iPhone 12
Serafirm

Nonostante la nuova generazione di iPhone 12 non sia ancora in commercio, si sono infatti appena aperti i pre-order per alcuni modelli e per gli altri c’è ancora da attendere, i risultati di Apple sono già eclatanti. Sì perché, anche grazie ai nuovi smartphone, Apple ha l’opportunità di incrementare il sell-in complessivamente del 4% rispetto allo scorso anno, in un anno (il 2020) nel quale il mercato complessivamente rischia di perdere il 10% di fatturato.

Il momento è significativo perché la società di Cupertino non ha solo aggiornato i propri modelli, peraltro senza troppa fretta e allungando almeno di un mese la vita utile degli iPhone 11 (un esercizio possibile solo per la Mela morsicata). Ma ha anche trasformato la gamma con formati nuovi e adottando il 5G, senza indugi e con un anno di anticipo rispetto alle previsioni degli analisti più attenti. Il dato che ne emerge è di un rilancio effettivo, che proietta Apple all’inizio di un nuovo ciclo di mercato degli iPhone.

Questo avviene sulla scia di un anno in continua cresita per Apple, malgrado il 2020 sia stato sfrangito dalla pandemia da Covid 19. Nel secondo trimestre di quest’anno le vendite di dispositivi mobili ha raggiunto livelli bassi, molto bassi, con picchi negativi superiori al 20%. Eppure proprio in quei mesi a Cupertino hanno fatto probabilmente la mossa chiave: svelare l’iPhone SE 2020, posizionandolo a un prezzo appetibile. Questa scelta ha cambiato il mercato, permettendo ad Apple di uscire dal periodo più intenso del Coronavirus con un incremento del 3% delle vendite rispetto allo stesso trimestre 2019. Se a questo si aggiunge la solidità di business e la longevità di sell-in dell’iPhone 11, si ricava che nel terzo trimestre 2020 a Cupertino hanno mantenuto un andamento di crescita (+2%) rispetto al 2019.

Il Covid 19 ha provato come molti brand siano ben più resilienti di altri. Tipicamente questa capacità è da attribuire a marchi storici negli smartphone, che hanno dimostrato capacità di adattamento nel sfruttare i canali online e offline in modo equilibrato. Apple ha saputo dominare le vendite in e-commerce sfruttando tanto i canali diretti tanto quelli indirietti di tutte le piattaforme più importanti, non solo i pure player. Ciò gli ha permesso di mantenere salda la presenza nel segmento premium, senza indugiare in quello medio. Il risultato finale complessivo del 2020 si prospetta ben più roseo del previsto.

iPhone 12, l’inizio di un nuovo “super ciclo”

L’iPhone 12 arriva dunque in un momento particolare, nel quale ogni mossa di Apple sembra aver trovato la sua ragione in ritorno puntuale dell’investimento. In questo equilibrio la nuova generazione ha il compito di accelerare il passaggio generazionale, intercettando l’attenzione di chi vuole dispositivi compatti o ultra performanti, senza alcun compromesso se non la dimensione. In un contesto di ecosistema ancora più solido e coeso, che inizia dalle nuove e più versatili edizioni dei sistemi operativi (che sono davvero in grado di operare in modo sinergico) e approda ai wearable, vera estensione se non potenziamento degli smartphone stessi.

Mettendo in fila le varie generazioni di iPhone, si scopre che i due più grandi momenti di rivoluzione (quindi di incremento delle unità inviate) sono stati in ordine di importanza iPhone 7 (+19% rispetto al modello precedente) e iPhone 11 (+32% rispetto al modello precedente). Le varianti con i risultati meno ottimistici sono stati iPhone 6s e le generazioni X. Di più. Con l’iPhone 6 è iniziato un nuovo ciclo che è sbocciato in tutto il suo potenziale con l’iPhone 11. Ci sono volute sette generazioni e altrettanti anni per portare al massimo compimento i concetti e le tecnologie varate a partire dall’iPhone 6.

