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Sono pratiche commerciali ingannevoli e aggressive quelle che hanno sostenuto la sanzione di 10 milioni di euro emessa dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ad Apple. Sotto accusa il messaggio (definito “scorretto”) secondo cui gli iPhone a partire dalla generazione 8 sono stati “esaltati” per la caratteristica di “risultare resistenti all’acqua”. Orbene, che questo non fosse del tutto vero lo abbiamo più volte scritto anche su iGizmo.it. Il nostro approfondimento in merito è raggiungibile in questa pagina: https://igizmo.it/smartphone-resistenti-allacqua-facciamo-chiarezza-per-evitare-danni/ (pubblicato ad agosto 2019 e che ora ritrovate anche in home pagine in quanto aggiornato).

In questo articolo abbiamo spiegato con dovizia di particolari la differenza tra un indice IP (acronimo di Intrusion Protection, ossia protezione dalle intrusioni) e di resistenza alla pressione dell’acqua, espressa in Atm (Atmosfere) come avviene sugli orologi. E la differenza, si può già comprendere, è fondamentale: nel primo caso si tratta di evitare che l’hardware entri in contatto con acqua e polvere che posso colpire la superficie, come nel caso di spruzzi o di brevissime immersioni (cadute) in acqua dolce (mai salata) per non oltre 30 minuti a non oltre 1 metro. Non significa essere subacqueo, perché la resistenza è fortemente delimitata nel tempo e nella pressione.

La pressione espressa in Atm è quella che determina un trattamento subacqueo. Tra l’altro, è meglio evitare di premere tasti mentre lo smartphone, l’iPhone in questo caso specifico, si trova temporaneamente per il minor tempo possibile sotto il livello dell’acqua, dolce (ancora una volta, quella salata causa danni). Tant’è che per gli iPhone è usata l’indicazione “leggera” di resistenza, ossia l’IP, e per i Watch è indicata quella “pesante” ossia gli Atm (il Watch Serie 6 resiste a 5 Atm, cioè a una pressione di 5 atmosfere equivalenti a circa 50 metri di immersione in acqua dolce e salata). Per la cronaca, mettere un iPhone sotto all’acqua che sgorga da un rubinetto significa sottoporlo a una pressione anche di diversi chilogrammi: non è quello previsto dall’IP ma dall’Atm. Tutti gli altri dettagli in questo articolo: https://igizmo.it/smartphone-resistenti-allacqua-facciamo-chiarezza-per-evitare-danni/

Apple: multa Agcm per 10 milioni di euro

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per 10 milioni di euro le società Apple Distribution International e Apple Italia S.r.l. (di seguito, Apple) per due distinte pratiche commerciali scorrette.

La prima riguarda la diffusione di messaggi promozionali di diversi modelli di iPhone – iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPhone XR, iPhone XS, iPhone XS Max, iPhone 11, iPhone 11pro e iPhone 11 pro Max – in cui veniva esaltata, per ciascuno dei prodotti pubblicizzati, la caratteristica di risultare resistenti all’acqua per una profondità massima variabile tra 4 metri e 1 metro a seconda dei modelli e fino a 30 minuti.

Secondo l’Autorità, però, nei messaggi non si chiariva che questa proprietà è riscontrabile solo in presenza di specifiche condizioni, per esempio durante specifici e controllati test di laboratorio con utilizzo di acqua statica e pura, e non nelle normali condizioni d’uso dei dispositivi da parte dei consumatori.

Inoltre, la contestuale indicazione del disclaimer “La garanzia non copre i danni provocati da liquidi”, dati gli enfatici vanti pubblicitari di resistenza all’acqua, è stata ritenuta idonea a ingannare i consumatori non chiarendo a quale tipo di garanzia si riferisse (garanzia convenzionale o garanzia legale), né è stata ritenuta in grado di contestualizzare in maniera adeguata le condizioni e le limitazioni dei claim assertivi di resistenza all’acqua.

L’Antitrust ha inoltre ritenuto idoneo a integrare una pratica commerciale aggressiva il rifiuto da parte di Apple, nella fase post-vendita, di prestare assistenza in garanzia quando quei modelli di iPhone risultavano danneggiati a causa dell’introduzione di acqua o di altri liquidi, ostacolando in tal modo l’esercizio dei diritti ad essi riconosciuti dalla legge in materia di garanzia ossia dal Codice del Consumo.

Per questi motivi l’Autorità ha deciso di irrogare ad Apple Distribution International e ad Apple Italia S.r.l. sanzioni per complessivi 10 milioni di euro e ha disposto la pubblicazione di un estratto del provvedimento sul sito internet www.apple.com/it/, nella pagina web www.apple.com/it/iphone/, tramite il link “Informazioni a tutela del consumatore”. Il testo completo della sentenza è disponibile in questo pdf: https://www.agcm.it/dotcmsdoc/allegati-news/PS11578_provv%20chiusura.pdf

Codacons: “Multa irrisoria”

Bene la nuova multa inflitta dall’Antitrust ad Apple, ma la sanzione appare decisamente irrisoria rispetto al danno provocato agli utenti. Lo afferma il Codacons, commentando la multa da 10 milioni di euro per pubblicità ingannevole sulla resistenza degli iPhone all’acqua.

“Dopo l’obsolescenza programmata, con aggiornamenti dei software che rallentavano le prestazioni dei telefonini spingendo i consumatori ad acquistare nuovi modelli, Apple finisce nuovamente nel mirino del Codacons e dell’Antitrust per pratiche scorrette verso gli utenti – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Tuttavia la multa da 10 milioni di euro è irrisoria e in grado di fare appena il “solletico” al gigante delle tlc, che grazie alle sue pratiche scorrette incamera guadagni stratosferici”.

Ora tutti i possessori dei modelli iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPhone XR, iPhone XS, iPhone XS Max, iPhone 11, iPhone 11pro e iPhone 11 pro Max, che siano stati danneggiati dall’acqua o da altri liquidi, potranno chiedere il giusto risarcimento danni ad Apple, e in tal senso il Codacons si mette a loro disposizione per intentare le dovute azioni legali contro il colosso. Per info e adesioni tel. 89349966 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14:30 alle 17)