Abbiamo attivato Oppo Reno (la versione normale, non quella con zoom 10x che descriveremo nel dettaglio in seguito) sul treno per Zurigo in occasione della presentazione europea del progetto 5G in partnership con Swisscom (tutti i dettagli in questo articolo). Siamo rimasti subito favorevolmente impressionati dal questo smartphone, per l’elevata qualità costruttiva, il packaging e il miglioramento complessivo dell’esperienza di utilizzo.

La scatola stessa è molto particolare, allungata, tipicamente da prodotti fashion. Il contenuto è ricco: la cover in plastica rigida per proteggere la bellissima scocca color verde, l’auricolare con jack (sì, Reno ha jack audio da 3,5 mm) e l’alimentatore per la ricarica rapida Vooc 3.0 da 40 watt, che permette di completare una carica completa della batteria da 3.765 mAh in circa un’ora.

Reno è incastonato al centro di questa confezione e già dal primo contatto restituisce una sensazione d’alta qualità. Il design è unico: il display da 6,4″ occupa tutta la superficie frontale. Il rapporto tra scocca e touchscreen supera il 93% e le cornici laterali sono ridotte al massimo, senza notch o ispessimenti tipici dei pannelli full view. Il risultato è che si tiene davvero lo schermo in mano.

La fotocamera per i selfie da 16 Mpixel f/2.0 è ospitata sul braccio superiore che si apre a soffietto. Il meccanismo solleva solo la parte destra creando un triangolo dall’originale impatto visivo. Non solo, lo slider è più rapido, silenzioso ed efficiente rispetto a quello visto sul Find X. Questo conferisce a Reno un carattere unico nel suo genere, un elemento distintivo di design che lo fa riconoscere e non lo mimetizza in una eccessiva omologazione estetica che sta purtroppo contrassegnando la più recente generazione di smartphone. La variante dello slider parziale riesce nell’intento di differenziare il design dello smartphone.

Merito a Oppo di aver perseguito con coraggio questa strada, già intrapresa con Find X ma portata a un miglioramento funzionale ed estetico interessante. Il braccino ha una doppia funzione. Non solo ospita la fotocamera per i selfie ma anche il flash del reparto fotografico posteriore a doppio sensore.

Reno e Reno 10x Zoom

Il modello che stiamo usando per questi test esclusivi in anteprima è animato da una versione software non acora definitiva. Nella fattispecie si tratta di ColorOS 6.0 (release Cph191EX_11_A.02, ancora in fase di sviluppo), che personalizza Android 9.0. Questo per dire che anche gli scatti che abbiamo pubblicato sono stati ottenuti con una edizione ancora passibile di sostanziali miglioramenti e di cui vi daremo notizia dopo il 24 aprile, data di presentazione ufficiale in Europa della gamma Reno.

Inoltre, Reno in test è la versione entry level della famiglia, composta anche dalle versioni Reno 5G (il top di gamma con connettività 5G di cui vi abbiamo parlato in questo approfondimento) e Reno 10x zoom. La differenza tra Reno e Reno 10x zoom sta nella presenza, su quest’ultimo, del sensore da 13 Mpixel con zoom ottico 10x attraverso un meccanismo a periscopio. Nel video qui di seguito vi mostriamo come funziona.

Il Reno eredita gli altri due sensori fotografici, tuttavia perde lo stabilizzatore ottico del modello di fascia superiore (peraltro con display da 6,6″ e processore Qualcomm Snapdragon 855). Dunque, lo schema imaging del Reno è così composto:

  • sensore principale da 48 Mpixel (Sony Imx 586) f/1.7, autofocus a rilevamento di fase (Pdaf);
  • sensore secondario di profondità da 5 Mpixel f/2.4.

Dunque il sensore secondario è utilizzato per gli effetti bokeh e simili in uno schema a parallasse, mancando il sensore Tof 3D come era invece stato pubblicato su alcuni leak dei giorni scorsi.

In questa configurazione software non ancora definitiva, il Reno ha mostrato di saper sfruttare pienamente le doti del sensore di Sony. I 48 Mpixel sono valorizzati meglio rispetto ad altri brand. Merito dell’app di scatto semplice ma precisa. I risultati sono evidenziati nelle foto che pubblichiamo di seguito.

Snapdragon 710

Il Reno, a differenza dell’edizione 5G e 10x zoom, ha processore Qualcomm Snapdragon 710 che si affida a una configurazione octa core asimmetrica: sei core Kryo 360 Silver operano a 1,7 GHz e supportano le app e le funzioni con un perfetto bilanciamento tra prestazioni e consumi; gli altri due Kryo 360 Gold a 2,2 GHz sono destinati agli ambiti ad alte performance. Il Soc è completato dal reparto grafico Adreno 616 con 128 pipeline di elaborazione, dalla Ram da 6 GB e da un generoso storage di 256 GB. Quest’ultimo non è espandibile ma in compenso la slitta a doppia scheda telefonica denota la possibilità di appoggiarsi al reparto dual Sim 4G/Lte.

Questa configurazione hardware permette al Reno di ottenere risultati egregi (ricordiamo con versione software non definitiva) con le app di benchmark: in Antutu supera i 155mila punti, perfetto dunque per il gaming, le app multimediali, la produttività e qualsiasi altro tipo di utilizzo.

Il tutto senza penalizzare troppo l’autonomia: nelle nostre prove Reno è riuscito ad arrivare senza sforzi a fine giornata, con una buona riserva di energia (sempre superiore al 20%).

Display e Color OS

Il display Amoled da 6,4″ (formato 19,5:9, 402 ppi, risoluzione di 2.340×1.080 pixel) è protetto da una lastra Corning Gorilla Glass 6 e convince per la resa cromatica. Così come tutti i pannelli Amoled e Oled, dalle impostazioni del sistema operativo si può equalizzare il tono dei colori. Abbiamo preferito rimanere su una configurazione neutra che assicura un punto di bianco più preciso. Inoltre, sono ottimi anche l’angolo di visualizzazione (ampio) e la reattività del lettore biometrico di impronte digitali nascosto sotto al display e affidato al classico meccanismo dell’illuminazione verde per rifrazione.

Il touchscreen è preciso ed esalta l’interfaccia ColorOS 6 ancora più bella graficamente e curata dal punto di vista funzionale. Migliroata la gestione delle notifiche, ora raggruppate in modo sensato nel menu contestuale, e peerfezionato l’accesso alle opzioni di configurazione e alle app. Pur mantenendo continuità grafica con le precedenti ColorOS, la 6 è più intuitiva e riesce ad abbellire Android 9 senza stravolgerlo ma anzi valorizzandolo.

Ultima parola

Ci siamo convinti che con Reno il brand Oppo compirà un ulteriore passo in avanti nella direzione di proporre smartphone ancora migliori e più vicini alle abitudini di utilizzo dei consumatori europei. Lode al brand di aver saputo ascoltare le critiche e averle trasformate in moti di miglioramento per la ColorOS. Ma è il design che poi lo rende davvero interessante: la scocca curata, il gusto estetico delle colorazioni particolare (quella verde con strisciata più scura posteriore è elegantissima), lo slider a scomparsa, il display a pieno formato. Tutte soluzioni che permettono a Reno di essere immediatamente riconoscibile. Traguardo non di poco conto, di questi tempi.