Xiaomi Mi 8: la nostra recensione e il focus sull’inedita antenna Gps

Anche Xiaomi ha ceduto al “fascino” del notch tanto da costruirci intorno uno smartphone che eredita (migliorandolo) l’hardware del Mi Mix 2S e impacchettandolo in uno smartphone con un design fedele ai trend di mercato.

Il Mi 8 si presenta sottile, leggero, con la doppia fotocamera posteriore messa in senso verticale e l’ampio display SuperAmoled con diagonale di 6,21″ caratterizzato dall’ampia tacca superiore che contiene i sensori (abbiamo spiegato qui a cosa serve il notch). Questo ha permesso al pannello di arrivare a ridurre drasticamente lo spessore su tre lati, mentre nella fascia inferiore la cornice è più visibile.

Impugnando lo Xiaomi Mi 8 non si avverte questa asimmetria, anzi si apprezza lo spessore di 7,6 mm, la scocca in alluminio serie 7000 (la più diffusa per il perfetto equilibrio tra peso e robustezza) su cui è montata la lastra Gorilla Glass 5 per proteggere il touchscreen. In sintesi, ottima la qualità costruttiva ma ancora di più è azzeccata la scelta del brand di corredare lo smartphone con una cover in silicone di serie nella confezione. Questo aiuta efficacemente a non mettere a repentaglio soprattutto la superficie posteriore, piuttosto liscia e che accusa vistosamente le ditate. La scocca non ha certificazioni di resistenza a liquidi e polvere.

Nelle due settimane passate insieme allo Xiaomi Mi 8 abbiamo deciso di eleggerlo a smartphone principale, con la Sim di Wind Tre legata al nostro numero di lavoro. Questo ci ha permesso di sperimentare nella quotidianità le doti del telefonino. Che ci ha colpito soprattutto per la completezza delle funzioni. Procediamo per ordine e iniziamo dalla più inedita delle caratteristiche: la doppia banda Gps.

Precisione invidiabile

Il segnale Gps individuato dal Xiaomi Mi 8

Il Mi 8 adotta un’antenna Gps capace di supportare le frequenze L1 e L5. Questa è sostanzialmente la frase che si trova scritta ovunque in corrispondenza delle descrizioni dello smartphone. Andando oltre le sigle, la dicitura si riferisce ai quattro segnali messi a disposizione per uso civile dalla piattaforma statunitense Gps: L1 C/A, L2C, L5 e L1C. La prima rappresenta il segnale di collegamento tra passato e presente della navigazione satellitare (legacy signal), in quanto è ancora attiva per permettere anche ai vecchi device di sfruttare i sistemi di geolocalizzazione; è trasmessa da tutti i satelliti della costellazione. Gli altri tre segnali sono più moderni (modernized signal) e non sono disponibili su tutti i satelliti.

La banda L2C o L2, insieme con la L1, è quella finora impiegata diffusamente sui dispositivi mobili. È stata tra le prime a essere liberalizzata per usi civili e ha dalla sua una buona efficienza, cioè assicura un adeguata precisione di navigazione, è agile nel processo di fix (individuazione della posizione iniziale) e ha un buon sistema di riduzione delle interferenze. Inoltre non richiede di allocare troppe risorse di calcolo per fare funzionare la geolocalizzazione. L’intuizione di Xiaomi è stata di inserire anche la L5, una delle frequenze più recenti (2009) e che migliora sensibilmente sia la resistenza dalle interferenze sia la precisione perché ha una maggiore ampiezza di banda passante; in pratica è più rapida e accurata. Non a caso, la L5 è destinata anche per supportare i dispositivi di salvaguardia della vita.

Il segnale Gps individuato da uno smartphone con Qualcomm Snapdragon 845

All’atto pratico, a parità di chipset (Snapdragon 845), il Gps integrato nel Mi 8 individua quasi il doppio dei satelliti che si traduce in una presa del segnale velocissima e in una precisione invidiabile, soprattutto durante la navigazione. In macchina la visualizzazione in tempo reale della posizione è eccellente, superiore a smartphone ben più blasonati.

La doppia banda Gps è integrata anche con il supporto per la piattaforma di geolocalizzazione europea Galileo, che sarà attiva l’anno prossimo. Già oggi con la doppia banda L1 e L5 si apprezza un’esperienza superire con le app che sfruttano i sistemi di posizionamento.

E che foto!

La fotografia è uno degli ambiti dove il Gps è utile: le immagini contengono le coordinate satellitare dei luoghi in cui sono state scattate. Vuol dire che importandole in un software di cartografia, si possono posizionare esattamente nel posto sulla mappa a cui si riferiscono. Va da sè, che l’antenna Gps sofisticata del Mi 8 restituice dati con una precisione mediamente inferiore a meno di 5 metri.

Si tratta della ciliegina di un reparto imaging evoluto al pari di quello che si trova sugli smartphone top di gamma che tengono la scena con clamore. Lo schema fotografico prosposto dal Mi 8 prevede due fotocamere sovrapposte in senso verticale entrambe da 12 Mpixel: la principale è f/1.8 con stabilizzatore ottico a quattro assi e sistema autofocus dual pixel a individuazione di fase (Pdaf); la secondaria è f/2.4 e ha lunghezza focale di 56 mm per supportare lo zoom ottico 2x.

