Con Capture Wonder (cattura la magia), Honor declina una nuova filosofia di prodotto che si ispira al concetto di miglioramento continuo. Spiega George Zhao, presidente dell’azienda: “La tecnologia Triple 3D Mesh è frutto di un processo di manifattura artigianale all’avanguardia. Il suo processo di assemblaggio è estremamente preciso e complesso ed è stato presentato per la prima volta a bordo della serie Honor 20. Basti pensare che solo il 20% degli strati prodotti per la parte posteriore soddisfano i nostri severi standard. Nonostante l’enorme sfida che questo comporta, siamo impegnati a creare una back cover in vetro con questa tecnica perché siamo motivati ad offrire il meglio ai nostri utenti”.

Wonder: dorso olografico

Definizione di Triple 3D Mesh: Un processo avanzato a due fasi che combina più strati, tra cui vetro, colore e profondità in un unico vetro curvo 3D. Questo consente agli Honor 20 di offrire giochi di luce per enfatizzare il design dello smartphone. Questo restituisce un effetto 3D “multidimensionale”. L’effetto ottico è reso possibile dal processo di assemblaggio a due fasi.

  • Fase 1 – Creazione dello strato di profondità. Lo strato di profondità è meticolosamente realizzato attraverso una tecnologia d’avanguardia del settore, utilizzando le nanotecnologie più avanzate per incidere milioni di prismi in miniatura che assomigliano a frammenti di diamanti. Rispetto all’incisione laser, la nanotecnologia può raggiungere la stessa uniformità in ogni prisma, contribuendo al miglior effetto di rifrazione. Mentre la luce attraversa i prismi nello strato di profondità, è riflessa e rifratta negli angoli esatti voluti in fase di design.
  • Fase 2 – Assemblaggio. Al termine di questo processo, si combina lo strato di profondità con le altre due superfici: il primo strato è il corpo in vetro, mentre il secondo strato è rivestito con i colori previsti per il dorso. Simile alla lavorazione artigianale dello strato di profondità, il processo di combinazione dei tre strati è una tecnica fondamentale per generare l’effetto che induce la profondità. Prima del processo di fusione dei tre strati, l’aggiunta del colore è vitale per evidenziare il senso di profondità. Gli strati di profondità, colore e vetro sono superfici curve, il che pone enormi sfide nel processo di assemblaggio, tanto che per riuscire a operare in modo ottimale è stato necessario ricorrere a una costruzione in condizioni di sottovuoto, fondendo i tre strati in questo ambiente per evitare la formazione di bolle d’aria sulla superficie.

Honor ha creato un braccio meccanico dedicato a supportare questa procedura di assemblaggio. Il braccio fissa la posizione del dorso di vetro e posa lo strato di profondità in orizzontale con un preciso controllo della temperatura. La profondità riscaldata e lo strato di colore sono quindi posizionati sopra il dorso di vetro sotto una pressione esatta. La sfida sta nel rigoroso controllo della temperatura e della pressione.

Capture: la macro secondo Honor

I nuovi top di gamma di Honor sono affidati allo schema a quadruplo sensore con il principale affidato al Sony Imx 586 da 48 Mpixel. I miglioramenti sono anche più profondi, perché a livello di software la serie Honor 20 è in grado di potenziare le funzionalità fotografiche grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che permette di scattare selfie senza perdere alcun dettaglio, di avere un look naturale sotto qualsiasi luce e di ottenere immagini a fuoco e nitide anche quando non c’è abbastanza luminosità. Tutte queste caratteristiche rappresentano un grande vantaggio per gli utenti, che possono godere di una tecnologia funzionale e di scatti pronti per la condivisione.

La modalità notturna “super definita Ais” assicura scatti notturni nitidi grazie alla tecnologia di stabilizzazione multi-frame, che si basa sull’apprendimento automatico. Anche negli attimi più concitati, questa tecnologia è in grado di analizzare i movimenti specifici della fotocamera, selezionando e combinando in modo intelligente svariate inquadrature e assicurando che il risultato sia il più a fuoco possibile. Si tratta di un’evoluzione della tecnologia Hdr che assembla diversi scatti e utilizza un avanzato algoritmo per ottenere un’immagine più chiara, un rumore ridotto e un grado di conservazione del colore migliore.

I quattro passaggi della modalità notturna di Honor:

Step 1: Rilevamento dell’inquadratura manuale tramite AI. Quando si scatta in contesti di luminosità scarsa, il primo passo è stabilire se chi sta scattando lo sta facendo manualmente. Il Kirin 980 si attiva nel momento di scatto e analizza le informazioni fornite dal sensore giroscopico, da quello di gravità, oltre che dalle preview degli scatti. Per garantire un risultato accurato, il team R&D di Honor ha raccolto decine di migliaia di dati, tra cui quelli relativi alle diverse abitudini di scatto degli utenti e le specifiche dei diversi modelli di treppiede, e ha condotto una serie di analisi e simulazioni, riuscendo infine a compiere le proprie rilevazioni in appena 0.2 secondi. Un metodo che, oltre a essere rapido, ha un grado di precisione di oltre il 98%. I nuovi 20 e 20 Pro sono in grado di stabilire le condizioni di scatto in meno di 0,2.

Step 2: Rilevazione delle luci tramite AI. Il sistema di rilevazione della luce dotato di AI è in grado di configurare automaticamente i parametri di esposizione e il numero di fotogrammi sulla base delle informazioni acquisite dal rilevatore intelligente di scenari. Queste includono: la luminosità della preview dell’immagine, la distribuzione della fonte di luce, e le oscillazioni manuali al momento dello scatto. Inoltre, i parametri di esposizione possono essere verificati automaticamente e adattati alle condizioni attuali. Quando la luce è maggiore e il movimento minimo, ci sarà un tempo di esposizione inferiore e un numero minore di fotogrammi, mentre scenari più bui e mossi risulteranno in una maggiore esposizione e quantità di fotogrammi. Il processo di rilevazione del tempo di esposizione e di illuminazione termina solo quando l’esposizione effettiva raggiunge i valori pre-settati, per garantire che lo scatto finale abbia catturato luce a sufficienza.

Step 3: Elaborazione delle immagini con AI, per foto sempre nitide. Non sempre si riesce a rimanere immobili, evitando fotografie mosse. Il sistema di elaborazione delle immagini dotato di AI procede in due fasi. Prima di tutto, le foto mosse sono scartate a seguito di una valutazione del loro grado di nitidezza. Poi, il sistema di selezione delle immagini combina più di dieci fotogrammi dello stesso soggetto in un unico scatto, assicurando un risultato il più possibile a fuoco. L’elaborazione delle immagini è un processo molto intenso: per esempio, l’allineamento di fotogrammi in un’immagine da 12 MPixel richiede più di 12 milioni di campionature. La doppia unità Npu del Kirin 980 esegue calcoli specifici ad alta specializzazione per rendere più efficienti queste operazioni.

Step 4: Composizione dell’immagine. Nel momento di composizione dell’immagine, la luminosità di ogni area viene valutata ed eventualmente perfezionata, grazie a un sofisticato algoritmo basato sull’intelligenza artificiale e reso possibile dal Kirin 980. È aumentata l’esposizione breve nell’area illuminata, per evitare la sovraesposizione, così come la luminosità nell’area relativamente scura. Le immagini sono inoltre analizzate pixel per pixel durante il processo di composizione, correggendo le differenze tra uno scatto e l’altro per garantire un risultato finale nitido e chiaro. Si va infine ad agire sulla riduzione del rumore, così da avere scatti notturni con il grado di luminosità perfetto.