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Percorrendo la piazza del Duomo di Forlì nella sua interezza, fin quasi ad arrivare ai piedi delle colonne che sorreggono il poderoso timpano, simile a quello di un tempio greco, che caratterizza la facciata in stile romano-gotico, a sinistra si apre una stretta strada in lieve discesa. È via Ordelaffi, che arriva davanti alla Prefettura, in via Piero Maroncelli. A pochi passi c’è il palazzo Hercolani, sontuosa costruzione che dal ‘400 fino a circa metà dell’800 ha ospitato la famiglia nobile degli Hercolani, particolarmente attiva nelle vicende storiche della città emiliana. Quasi un presagio, perché da aprile 2021 questo squadrato edificio color rosso ocra ospita la nuova sede centrale di Unieuro, definita dal sindaco della città la più “importante azienda di Forlì e la più grande dell’intera Regione”. La nuova sede sembrava predestinata in virtù del lignaggio e della perfetta sintonia tra architettura storica, di grande prestigio, e approccio moderno, che ha permesso di arredare i locali con i più attuali concetti di comfort e informatizzazione, preservando e sublimando i pavimenti, i soffitti e i locali storici. In più si trova nel cuore di Forlì.

L’abbiamo visitata in occasione dell’inaugurazione, che si è tenuta l’8 maggio 2021 alla presenza dell’alta dirigenza di Unieuro, insieme con le figure più eminenti della città di Forlì e ai rappresentati degli stakeholder e shareholder della società quotata in Borsa. Palazzo Hercolani è la sintesi di due concetti fondamentali per l’insegna: l’approccio al lavoro valorizzando la piattaforma Futura, la volontà di offrire spazi funzionali, confortevoli e a misura d’uomo, che rispettassero e valorizzassero le persone che vi operano, e una impostazione filosofica definita Contemporay Connection.

Più di un trasloco, un cambio di mentalità

Di Futura vi abbiamo già parlato in questo articolo ed è la piattaforma di home working varata da Unieuro durante la pandemia da Covid-19 e che ora è diventata parte fondante del flusso di lavoro. Ogni sala, da quelle istituzionali e di rappresentanza fino a quelle destinate ai meeting o alle stanze con superfici più ridotte, sono equipaggiate con sistemi di video-conferenza avanzati, sono connesse e permettono di dare continuità al concetto di home working “smart” impostato dal retailer. Ciascuna stanza è prenotabile da un’app e ogni dipendente, a seconda della mansione e delle preferenze personali, è stato dotato di smartphone e computer adeguati. Di più, Unieuro ha sensibilizzato i lavoratori al fine di adottare soluzioni sostenibili per gestire la presenza in ufficio sostenendo finanziariamente tanto l’acquisto di veicoli per la micro mobility (biciclette e monopattini), quanto il rinnovamento degli spazi di lavoro in casa per raggiungere un più elevato di comfort. Il sillogismo di base dell’impostazione di lavoro di Unieuro è semplice quanto sofisticato: garantendo il comfort delle persone, si ottiene un maggiore coinvolgimento e si incrementa la “voglia” di essere partecipi, produttivi e fattivi nella vita aziendale.

Così il cloud è la portante che unisce l’home working con la presenza in ufficio, richiesta sulla base delle necessità di collaborazione e confronto tipiche dei team e lasciata al libero arbitrio delle persone, che possono scegliere dove sviluppare i progetti che sono stati loro affidati. Si lavora per obiettivi e per traguardi, che siano temporali o di altra natura, e questo lascia anche un certo grado di libertà sull’equilibrio che ciascun dipendente vuole impostare per scandire la propria quotidianità.

Futura è un progetto che trova piena rappresentazione sia nella parte infrastrutturale che collega il lavoro da casa a quello in ufficio, sia nell’impostazione fisica degli spazi. Le postazioni di lavoro e le aree comuni sono pensati in termini di agilità e sostenibilità. Ergonomia e comfort sono state le parole d’ordine, insieme con “relazione”. Non essendoci impostazioni predeterminate sull’utilizzo delle aree (sono praticamente tutte comuni), è possibile organizzare meeting e ospitare partner esterni che possono sfruttare le sale messe a disposizione.

