Xiaomi saluta l’Italia: vi spieghiamo cosa aspettarsi (davvero) dal debutto del brand

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Come vi avevamo annunciato in anteprima il 27 dicembre scorso nell’articolo che vi proponiamo in calce (realizzato interpellando fonti confidenziali), Xiaomi si è aperta al mercato italiano. E lo ha fatto nominando il management, rafforzando la sede in Italia (già presi gli uffici e già opzionato lo spazio per il negozio) e salutando gli utenti nella pagina ufficiale che potete raggiungere facendo click qui (che NON è quella di Xiaomi Italy).

L’immagine scelta per salutare il nostro Paese è un coniglietto su una Vespa con alle spalle l’Arco della Pace a Milano. Segno che la città meneghina è stata scelta per questo debutto. I lavori fervono per la preparazione del punto vendita, che aprirà per la primavera, nel quale saranno proposte varie gamme di prodotti. Non solo smartphone, quindi, ma un’offerta variegata, del tutto in linea con quanto avviene nei punti vendita in Cina.

Altre precisazioni doverose per via degli articoli pubblicati in queste ore non precisi. Xiaomi approda nel nostro Paese attraverso la società Wing, che è partner dell’azienda sul suolo cinese. Questa “lunga mano” si occuperà di gestire in esclusiva la proposizione dei prodotti Xiaomi in Italia, compresa l’assistenza post vendita e i rapporti con i consumatori.

E ancora, il modello di business non sarà semplicemente legato ai telefonini ma andrà a rinnovare, e di molto, l’impronta commerciale di un brand che sarà costruito puntando sull’ecosistema più che su singoli modelli. Senza dimenticare che oltre al canale diretto dei negozi a marchio diretto, Wing terrà i rapporti anche con retailer e altri potenziali canali di vendita. Ciò che Xiaomi si pone di fare è stravolgere il classico approccio consolidato nella mobility e proporre un modo di ragionare più simile ad Amazon che a un brand di telefonia.

 

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