L’iPhone 12 potrebbe essere l’inizio di un nuovo “super ciclo” in virtù delle tecnologie, del rafforzato rapporto con l’ecosistema (Watch, iPad, auricolari e servizi) e delle idee profuse in iOS. Secondo i forecast di Counterpoint Research, le vendite della famiglia iPhone 12 supereranno dell’1% quelle della gamma iPhone 11 nell’ultimo trimestre dell’anno (2020 sul 2019). Il dato è ancora più significativo se si pensa che Apple ha perso diverse settimane di sell-out rispetto al medesimo periodo nel 2019 per gli iPhone 11, che erano stati presentati a metà settembre.

Ancora una volta, sono le mirate e precise scelte di Apple che valorizzano fin da subito gli iPhone 12. Il formato compatto proposto con il “mini”, vera arma segreta di Apple; il comparto 5G; un sistema operativo (iOS) più plasmabile e connesso con l’IoT; l’adozione in massa degli operatori telefonici; un ancor più ricco comparto di accessori non solo originali ma anche di terze parti; i Watch 6 e SE che si intonano alla perfezione ai nuovi iPhone, come la giacca con i pantaloni del vestito. Se a questo si aggiungono le offerte di lancio (dalla rateizzazione alle operazioni di trade-in per l’usato), ci si rende conto che a Cupertino agiscono con criteri scientifici per perseguire obiettivi specifici.

Il 5G in Europa e il ruolo di Apple

Oltre a rispondere alle necessità dei consumatori, Apple ha bene in mente anche cosa serve ai provider. Soprattutto in questo delicato momento di diffusione del 5G in Italia e in Europa. La nuova infrastruttura è operativa in una ventina di Paesi europei e sono in procinto di passare al 5G altri 32 operatori in 13 nazioni. Tuttavia la presenza effettiva della connettività è a macchia di leopardo.

Solo il 30% della popolazione europea può contare su una stabile connessione in 5G e, in alcuni casi, il livello di servizio è inferiore allo standard qualitativo raggiunto dal 4G/Lte. Questo ha provocato vendite non all’altezza delle aspettative. Solo 2 milioni di smartphone 5G sono stati vendute a luglio, in crescita del 7% rispetto a maggio ma non ancora in volumi tali da “democratizzare” la tecnologia.

Gli utenti hanno capito che la strada del 5G è appena iniziata e che il vantaggio effettivo è marginale, in alcuni casi nullo, rispetto al 4G. Le promesse delle nuove infrastrutture sono ancora da compiersi, perché finora gli operatori telefonici si sono concentrati sull’incrementare la diffusione delle antanne invece di sviluppare servizi. È inevitabile: il cambiamento arriverà quando il 5G raggiungerà una diffusione stabile e coerente con il Paese. E anche quando si smetterà di sprecare ossigeno e inchiostro per le “penne” che imbrattano social e siti in merito alla correlazione tra 5G e agenti nefasti di ogni tipo e genere. Questa campagna denigratoria non è solo ridicola, mal posta e del tutto inesistente, è rozza, ridicola e inconsistente. Di più, è pura fantasia che ha la stessa valenza di verità della macchina del tempo di Ritorno al futuro. Salvo per chi ci vuole credere, per chi pensa che davvero esistano mostri nell’armadio, per i fanatici sempre alla ricerca di una causa esterna a se stessi, per chi ha bisogno del nemico, sempre, a costo di inventarlo di sana pianta. Biagio Antonacci le chiamerebbe “menti deboli”, secondo una sua celebre canzone.

Il 5G rappresenta l’inizio di un nuovo ciclo per la connettività e per ogni aspetto della vita delle persone. Sarà un cambiamento più profondo e radicale rispetto al 4G perché non porta solo un incremento di velocità, ma anche di funzionalità. Serve però che sia varato nel suo intero spettro di frequenze, comprese le mmWave. Dunque, in Europa, a differenza degli Stati Uniti, la rivoluzione è spostata in avanti di qualche mese o anno. Ed è il motivo per cui gli iPhone 12 che arriveranno in Europa sono leggermente diversi da quelli per gli States: non sfruttano le millimiter wave. E questo potrebbe rappresentare la molla necessaria perché anche i provider europei inizino ad attivare le mmWave.