Tutto ciò non equivale a dire che palazzo Hercolani sia impossibilitato a ospitare tutti gli oltre 250 dipendenti della sede centrale, grazie alle oltre 180 scrivanie e alle 16 sale meeting (che contengono almeno sei persone). Anzi, semplificando potremmo dire che c’è posto a sufficienza per tutti sugli oltre 3.300 mq disponibili complessivamente nei tre piani della struttura con pianta quadrata che si sviluppa attorno all’ampio cortile interno, una sorta di semi-chiostro. Solo che Unieuro ha preferito lasciare massima libertà ai dipendenti, in ottica di moderna impostazione del lavoro non basata sulla presenza fisica ma sul più flessibile e ingaggiante “project management”.

In ogni caso, passeggiando nelle meravigliose sale di palazzo Hercolani si respira la dedizione al territorio, la fedeltà a un’impostazione imprenditoriale che “culla” le persone ma con la volontà di essere determinati, precisi e coerenti sugli obiettivi posti da livello societario. Così Futura si ispira alla canzone di Lucio Dalla, ma nelle sale al terzo piano si trovano anche spazi dedicati al Piccolo Principe. In entrambi i casi è il riferimento al cuore, simbolo riconoscitivo di Unieuro, a unire il cantautore allo scrittore. La dedica è scritta sui muri: ogni sala propone frasi tratte dalla canzone o dal libro.

Ma le sale più rappresentative sono quelle in cui le opere d’arte rappresentate dai soffitti e dai quadri si sommano a un’impostazione iper-moderna. Il concetto di Contemporary Connection è così perfezionato: si tratta di un contrasto tra uno spazio così ricco di storicità e un approccio fondato sul design minimale di tavoli, poltrone, display, vetri e acciaio che è neutro tale da enfatizzare gli affreschi.

Coniugare tradizione e innovazione, tecnologia e umanità

Visitando la nuova sede si scorgono ampie lavagne elettroniche per la collaborazione dotate di webcam interattiva e altoparlanti per le videocall. I display di digital signage posti in vari locali hanno ciascuno un palinsesto personalizzato di contenuti intonati alla posizione in cui si trova. Massima attenzione è stata dedicata all’illuminazione di ciascuno spazio, per adattarsi alle specificità artistiche e architettoniche e per garantire la migliore comodità di lavoro. Perfino le tonalità delle superfici (tavoli, poltrone, divani, ripiani e così via) è stata attentamente studiata per creare una linea di omologazione tra gli ambienti. Una linea che oscilla dalle tonalità nero/bianco coerenti su tutti i piani agli inserti arancioni (il colore di Unieuro) e blu, che si innestano all’approssimarsi al piano più alto dove “esplodono” in disegni e decorazioni nelle sale comuni e nell’ospitale cucina attrezzata. In questo spazio ci si arriva con una imponente e regale scala in stile barocco che compie un tragitto snodato su 180 gradi e sfocia nelle sale più illuminate e dominanti sui tetti della città, laddove l’arancione è più evidente e spiccante. Come se l’orgoglio palpitante dei manager di Unieuro si fosse coagulato nello spazio per premiare la vista degli astanti e coinvolgerli.

All’interno della nuova sede di palazzo Hercolani sono ospitate tutte le funzioni centrale dell’insegna: dall’area commerciale alla direzione omnicanale, dalla gestione della rete negozi all’IT e alle risorse umane, dall’amministrazione alla finanza e alla comunicazione. L’eccezione è rappresentata dalla logistica, stabilmente innestata nello storico hub alle porte di Forlì e nelle nuove infrastrutture di Piacenza. A cui, si vocifera nei corridoi, presto si aggiungerà un nuovo impianto dedicato al centro-sud.

