emporia

Un rush finale da urlo per il Bitcoin. La cripto valuta chiude l’annus horribilis 2020 con un record, sfiorando la soglia del 30mila dollari. Non solo: in meno di venti giorni ha aumentato il suo valore del 40%. Tanto da fungere da “traino” anche per la più famosa Etheurum, cresciuta a sua volta del 465% negli ultimi dodici mesi.

Bitcoin sulle ali di PayPal

Dopo che nello scorso mese di ottobre il circuito elettronico Paypal ha sdoganato proprio il Bitcoin come valuta di pagamento la quotazione ha cominciato a lievitare. Fino a schizzare alle stelle. Leggere per credere la progressione: da 11mila dollari ai 15 mila di inizio novembre, infrangendo il traguardo dei 20mila dollari a inizio dicembre. E questa “Bitcoinmania” non ha trovato sosta o pausa. E in data 30 dicembre ha raggiunto il tetto di 28.599 dollari. Boom! Giusto per provare a fare di conto, chi ha investito in Bitcoin 1.000 euro nello scorso gennaio, ora se ne ritrova quasi 3.500. Chi ci aveva scommesso a inizio marzo – in piena conclamazione della pandemia e con la quotazione crollata a 5mila dollari – può adesso assaporare un valore di 5.430 euro.

Il ruolo degli investitori

Oltre alla mossa attuata da Paypal, un push considerevole per Bitcoin è giunto dall’autorità statunitense Office of the Controller of the Currency. Che ha autorizzato già in estate le banche a stelle e strisce tenere in deposito le cripto valute dei propri clienti. A fronte di tali performance, leggendo i report e le valutazioni degli analisti finanziari traspare chiara un’indicazione: il Bitcoin viene “trattato” come una sorta di oro digitale. I grandi e piccoli investitori, a fronte della stagione pandemica che vede i rendimenti dei titoli di stato sottozero, le borse che hanno ripreso a correre e la copiosa liquidità immessa nel sistema dalle banche centrali, insomma non hanno voluto stare fuori da questo giro di giostra. Così il Bitcoin, già sotto i riflettori ma in senso negativo tra il 2017 e il 2018, è tornato sulla cresta dell’onda.