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“La casa come centro di quasi tutte le attività ha trainato la crescita del volume d’affari”, dice Giancarlo Nicosanti Monterastelli, amministratore di Unieuro, a pagina 10 dell’inserto L’Economia del Corriere della Sera del 2 ottobre 2020. E allora di incremento di giro d’affari si parla: “+1,8% solo per quel semestre”, il ceo si riferisce al primo periodo di quest’anno nel quale si è concentrato il lockdown, la didattica a distanza e l’home working.

Sempre Nicosanti Monterastelli spiega che in particolare nel trimestre giugno/agosto sono state registrare performance a doppia cifra sul canale retail (“il più importante in termini di ricavi e marginalità”). Questo ha permesso di recuperare oltre un terzo dei mancati ricavi di canale del primo trimestre.

Guardando oltre, si apprende che “la chiusura anno dipenderà molto dal Natale e dalle condizioni di vendita che avremo” tuttavia “siamo molto fiduciosi di chiudere l’anno in positivo” perché “non ci faremo certo trovare impreparati in questa seconda ondata di restrizioni”, spiega l’amministratore delegato.

L’espansione dell’e-commerce

La positività di Nicosanti Monterastelli deriva dall’analisi dei trend che si sono finora sviluppati. A iniziare dall’e-commerce che “in un contesto del tutto inedito ed eccezionale” ha generato un “boom (+142,8%)” e “ha sopperito al drastico impatto del lockdown sui negozi fisici”.

Unieuro sta pianificando da anni un’evoluzione più in senso digitale, ancor prima dell’arrivo del Covid-19. Negli scorsi anni, frutto del lavoro di Bruna Olivieri, Direttore della Business Unit Digital, sono stati investiti “parecchi milioni di euro per potenziare la cosiddetta ominicanalità”. Altri ne sono stati destinati durante il lockdown “puntando sul digitale il budget che avevamo destinato al marketing tradizionale”. Il risultato è emblematico: l’online ora vale il 24% del fatturato di Unieuro. I ricavi sono stati di 1.079 milioni di euro nei primi sei mesi dell’esercizio 2020/21.

Il ruolo del punto vendita secondo Unieuro

Il negozio fisico rimane il centro della strategia e dell’esperienza d’acquisto di Unieuro. Nicosanti spiega che il “contatto fisico” è parte della decisione dei consumatori, “ma anche l’esperienza fisica può essere supportata dal digitale”. Il modo è presto spiegato dall’amministratore delegato: “servizi di consulenza online di promoter che spiegano le caratteristiche dei prodotti, prenotazione via web, ritiro della merce senza passare dalle casse”. Insomma, una serie di servizi che permettano di scegliere alle persone quando andare in negozio se “strettamente necessario e in piena sicurezza“.

Quanto detto finora ha creato i presupposti per le modifiche dei pesi economici dei vari settori. Il 52,1% dei ricavi totali è generato dalla categoria Grey, quella che comprende telefonia, tablet, informatica, acessori e wearable. In numeri ha ottenuto un fatturato di 223,6 milioni di euro.

Nicosanti non si esime dal parlare dell’ultima parte dell’anno, costellata dai black friday e dal Natale: “Nella nostra catena i punti di vendita presenti nei centri commerciali rappresentano circa il 50% del totale”, dunque le restrizioni che ci saranno avranno senso solo se “dovesse servire a mettere in sicurezza il Black Friday e il Natale, due appuntamenti davvero cruciali per noi”.

Tuttavia nel prossimo futuro “serviranno sempre meno le grandi metrature: siamo ormai convinti che stare sotto i 1.500 metri quadrati sia più che sufficiente”. E questo detta la direzione strategica in-store ed e-commerce di Unieuro per il 2021.