Unieuro: parla Giancarlo Nicosanti e Bruna Olivieri

L’inaugurazione di palazzo Hercolani è avvenuta, nel rispetto delle norme anti Covid, alla presenza del Sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, del Vice Sindaco Daniele Mezzacapo, di numerosi esponenti della Giunta, nonché del Presidente della Provincia Gabriele Fratto e degli Onorevoli Jacopo Morrone e Marco Di Maio, accolti a Palazzo dal Presidente di Unieuro Stefano Meloni, dall’Amministratore delegato Giancarlo Nicosanti Monterastelli e dal top management aziendale. Abbiamo colto l’occasione per raccogliere le parole di Nicosanti e di Bruna Olivieri, Direttore generale di Unieuro.

L’Amministratore delegato, chiaramente mosso da una palpitante emozione, ha spiegato durante la cerimonia: “Ci troviamo qui dopo che a inizio marzo 2020, in una videcall con tutti i nostri oltre 5mila dipendenti, abbiamo preso la dolorsa decisione di chiudere i nostri punti vendita: non è stato semplice e non è stato facile. Sapevamo di chiudere ma non sapevamo quando avremmo riaperto. C’era una sola certezza: avremmo sicuramente riaperto, non abbiamo mai avuto dubbi. Erano momenti difficili per noi e per tutta l’Italia e il mondo interno. Ma è stata una scelta per salvaguardare i dipendenti, lasciando a casa tutte le persone dei punti vendita e della sede. I dipendenti della sede centrale hanno lavorato da casa per più di un anno e nel 2021, con tutte le difficoltà del caso, non vogliamo sprecare l’occasione di portare novità nel nostro modo di vivere e lavorare”.

Continua il ceo: “Così nei primi mesi di quest’anno abbiamo traslocato, anzi di più: la nuova sede rappresenta un cambio totale di mentalità e nel modo di lavorare. In questo anno di home working abbiamo appreso cose nuove nel mondo del lavoro. Oggi tornare in ufficio significa trovare un nuovo punto di equilibrio che permetta di tenere le persone in sicurezza in epoca di pandemia sia che lavorino da casa, sia nei momenti di condivisione in ufficio. Il luogo di lavoro diventa il posto in cui ci si vede per discutere progetti, scambiarsi e sviluppare idee, affrontare le scadenze e per soddisfare le esigenze aziendali che richiedono momenti di socialità. Perché riteniamo che sia importante mantenere vivo lo spirito aziendale anche in contesti difficili come quello attuale. Abbiamo pensato questa sede come luogo per stare bene dopo che si è stati bene anche lavorando da casa. In virtù di questo abbiamo siglato nuovi accordi con i rappresentati sindacali per rinnovare il modo di vivere l’ufficio. Dunque è prevista la presenza fisica in sede per almeno 45 giorni all’anno: nel resto del tempo i dipendenti possono decidere di adottare l’home working o venire a palazzo Hercolani. Riteniamo sia un passo importante nel doveroso cambio di rapporti tra azienda e persone. È vero che siamo in un momento Covid e questo semplifica questo tipo di approcci, ma siamo nel pieno della campagna vaccinale e anche questo ci conforta che nel prossimo futuro si tornerà a una normalità. Ma anche raggiunta quest’ultima, le persone continueranno ad avere ciascuna le proprie esigenze e quindi riteniamo sia una conquista per tutti cogliere l’occasione di restituire la libertà di scegliere ai dipendenti come e dove lavorare. Con tutto il rispetto al diritto alla disconnessione e agli altri diritti doverosi dei dipendenti”.

La voce si rompe, l’emozione è tanta per Nicosanti che si trova nella città natia, nella nuova sede dell’azienda in cui ha iniziato a lavorare appena diplomato e ora la guida e ne possiede le quote, e che ha portato a raggiungere un fatturato di oltre 2,9 miliardi di euro garantendo il posto di lavoro per oltre 5mila persone. Impossibile rimanere impassibili di fronte alla sua schietta commozione quando dice che il merito “è delle splendide persone con cui lavoro. Insieme a loro abbiamo fatto questo: io sto parlando ma il merito va condiviso, tra gli altri, con Bruna Olivieri, Luigi Fusco (Coo), Gabriele Gennai (direttore commerciale), Andrea Scozzoli (chief corporate development), Marco Pacini (neo Cfo), Marco Titi (direttore marketing) e Andrea Moretti (investor relations e corporate communications director). Cito inoltre Pamela Dessì (marketing operation manager) perché senza di lei tutto ciò non sarebbe possibile”.

