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Sembra decisa a non arrestarsi la cavalcata di Donald Trump contro le compagnie tecnologiche cinesi. Dopo i dissidi con Huawei che hanno tenuto banco per mesi e continueranno a far notizia anche nel prossimo futuro, l’amministrazione Trump torna a puntare il dito verso la Cina. Stavolta contro il social a più alto tasso di crescita: TikTok.

Nelle ultime ore Donald Trump ha infatti fatto sapere che sarebbe a un passo dal bannare TikTok dagli Stati Uniti. Seguendo un percorso che ricorda molto quello tracciato per Huawei, il presidente degli Stati Uniti ha fatto sapere le proprie intenzioni dall’AirForce One. L’ordinanza che bannerebbe il colosso social dal suolo americano potrebbe arrivare sotto forma di ordine esecutivo con valenza immediata, ed era in realtà attesa già per la giornata di oggi.

Qualcosa di cui si è iniziato a discutere lo scorso 7 luglio, quando Mike Pompeo, Segretario di Stato, ha acceso i riflettori sulla vicenda. A TikTok si contesta l’origine cinese, un possibile collegamento con il governo cinese e la gestione della privacy degli utenti. In poche parole: Trump teme, o fa temere gli americani, che TikTok rubi le loro informazioni e le passi al governo cinese. Un’altra minaccia alla sicurezza nazionale, dunque.

La risposta di TikTok non si è lasciata attendere. Vanessa Pappas, General Manager dell’azienda negli USA, ha ringraziato i sostenitori statunitensi dell’app con un video. In questo dichiara inoltre che TikTok non ha intenzione di andarsene dagli States, anzi proprio qui prevede di creare 10.000 posti di lavoro nei prossimi tre anni.

In un altro scenario, si è ipotizzato che l’amministrazione Trump avrebbe forzato la proprietà cinese a cedere la sezione USA a Microsoft, ma è stato il presidente stesso a smentire il concretizzarsi di tale suggestione.

Con uno sguardo più politico e meno tecnologico alla faccenda, è bene ricordare che a novembre Donald Trump si gioca la rielezione alla presidenza. Con il Covid che imperversa negli USA, la strategia di creare e alimentare lo spauracchio del nemico cinese che oltre a disseminare pandemie ruba i dati e viola la privacy degli americani non deve cogliere di sorpresa. Anzi, rientra pienamente nella grammatica adottata dal presidente negli ultimi 4 anni.