https://www.wisemindplace.com/
emporia

C’è chi ha ideato qualcosa con l’uso dell’intelligenza artificiale o della realtà aumentata o chi ha avuto un’idea mutuata dal più classico dei mestieri, quello relativo all’agricoltura o all’artigianato: storie diverse che si incontrano in Wise Mind Place, piattaforma per inventori che accoglie progetti e idee di chi, in Italia e all’estero, pensa di avere un progetto in grado di migliorare o facilitare la nostra vita quotidiana.

L’idea di questo social network per inventori è di Jessica Abbuonandi, giovane imprenditrice bolognese che, con Wise Mind Place, ha voluto creare un luogo di ritrovo per gli inventori, ma anche un progetto di consulenza per aiutare chi ha un’idea a trasformarla in un progetto concreto e, magari, ad arrivare al brevetto. Non solo: questa piattaforma permette agli inventori di confrontarsi tra di loro e di trovare contatti con le università e gli istituti di ricerca in un rapporto di mutuo scambio.

Come ceo di Wise Mind Place sarà abituata a studiare ogni giorno progetti nuovi e tanto diversi fra loro: quali sono i criteri con i quali sceglie di investire in essi e le tappe per portarli a sviluppare un’idea in un progetto?

Come CEO di Wise Mind Place il mio lavoro prima di tutto è fatto di grande responsabilità nei confronti dei miei utenti e consiste nel continuo studio dei più disparati settori per comprenderne al meglio dinamiche e caratteristiche e per poterne penetrare i mercati, estendendo costantemente la mia rete di esperti e attraverso lo stretto confronto con i miei consulenti specializzati; dopodiché si concentra sul dare risposte e strumenti ai miei utenti per tutelare e aiutarli a sviluppare la loro idea in modo da farli raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati; ho anche l’arduo compito di metterli di fronte alla realtà, spesso tralasciata nel processo creativo, per far loro acquisire maggior consapevolezza sul mercato e sul prodotto/servizio che hanno ideato. Talvolta purtroppo devo metterli al corrente della preesistenza di quanto hanno immaginato o che l’idea in sé non è migliorativa rispetto a quanto già sul mercato e in quei casi, io e il mio team, o suggeriamo alcune modifiche per rendere il progetto innovativo e così maggiormente competitivo o consigliamo di rivolgere l’immaginazione in altre direzioni. Questa è la parte professionalmente, ma soprattutto umanamente, più difficile. In tutto questo processo abbiamo modo di conoscere meglio i progetti e chi li sta portando avanti e di conseguenza, la possibilità di capire il livello di impegno e ciò che motiva ogni singolo inventore a combattere per concretizzare il suo progetto; questo ci aiuta anche nel valutare la probabilità di riuscita e di successo di ogni idea si business.

In quanto a valutare i progetti per un intervento diretto di Wise Mind Place, per ora abbiamo investito il nostro tempo e le nostre risorse concentrando le energie su pochi progetti e oltre ad una serie di valutazioni sul team dell’iniziativa e sul progetto stesso, in cui ci basiamo prevalentemente su 3 aspetti fondamentali: visione, versatilità, tempismo; tendo a seguire l’istinto, basandomi su ciò che mi dice la pancia, in un certo senso mi innamoro e nel mio caso, quando accade è raro ed è un colpo di fulmine. Per ora le scelte fatte non mi hanno mai delusa, ma solo il futuro potrà dire se avevo ragione. 

Ci faccia qualche esempio: qualche progetto particolare ma con uno sguardo al futuro di cui può parlare? 

C’è un progetto di cui sono particolarmente innamorata ed è quello portato avanti da una nostra utente che ha inventato una app in grado di creare un collegamento tra uno spot radiofonico e il portale dell’azienda che ne certifica l’emissione. Ovunque saremo, utilizzando l’app, ci sarà possibile con un solo gesto passare dallo spot che ci interessa, al sito o ai social dell’azienda e magari acquistare direttamente il prodotto in questione. Questo progetto è versatile, al passo con i tempi e in continuo divenire.

Sono particolarmente felice di lavorare con persone come questa inventrice, ed è stato colpo di fulmine sia con lei, determinata e piena di energia positiva, sia con il progetto che mi ha subito acceso una scintilla.

Come risponde il network delle università e degli istituti? E quello delle imprese? Da dove vengono gli inventori? 

Con gli istituti e le università stiamo approfondendo i rapporti, pur consapevoli delle difficoltà burocratiche e degli strumenti esistenti (come la piattaforma knowledge share). Siamo certi che quello che offriamo all’interno del nostro network è complementare e rappresenta un passo avanti soprattutto nell’ambito del trasferimento tecnologico. Confidiamo che con il tempo si arriverà a comprendere che lo strumento digitale adatto a velocizzare e migliorare tale processo, l’unico in grado di far concludere una transazione totalmente digitale e ad offrire uno strumento integrato di tutela, esiste e si chiama Wise Mind Place. 

Le imprese vogliono un approccio business oriented e noi forniamo strumenti e visione orientata al miglioramento dei processi di integrazione delle innovazioni, in particolare quelle nate per migliorare i propri prodotti/servizi, la gestione aziendale o in qualche caso per diversificare rispetto al core business. 

Gli inventori hanno età e livelli di istruzione molto differenti. Sono professionisti e privati, studenti e pensionati. 

Quali sono i nuovi settori in cui gli inventori investono?

Gli inventori osservano il mondo con una lente speciale, che spesso vede solo quello che vuole vedere o quello che le altre persone ancora non vedono. La cosa bella è che a volte applicano modelli in settori in cui nessuno aveva immaginato di applicarli. Ultimamente, in contesti molto particolari come IoT, intelligenza artificiale, realtà aumentata multisensoriale. Ma c’è anche un grande ritorno all’artigianato, all’agricoltura e alla meccanica, sempre però con una visione particolare e molto sensibile all’ambiente.