“Siamo come una macchina di Formula 1 e vogliamo stare davanti, con gli altri che ci inseguono ma con la libertà di fare le traiettorie e le strategie che preferiamo”, continua così Nicosanti quando spiega che l’obiettivo ultimo è continuare a “rimanere i migliori non solo perché generiamo più fatturato dei competitor ma soprattutto perché siamo capaci di massimizzare gli utili, che ci aiutano a fare stare bene i nostri dipendenti. Ne sia la testimonianza il fatto che abbiamo deciso di assicurare un bonus straordinario a tutti i 5.500 dipendenti come manifestazione di apprezzamento e di premio verso tutti coloro che da oltre un anno lavorano nei negozi e che sono il nucleo fondamentale dell’insegna”.

Più tardi nella sessione di domande e risposte dedicata ai giornalisti, Nicosanti ha confermato che l’investimento in palazzo Hercolani “è stato importante ma abbiamo trovato un punto d’incontro nella proprietà dell’immobile, che è Unipol, che ha permesso di ottimizzare le condizioni di affitto in virtù delle opere che abbiamo intrapreso nell’immobile”. Che, per dovere di cronaca, il cui affitto è regolamentato da uno contratto standard di 6+6 anni. Marco Titi, direttore marketing, spiega un retroscena importante che riguarda i lavori all’interno della nuova sede: “Abbiamo coinvolto partner del territorio, per valorizzare le eccellenze regionali e per preservare il nostro approccio di restituzione alla città e alla Regione che pervade tutte le nostre attività”.

Altri retroscena arrivano dalla voce di Nicosanti: “Abbiamo iniziato a lavorare al progetto a marzo 2020, poi nel corso del tempo ci siamo costantemente impegnati a migliorarlo per abbracciare sempre nuove idee che portassero concreti benefici alle persone che opereranno in sede. La priorità è sempre stata quella di realizzare ambienti che facessero stare bene le persone negli spazi. Il vero valore dell’azienda sono i dipendenti, che fanno la differenza e ci siamo sentiti in dovere di offrire loro il meglio che ci è stato possibile. Questo è anche un grande atto di fiducia nei nostri dipendenti, che è il cardine di ogni rapporto personale e lavorativo. L’abbiamo voluto testimoniare anche in questo modo, attraverso le aree di palazzo Hercolani”.

Unieuro: “Il nostro futuro, ora”

Prende la parola Bruna Olivieri, direttore generale di Unieuro: “Questo progetto è a lungo termine e ampio respiro, perché si fonda sull’home working e su fondamenti che consentono di attrarre nuovi talenti a cui l’azienda guarda sempre con interesse per rinnovarsi. L’impostazione che abbiamo dato agli uffici non un aspetto implicito del luogo di lavoro. Rappresenta un elemento di novità che coglie l’attenzione di una nuova generazione di professionisti, per esempio nel campo dell’analisi avanzata dei big data, che sono difficili da trovare e conqusitare in questa zona. Stiamo di fatto parlando a persone che nascono con la modalità di lavoro che abbiamo adottato e con la quale cerchiamo un’intonazione necessaria per ampliare le competenze aziendali. A ciò si aggiunge la volontà di passare i nostri messaggi valoriali alla popolazione e ai dipendenti, tanto di brand quanto di azienda”.

Gettando lo sguardo all’orizzonte, Olivieri descrive un mercato di “progressivo riequilibrio di mercato, intesa come domanda e come share dei canali. L’anno della pandemia ha permesso a Unieuro di ottenere risultati maggiori ma in modo più sano rispetto ad altri, perché abbiamo colto per primi l’opportunità dell’online non solo in termini di canale ma anche di digital transformation dell’interno settore. E perché da sempre Unieuro crede in un trend molto italiano ma che sta progressivamente diventando dominante, ossia della prossimità al cliente finale. Siamo l’unica catena capillare e non solo centrata in grandi superfici. Questa è la chiave di lettura dei risultati che stiamo ottenendo. La rete indiretta è l’esemplificazione di quello che sto dicendo, anche in virtù della crescita di oltre il 17% che sta ottenendo. Unieuro è dunque basata sulla sinergia tra prossimità e online”.

