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Tim ha perso il suo quarto amministratore delegato in sei anni dopo che Luigi Gubitosi ha gettato la spugna, a seguito di uno scontro con il top investor Vivendi, al termine di un settimana contraddistinta dalla proposta di acquisizione da 12 miliardi di dollari da parte del fondo statunitense KKR.

Il gestore di telefonia mobile ha affidato a una nota ufficiale la conferma che il capo di TIM Brasile, Pietro Labriola, è stato nominato direttore generale in modo da garantire che il gruppo continui a funzionare senza intoppi. Il presidente Salvatore Rossi, ex funzionario della banca centrale, ha assunto i restanti poteri di Gubitosi, compresa la supervisione “degli asset e delle attività di TIM di rilevanza strategica per il sistema di difesa e di sicurezza nazionale”.

Giovedì l’amministratore delegato si era offerto di rinunciare alle sue responsabilità, dicendo in una lettera che non voleva ostacolare il consiglio di amministrazione pronto a prendere in considerazione l’approccio di KKR.

TIM ha detto di aver costituito un’apposita commissione presieduta da Rossi per studiare l’offerta con l’aiuto dei consiglieri che si appresta a nominare.

Il comitato per le nomine di TIM lavorerà con i cacciatori di teste Spencer Stuart per garantire una leadership stabile per il gruppo nel medio termine, tenendo conto dell’evoluzione della struttura e degli asset di TIM. Spiega ufficialmete il gestore telefonico:

“Il nuovo assetto di vertice della società garantisce da subito, nell’interesse di tutti gli stakeholder, la piena operatività del Gruppo. Assicura, inoltre, in una fase così articolata una guida coesa, salda e determinata nella piena valorizzazione delle capacità operative della società e del posizionamento sul mercato, nel rispetto del ruolo di tutti gli azionisti e degli altri stakeholder coinvolti. La soluzione di governance individuata costituisce un passo essenziale del processo di CEO Succession Planning, sul quale continua l’impegno del Consiglio nel suo insieme e, in particolare, del Comitato per le Nomine e la Remunerazione, assistito dall’advisor Spencer Stuart. Impegno teso a definire una leadership esecutiva di medio termine della società stabile e duratura, che tenga conto dell’evoluzione dell’assetto societario complessivo di TIM e del relativo perimetro di attività”.

Fonti avevano affermato che il consiglio avrebbe anche discusso della questione relativa ai mancati guadagni derivanti dall’accordo con Dazn sui diritti del Campionato di calcio italiano, che non ha portato le entrate sperate e sta impattando sull’outlook sui profitti. I deludenti risultati di TIM hanno rafforzato la mano di Vivendi nell’espellere Gubitosi che era stato portato dall’investitore rivale di TIM Elliott nel 2018.

Gubitosi è rimasto come amministratore, impedendo a Labriola di entrare a far parte del consiglio di amministrazione e di essere nominato amministratore delegato venerdì, un ruolo che fonti hanno affermato che potrebbe assumere in una fase successiva.

TIM è in stallo con KKR

Gubitosi, nella sua lettera al consiglio, ha criticato gli amministratori per aver temporeggiato sull’offerta di KKR di compiacere alcuni azionisti.

La dichiarazione rilasciata da TIM al termine di una riunione consiliare di sei ore non ha fatto menzione di concedere a KKR l’accesso ai dati di TIM per la due diligence. Questa è la posizione ufficiale del gestore telefonico:

“Il Consiglio di Amministrazione, infine, in relazione alla manifestazione di interesse indicativa e non vincolante inviata da Kohlberg Kravis Roberts & Co. L.P. (“KKR”), in data 19 novembre u.s. (la “Manifestazione d’Interesse”), riservandosi di valutare ogni opzione strategica nell’interesse della società e degli stakeholder ha istituito, su proposta del Comitato per il Controllo e Rischi un Comitato ad hoc costituito dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e da quattro Amministratori Indipendenti: il Lead Independent Director e gli Amministratori Paolo Boccardelli, Marella Moretti e Ilaria Romagnoli.

Il comitato avvierà tempestivamente e svolgerà, con il supporto degli advisor che all’uopo provvederà ad incaricare, tutte le attività istruttorie propedeutiche all’analisi del contenuto della Manifestazione non vincolante. Le attività e istruttorie del comitato saranno condotte secondo le migliori prassi al fine di consentire al Consiglio di valutare compiutamente la portata, il contenuto, le condizioni e le conseguenze della Manifestazione non vincolante, nonché maturare e assumere, in maniera adeguatamente informata, le determinazioni in relazione alla stessa per quanto di propria competenza”.

Gubitosi aveva respinto le speculazioni secondo cui era vicino a KKR, che ha portato a bordo per la prima volta lo scorso anno, concludendo un accordo da 1,8 miliardi di euro che ha consegnato al fondo una partecipazione del 37,5% nella cosiddetta rete dell’ultimo miglio di TIM che raggiunge le case delle persone.

Il consiglio di amministrazione di TIM ha esaminato per la prima volta domenica la proposta non vincolante di KKR di renderla privata in un accordo da 33 miliardi di euro, debito compreso.

L’offerta ha seguito un declassamento del debito di TIM che l’ha spinta ulteriormente nel territorio dei titoli meno affidabili nei giorni scorsi. Secondo alcune fonti interpellate da Reuters, sarebbe stata accelerata la decisione di KKR perché TIM era a rischio di violare le alleanze in essere con le banche.

I revisori dei conti hanno sollevato nuove preoccupazioni sull’accordo da 1 miliardo di euro che Gubitosi ha raggiunto con Dazn per trasmettere in streaming le partite di calcio della Serie A. Una delle fonti di Reuters ha affermato che non è da escludere un ulteriore declassamento dell’outlook finanziario di TIM, in quello che sarebbe un nuovo colpo per i detentori del suo debito, già pari a circa quattro volte il core profit di TIM.

Una crisi nel bel mezzo della diffusione della banda larga

Il confronto tra Gubitosi e Vivendi è la più recente crisi del consiglio di amministrazione di TIM, che ha avuto tre amministratori delegati dal 2015. Da quando il gruppo mediatico francese ha iniziato a costruire la sua quota del 24%.

L’offerta di acquisto per l’intera TIM arriva mentre l’Italia si prepara a spendere 6,7 miliardi di euro del Recovery Fund dell’Unione Europea per accelerare il rollout della banda ultralarga in tutta la nazione.

La rete fissa di TIM, che il governo desidera vedere potenziata in particolare nell’offerta della fibra ottica, è la principale infrastruttura di telecomunicazioni italiana. Dalle stanze parlamentari emerge che la risposta di TIM a KKR dipenderà dai piani per l’espansione della rete a banda larga, fissa e mobile.

Il Governo di Roma ha poteri speciali per bloccare eventuali mosse speculative o escalation a scapito di asset, come nel caso di società strategiche come TIM. Ma l’esecutivo del Primo Ministro Mario Draghi ha salutato l’interesse di KKR come una buona notizia per l’Italia.

Fonti di Reuters hanno affermato che KKR, che ha consultato il governo Draghi prima di presentare la sua offerta, prevede di sganciare la rete dalla querelle e offrire all’investitore statale CDP – attualmente il secondo maggiore azionista di TIM – un ruolo di primo piano nella sua supervisione.