xiaomi apertura a Caserta

Se ci si limita a leggere i dati dei risultati fiscali di Xiaomi pubblicati nei giorni scorsi, si vedono praticamente solo segni più. Tutto vero, peccato che si riferiscano al trimestre giugno-settembre 2019 rispetto al medesimo periodo del 2018., mentre su base annua i profitti calino del 10%.

Si legge nella nota ufficiale dell’azienda:

“Durante questo Periodo, i ricavi totali di Xiaomi sono aumentati del 5,5% rispetto all’anno precedente (“YoY”) attestandosi a 53,7 miliardi di RMB, facendo del Q32019 il trimestre con i ricavi totali più alti dalla sua fondazione. L’utile netto rettificato è stato di 3,5 miliardi di RMB, con un incremento del 20,3% rispetto all’anno precedente. L’utile netto totale rettificato del Gruppo nei primi tre trimestri è stato pari a 9,2 miliardi di RMB, già superiore all’utile netto dello scorso anno.

Nel corso del Periodo, il Gruppo ha continuato ad operare con prudenza, migliorando costantemente la propria capacità di resistenza al rischio e ottimizzando significativamente l’utile lordo. L’utile lordo, pari al 15,3%, è aumentato del 25,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 8,2 miliardi di RMB. La liquidità totale è stata pari a 56,6 miliardi di RMB.

Dati finanziari di maggior rilievo Q32019:il fatturato totale è stato di circa 53,7 miliardi di RMB, con un incremento del 5,5% rispetto all’anno precedente; l’utile lordo è stato di circa 8,2 miliardi di RMB, in crescita del 25,2% rispetto all’anno precedente; l’utile netto rettificato non-IFRS è stato di circa 3,5 miliardi di RMB, con un incremento del 20,3% rispetto all’anno precedente;l’utile per azione è pari a 0,106 RMB.”

La situazione su base annua

Nulla da obiettare sui numeri, sono sempre lo specchio più preciso e migliore. Ma vanno letti: il trimestre estivo del 2019 di Xiaomi è stato contrassegnato dal successo di vendite di numerosi prodotti, a iniziare dal Redmi Note 7. Si prenda l’Italia: a luglio questo smartphone ha venduto oltre 65mila unità a luglio ed entro la fine di settembre ha conquistato un dato aggregato di circa 150mila unità vendute. Un dato eccellente che, replicato in tutto il mondo, ha permesso al terzo trimestre 2019 di Xiaomi di produrre i fatturati suddetti. Si pensi che in questo periodo il brand è stato favorito da operazioni particolarmente riuscite, come le forti promozioni in occasioni del Singles’ Day in Cina (6,1 miliardi di RMB fatturati).

Poi però a pagina due del documento completo di analisi proposto da Xiaomi (bisognerebbe sempre voltare pagina) ci sono i dati su base annua, ossia gennaio-settembre 2019 confrontati con il medesimo periodo del 2018. E si nota come aumentino i ricavi, ma si contraggano i profitti su base annua. Leggendo i dati si trovano i motivi di questa contrazione: un incremento dei costi derivanti dalle unità vendute (circa il 10% in più rispetto al 2018, dovuto a un allungamento della permanenza in magazzino di alcuni prodotti) e investimenti spalmati su impianti e operazioni aziendali. Nella realtà dei fatti si tratta di un profitto operativo, cioè derivante dall’attività, che poi si trasforma in un profitto reale nettamente superiore al 2018, quando Xiaomi aveva registrato perdite per oltre 2 miliardi di RMB. Nel 2019 è stata enormemente invertito questo trend, con profitti superiori a 9 miliardi di RMB.

Xiaomi e il 5%

Se poi si analizzano i dati relativi agli smartphone si trova questa frase: “The gross profit margin of our smartphones segment further increased from 8,1% in the second quarter of 2019 to 9,0% in the third quarter of 2019”. Ossia, il margine sul segmento smartphone è stato del 9% nel terzo trimestre del 2019, in contrasto con la promessa fatta nel 2018 dai vertici aziendali al debutto sul mercato internazionale: “China’s Xiaomi caps hardware profit margin at 5% indefinitely”. Riportata anche nella conferenza italiana, con la promessa che il margine di profitto sul prodotto non avrebbe mai superato il 5%.

Spiega Lei Jun, Founder, Chairman e CEO di Xiaomi: “Dal momento dell’adozione della strategia dual core “Smartphone + AIoT”, il Gruppo ha fatto progressi continui con l’incoraggiante risultato di un’espansione della base utenti. In previsione della prossima era della tecnologia 5G, nel 2020, il Gruppo continuerà a focalizzarsi sui trend di mercato e ad operare con prudenza. Con cash flow e redditività sani e stabili, siamo pronti a cogliere e rispondere alle enormi opportunità di mercato che deriveranno dall’adozione diffusa del 5G, e prevediamo di lanciare sul mercato almeno 10 modelli di smartphone 5G nel 2020.”