L’hardware è affidato all’app proprietaria di Xiaomi che si affida a un sistema di intelligenza artificiale per individurare la messa a fuoco ottimale. La modalità AI supporta 25 categorie di oggetti e 206 scene, oltre a gestire in modo dinamico l’effetto bokeh per adattare i bordi sfumati alla silhouette in modo preciso. La AI interviene anche per gestire la luce ambientale. Per attivare questa modalità è sufficiente fare tap sull’icona in alto a forma di fotocamera digitale con la scritta AI. A questo punto il Mi 8 la mantiene attiva ogni volta che si avvia l’app di scatto.

Quando la AI interviene, l’icona suddetta cambia forma a seconda del tipo di ottimizzazione che sta attuando: paesaggi, scarsa luminosità, primi piani e così via. Nelle nostre prove il Mi 8 ha sempre azzeccato la configurazione ottimale, producendo risultati fotografici eccellenti.

Le foto che vi proponiamo mostrano le doti fotografiche dello smartphone cinese in versione Global. Gli scatti sono ottimi per qualità, esposizione e colore, con una precisione dei dettagli e dell’equilibrio cromatico non indifferente. L’app interviene soprattutto sulla saturazione e il contrasto ma a volte tende a sovraesporre, perdendo leggermente in dettaglio con gli oggetti non in primo piano.

Se poi si vuole operare in autonomia, si può orientare il menu sulle varie opzioni che prevedono Ritratto, foto quadrata, panorama e modalità manuale, la quale richiede un po’ di addestramento per padroneggiare a dovere le opzioni proposte.

La modalità bellezza può essere applicata sia alle foto con le fotocamere posteriori, sia a quella selfie da 20 Mpixel anch’essa coadiuvata dalla IA. La modalità 3D Beautify non provvede solo a eliminare le rughe e le imperfezioni ma genera un modello 3D del volto per dare spessore all’incarnato, non solo appiattendolo e levigandolo. L’intelligenza artificiale per i selfie riconosce 10 scene.

Sicurezza

La fotocamera anteriore è utile anche per il sistema di riconoscimento facciale. Durante il test abbiamo ricevuto l’aggiornamento MIUI 9.6.3.0 con la funzione di sblocco con il volto, che si somma al sensore biometrico posteriore e alla password.

La registrazione del viso avviene in una manciata di secondi e gli sblocchi successivi sono rapidi e indolore. Eccellente il livello di implementazione. Ma la sicurezza va oltre e si declina anche nella possibilità di bloccare le applicazioni e di creare un’area di memorizzazione protetta per file (foto, documenti e così via) e app che devono rimanere riservati. Il Mi 8 è uno smartphone dual Sim e attraverso la funzione “Applicazioni clonate” può gestire app legate ai due numeri in modo separato, come per esempio Whatsapp.

Android vestito di nuovo

La configurazione hardware dello Xiaomi Mi 8 giunto in prova comprende processore Qualcomm Snapdragon 845 assistito da 6 GB di Ram e 64 GB di storage; esistono anche le versioni con 8 GB di Ram e 128 GB di storage. La descrizione esasustiva del SoC di Qualcomm è contenuta nell’articolo dedicato allo speed test di comparazione dei processori top di gamma che trovate qui.

In questa sede confermiamo che il Mi 8 raggiunge prestazioni di altissimo livello: oltre 263mila punti in Antutu 7.1. Con Geekbench totalizza 2.410 punti nelle operazioni a single core e 8.880 in quelle multicore; la Gpu ottiene un prestigioso 13.627. Risultati che posizionano lo Xiaomi nella fascia alta della nostra classifica di prestazioni.

Nell’uso pratico, il Mi 8 piace per la qualità del display di generose dimensioni e per il profondo lavoro di personalizzazione di Android 8.1 Oreo. L’interfaccia Miui propone un ambiente curato, omogeneo in ogni sua parte. I menu sono perfettamente coerenti, così come le icone. Dal punto di vista grafico, è uno degli ambienti più riusciti. Certo, bisogna abituarsi al fatto che le icone sono posizionate sulle schermate home e non nell’app drawer.

Inoltre, per sfruttare a fondo la Miui, vale la pena di attivare la modalità a tutto schermo, che fa sparire la barra inferiore con i tasti virtuali e permette di interagire con le gesture che ricordano molto da vicino quelle dell’iPhone X. È un modo interessante per rinnovare l’ormai stantio schema a tasti: non a caso, Android 9 sarà basato sui gesti.

Per dovere di cronaca, diciamo che alcune delle funzioni della Miui sono disattivate in Italia. A seconda del Paese impostato, sono accese o spente alcune app. Se volete provarle tutte, vi consigliamo di andare in Impostazioni/Impostazioni aggiuntive/Regione e scegliere India. Vedrete comparire nuove app e nuove funzioni.

Autonomia e conclusioni

La batteria da 3.400 mAh assicura un’autonomia pari a quella di una giornata. Dunque nella media. Nettamente sopra la media è il rapporto tra prezzo, qualità e prestazioni offerto dallo Xiaomi Mi 8. È uno smartphone Android riuscito e che propone una sintesi di quanto meglio sia disponibile oggi in termini funzionali ed estetici. Il prezzo italiano della versione Global importata in modo ufficiale in Italia è: 6 GB + 64 GB a 529,9 euro e 6 GB + 128 GB a 579,9 euro. Vi consigliamo di acquistare l’edizione per il mercato italiano e non quelle importate in modo parallelo. Risparmierete qualche decina di euro ma rinunciando ad assistenza e garanzia ufficiali.