il Pixel Launcher è la scelta ideale per ogni smartphone Android.

Oltre a essere perfettamente integrato con tutte le funzioni tipiche di Google, tra cui spicca l’Assistente che si attiva semplicemente stringendo i lati del Pixel 3a. Con uno swipe verso destra dalla schermata principale si accede a Now, un ambiente che organizza le informazioni, le notifiche e i contenuti sulla base delle preferenze e delle abitudini dell’utente.

Snapdragon 670

L’eccellente reattività del Pixel 3a è tanto più importante da sottolineare se si condiera che il dispositivo è affidato al processore Qualcomm Snapdragon 670 assistito da 4 GB di Ram e 64 GB di storage non espandibile. Si tratta di un Soc di fascia media ma che, in virtù dell’ottimizzazione attuata da Big G, è capace di restituire una interazione che non fa rimpiangere in alcun modo smartphone più blasonati e costosi.

Certo, il Pixel 3a non è un gaming phone ma ben si destreggia con i giochi più diffusi e con i contenuti multimediali. Alla resa dei conti, la versatilità è tale da assicurare pieno supporto per le app più diffuse e installate del Play store. E se ancora non fosse sufficiente, la sicurezza è tenuta in massima considerazione grazie al chip Titan che si occupa di rafforzare la protezione del sistema, utile soprattutto in ambito business per l’integrazione con le piattaforme di crittografia e gestione dei dispositivi aziendali.

Rimanendo sulla sicurezza, il 3a vanta riconoscimento del viso e sul dorso ha il sensore biometrico. La lavorazione della scocca posteriore ripende il contrasto lucido/opaco dei Pixel top di gamma e cela la batteria da 3.000 mAh capace di sostenere una giornata di utilizzo, anche grazie al ridotto impatto energetico dello Snapdragon 670.

Fotografie super

Scegliere il Pixel 3a significa abbracciare un’esperienza totale e pura di Google. Questa è la leva di interesse principale e che impatta anche inevitabilmente sul fronte imaging, laddove con i Pixel 3 il gigante di Mountain View ha proposto una sezione fotografica eccezionale.

Il 3a ripercorre questo approccio, grazie al sensore singolo da 12,2 Mpixel f/1.8 e 28 mm equivalenti; dispone inoltre di stabilizzatore ottico e messa a fuoco dual pixel a rilevamento di fase (Pdaf). Di fianco all’occhio contornato di nero e leggermente sporgente rispetto al dorso, c’è il flash a doppio led. Mentre l’app di gestione è quella già vista sugli altri Pixel. Questa impostazione è foriera di scatti di altissima qualità, superiori alla media degli smartphone di posizionamento equivalente e che puntano all’eccellenza dei fratelli maggiori.

Delle immagini piace la qualità cromatica, la definizione dei dettagli e la resa anche in condizioni di scarsa luminosità grazie alla modalità notturna. Con in più una velocità di scatto superiore alla media di qualsiasi smartphone Android. E poi c’è lo zoom digitale con il sistema di assistenza a intelligenza artificiale di Google, lo stesso impiegato in Earth, che migliora la qualità della foto campionando vari spezzoni dell’imamgine fino a ricostruirne una con una bassa incidenza di artefatti.

Insomma, il Pixel 3a, nonostante sia privo del supporto hardware fotografico Pixel Visual Core presente sui fratelli maggiori, è capace di scattare da vero fotofonino ricorrendo a una sezione software curata e ben sviluppata.

Puro Google

Le altre mancanze del Pixel 3a, delle quali si può facilmente scendere a compromessi, riguardano l’assenza del jack audio (c’è solo la porta Usb-C) e della certificazione di resistenza all’acqua. La fotocamera per i pixel è di tipo tradizionale e non ha il supporto per la foto di gruppo, nulla che possa pregiudicare la qualità dallo scatto.

A 399 euro il Pixel 3a è il più completo smartphone per chi vuole sperimentare, senza filtri né modifiche, una esperienza “pure Google”.