Tre libri che non ti aspetti: Olimpiadi, calcio, ciclismo - tra sport e leggende
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Nell’anno dei grandi eventi sportivi (Europei di Calcio e Olimpiadi) il Coronavirus ha fatto saltare il banco. Ha fermato anche lo sport. Quasi tutto, ma non tutto visto che i “cervelloni”, purtroppo, non mancano specialmente nel mondo del pallone. Si giocano ancora le Coppe Europee (anche stasera), mentre per i campionati la quarantena è più che un rischio. Lo sport, uno degli spettacoli più coinvolgenti, al di là delle discipline, dunque deve arrendersi. E allora ecco tre libri come spunti di lettura per conoscere qualcosa di più chi ha scritto pagine uniche con le sue imprese sportive.

Olimpiadi – Cinque cerchi e una stella

Firmato da Andrea Schiavon e pubblicato da AddEditore, Cinque cerchi e una stella racconta la storia di un incredibile protagonista: Shaul Ladany, marciatore, l’unico sportivo israeliano che era sopravvissuto, bambino, al campo di concentramento di Bergen-Belsen, lo stesso in cui morì Anna Frank. Shaul Ladany, il 5 settembre 1972, alle ore 4:30 del mattino si trova con i suoi compagni nel villaggio olimpico di Monaco di Baviera. Un commando di terroristi palestinesi di “Settembre Nero” fa irruzione negli alloggi della squadra israeliana. Comincia così la pagina più tragica della storia delle Olimpiadi che si concluderà solo 20 ore dopo con le cifre di una strage: 17 morti tra cui 11 israeliani, 5 palestinesi e un poliziotto tedesco. Per la seconda volta Shaul Ladany riesce a sopravvivere. E così anche alla storia. Quella che Andrea Schiavon racconta, attraverso la vita di un uomo straordinario che ha vissuto il Novecento da autentico protagonista attraverso i fatti più duri e cruenti. Tanto da arrivare a pagarsi il biglietto dell’aereo per rientrare dagli Stati Uniti in Isreale per combattere nel 1973 la Guerra dello Yom Kippur.

Ciclismo – La fiamma rossa del Tour de France

La fiamma rossa è la bandierina che al Tour de France segnala l’inizio dell’ultimo chilometro, il momento decisivo di ogni tappa. Le grandi corse ciclistiche sono sempre state raccontate da giornalisti considerati dei veri e propri “suiveur”. Tra questi un posto d’onore lo merita sicuramente l’autore de La fiamma rossa (Minumumfax Editore): Gianni Mura. Giornalista e inviato (dagli esordi in Gazzetta dello Sport e poi tutta una carriera a La Repubblica) ha picchiato per anni sui tasti delle tastiere di macchine per scrivere e computer descrivendo il Tour de France e tutto quanto sta intorno. Tra epica, poesia, cronaca, leggende di ciclisti, ma anche paesaggi, canzoni d’autore e tour enogastronomici, Gianni Mura dipinge un affresco unico della Grande Boucle. I volti, le attitudini, le storie di tanti protagonisti dello sport da Anquetil a Indurain, da Chiappucci a Pantani, (ma senza dimenticare gli sfortunati come il povero Casartelli) rivivono nelle parole di Gianni Mura. Tanto che la fiamma rossa, quella dell’ultimo chilometro o se preferite della fine del libro, non vorresti mai vederla.

Calcio – l’autobiografia di Johan Cruyff: La mia rivoluzione 

Johan Cruyff non è stato mai solo un calciatore. Ha rappresentato un autentico spartiacque nel mondo del calcio. A lui, lo storico radiocronista Sandro Ciotti, a dedicato un film intitolato “Il profeta del gol”. Johan Cruyff, maglia numero 14, è un modo differente di pensare e concepire il gioco del calcio. Elegante, spietato, visionario, non solo uno che dava del tu al pallone perché aveva visione di gioco. Calciatore, allenatore, dirigente, con due squadre di club che sono state la sua casa: l’Ajax e il Barcellona. Un tipo scontroso caratterialmente, anche, ma qualcosa di più di un talento. Un genio, delizioso, capace di fare le cose meno normali. Un esempio? La celebre “Cruyff Turn”, la finta con la quale il giocatore si sporge leggermente in avanti accennando un movimento verso una direzione, colpisce il pallone facendolo passare dietro il piede d’appoggio per poi girarsi immediatamente e scattare verso la palla in direzione opposta alla precedente.

In questa autobiografia uscita postuma (è morto all’età di 68 anni, il 24 marzo 2016) Johan Cruyff confeziona una gradevole lezione di tattica, spiega come giocavano il suo l’Ajax e la mitica Olanda, quella nazionale Orange considerata per anni come il Brasile d’Europa.  Passaggi, movimenti, armonia di squadra, inserimenti negli spazi del singolo giocatore: una ricetta facile quanto incredibile da attuare, ma bellissima da leggere, quasi ascoltandola dalla sua viva voce.