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Serafirm

La partita a scacchi tra gli Stati Uniti e TikTok non è ancora conclusa e anzi trova nuove pedine sulla sua scacchiera: questa volta è il turno di tre creator – tre influencer, potremmo definirli così – che con TikTok guadagnano effettivamente denaro e anzi che forse del social fanno la loro primaria fonte di sostentamento.

Un giudice della Pennsylvania ha rigettato infatti la richiesta di 3 content creator noti al pubblico di TikTok che avevano chiesto che venisse bloccato temporaneamente il ban previsto per domenica notte, che dovrebbe proibire nuovi download dell’app dagli store di Apple e Google negli Stati Uniti.

Nello specifico, la richiesta è stata presentata da Douglas Marland, Cosette Rinab e Alec Chambers, che con TikTok, stando alle loro dichiarazioni, guadagnano il proprio sostentamento grazie alla sezione “For You” (Per Te). Una sezione che i tre giudicano unica tra tutte le piattaforme social in quanto permetterebbe anche ai piccoli creator di raggiungere un ampio pubblico.

Marland ha 2,7 milioni di follower, Rinab lo segue di poco fermandosi a 2,3 milioni e Chambers ne ha 1,8 milioni. Con il ban in azione, i tre hanno dichiarato che perderebbero l’accesso a decine di migliaia di potenziali spettatori e creatori ogni mese, un effetto amplificato dalla minaccia incombente della chiusura di TikTok.

Anche se il giudice che si è trovato a deliberare sul caso ha dichiarato di comprendere la posizione dei tre, ha tuttavia giudicato che i creator non hanno di fatto dimostrato il danno “immediato e irreparabile” che subirebbero dall’entrata in vigore del ban, anche perché per gli utenti già iscritti questo non comporterebbe nessun cambiamento. In poche parole, i follower attuali rimarranno tali, così come la capacità dei creator di condividere contenuti e raggiungere il proprio pubblico.

All’inizio di settembre un giudice della California ha rigettato una richiesta simile, portata avanti da un impiegato di TikTok, Patrick S. Ryan, anche lui preoccupato dell’effetto che il ban avrebbe avuto sul suo reddito. Ma anche in questo caso la richiesta non ha trovato seguito da parte della Corte.

Intanto lo sguardo si sposta su Washington, dove un giudice dovrà decidere se bloccare il ban voluto da Trump nei confronti di TikTok. Non più tardi di venerdì, il Dipartimento di Giustizia si è opposto a un’ingiunzione che il social stesso ha proposto contro il ban, dichiarando che tale ingiunzione avrebbe violato l’autorità del Presidente di bloccare transazioni economiche con un’entità straniera accusata di porre un problema alla sicurezza nazionale. A questo TikTok ha risposto che l’ordine di Trump violerebbe invfece la libertà di parola del social stesso nonché il diritto a un giusto processo.