emporia

L’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, ha confermato che la società sta espandendo e potenziando la crittografia end-to-end per il servizio di messaggistica WhatsApp.

Per dovere di cronaca, le chat su WhatsApp sono già protette con crittografia end-to-end in modo che possano essere viste solo dal mittente e dal destinatario. Il punto “debole” di questa architettura era relativo ai backup dei messaggi e dei contenuti eseguiti sul cloud, usando Google Drive in caso di Android e iCloud per iOS. In questo schema, potenzialmente WhatsApp può avere accesso ai backup, mentre Apple e Google non dovrebbero poter verificare i contenuti degli archivi.

Ora Facebook consentirà agli utenti di scegliere di abilitare la crittografia end-to-end anche ai backup, il che significa che né WhatsApp né i provider di servizi cloud potranno accedervi.

“Stiamo aggiungendo un altro livello di privacy e sicurezza”, ha scritto Zuckerberg in un post sul blog. E ha continuato: “WhatsApp è il primo servizio di messaggistica globale su questa scala a offrire messaggi e backup con crittografia end-to-end. Arrivarci è stata una sfida tecnica davvero difficile”.

L’aggiornamento tecnico arriva mentre Facebook affronta una serie di questioni politiche e sociali relativamente al controllo sulle sue politiche di privacy per il servizio di messaggistica. All’inizio di questa settimana, ProPublica ha pubblicato un rapporto che evidenzia come i lavoratori a contratto setacciano milioni di messaggi privati ​​che sono stati segnalati dagli utenti come potenzialmente offensivi. L’organizzazione investigativa senza scopo di lucro ha successivamente chiarito che non è violata in alcun modo la crittografia end-to-end di WhatsApp.

Nel frattempo, i funzionari dei governi hanno incoraggiato Facebook e altre società tecnologiche a ripristinare la crittografia in tutte le soluzioni di chat e messaggistica per facilitare le indagini sui crimini.