Nel resconto sui risultati dell’anno fiscale 2020/21 si legge che l’insegna ha previsto investimenti in ottica e-commerce e ominicanale per il periodo 2021/22. Chiediamo a Bruna Olivieri in che direzione e con quali obiettivi sarà rivolto questo impegno. Il direttore generale spiega che proprio la pandemia ha “accelerato la penetrazione dell’online, tuttavia l’Italia è almeno 9 anni indietro rispetto ai Paesi europei dove l’e-commerce è più avanzato e almeno 15 rispetto agli Stati Uniti. Il nostro progetto su base triennale prevede la totale digitalizzazione del nostri sistema che è un processo più gravoso ma importante rispetto a un’azienda che nasce già con un’impronta digital. Vuol dire trasformarsi davvero e mantenere saldo il punto di forza dato dall’integrazione di ogni aspetto dell’azienda e dei canali. Nei prossimi tre anni investiremo in modo significativo per completare la digitalizzazione di Unieuro e dei processi sottostanti. Il primo anno sarà quasi totalmente dedicato, non a caso, alla supply chain intelligente. Quindi cominciamo a fare in modo che questo funnel sempre più integrato inizi a parlarsi. Da una parte con una domanda sempre più indirizzata verso l’instant shopping, dall’altra con la nostra risposta che si declina nella capacità di portare il prodotto richiesto nel punto giusto. Ai consumatori non basta più solo avere il prodotto ma è importante poterlo raggiungere nell’ultimo miglio con la distanza più corta possibile. Raggiungere livelli di massimo servizio al cliente diventa fondamentale per Unieuro. Un altro intervento che andremo a implementare, perseguendo gli obiettivi di data transformation dell’azienda, è posizionare le etichette elettroniche nei negozi. Questo perché la pandemia ha accelerato la penetrazione dell’e-commerce e ciò ha iniziato a fare convergere i prezzi online e offline. Quando si verifica questa convergenza, il prezzo finale tende a stabilizzarsi su un livello intermedio tra i due posizionamenti. Una dinamica che impone di controllare la regia del cambio di prezzo, quindi entro la fine dell’anno metà della nostra rete di negozi sarà provvista di etichetta smart dotate di Nfc e, stiamo valutando, anche di telecamera integrata”.

La nostra domanda a Bruna Olivieri: queste novità equivalgono a dire che si attuerà una normalizzazione dei dati che si raccoglieranno sia dai negozi diretti sia da quelli indiretti? La risposta è eloquente: “Questa è la base della nostra digital transformation”.

L’ultima domanda è rivolta a Nicosanti, in merito al ruolo che Iliad avrà nelle gestione societaria ora che ha acquisto il 12% del capitale sociale di Unieuro. La riposta: “Nell’incontro che abbiamo avuto proprio a palazzo Hercolani con Xavier Niel, fondatore di Iliad, abbiamo avuto la conferma che l’investimento attuato nel capitale sociale è anche frutto della virtuosa collaborazione già instaurata sul canale tra le due società. Hanno dunque individuato in noi un’azienda su cui investire a lungo termine in quanto ritengo che sia stato percepito il fatto che siamo l’unico attore nel mercato italiano del retail della consumer electronics che può continuare a crescere e svilupparsi. Ci lega anche una comunanza di valori e interessi. Abbiamo avuto conferme che il mestiere di Niel è diverso dal nostro e non ha alcuna volontà di fare il nostro lavoro. Ma, anzi, l’intento di Iliad consiste nell’accompagnare Unieuro come primo azionista nella società e vediamo in questo il segno di riconoscimento di quanto abbiamo fatto finora e delle basi che stiamo gettando per il futuro. Lo ritengo un grande onore. Concludo dicendo che, come annunciato Iliad nel suo comunicato al mercato in occasione del superamento della soglia prevista dalla legge per l’acquisizione di quote societarie di aziende quotate, è valida l’intenzione di Niel di chiedere alla prossima assemblea l’integrazione della posizione nel Consiglio di Amministrazione“.