Quello che si legge sulle pagine di The Verge ha dell’incredibile e dell’incredibilmente disturbante. Siamo stati abituati a vedere Facebook salire agli onori della cronaca prima per i record raggiunti e poi, in epoca più recente, per gli scandali legati alle misure di sicurezza del social di Zuckerberg.

Ma il pentolone scoperchiato da The Verge ha risvolti per molti di noi impensabili, che sembrano usciti direttamente da un episodio di Black Mirror.

Dal 2016, da quando Facebook è stata al centro della scena per non essere riuscita a prevenire vari abusi nel suo utilizzo, il social ha deciso di espandere la propria forza lavoro fino a 30.000 persone. Circa la metà di queste sono content moderator, persone deputate a controllare i contenuti che vengono condivisi sulla piattaforma, e la maggior parte sono appaltatori assunti tramite aziende di servizi. Nel 2017, Facebook ha iniziato ad aprire centri per il controllo dei contenuti a Phoenix, Austin e Tampa, per aumentare l’accuratezza nella moderazione.

Nel 2017 il Wall Street Journal aveva definito la moderazione dei contenuti come “il peggior lavoro nell’ambito tecnologico” con Facebook che impiega migliaia di moderatori che ricercano continuamente contenuti che violano le regole imposte dalla compagnia, o le leggi. Dal 2017, quando Facebook ha capito di non poter controllare i contenuti a rischio solo tramite gli algoritmi di intelligenza artificiale, ha cominciato ad affidarsi alla revisione umana. I moderatori sono continuamente esposti a contenuti raccapriccianti e sono dipendenti di società terze.

Cognizant è una di queste compagnie, secondo una fonte di The Verge sotto contratto con Facebook per 200 milioni di dollari. Ma in cambio di disegnare i confini della libera espressione in una delle più grandi piattaforme internet, le persone guadagnano poco più di 28.800 dollari l’anno. Inclusi, due pause da 15 minuti e una pausa pranzo di mezz’ora ogni giorno. Oltre a un “wellness time” di 9 minuti che possono usare quando si sentono sopraffatti dal lavoro. Dopo essere costantemente esposti a violenza oltremodo cruda, a molti di questi viene diagnosticato disturbo da stress post-traumatico e condizioni relative a questa patologia.

La fase di recruiting

Sono diversi i dipendenti che riportano di informazioni poco chiare nella fase di recruiting di Cognizant. Al momento dell’offerta, Cognizant offrirebbe 15 dollari l’ora per un lavoro full time, per molti un vero e proprio sogno che si realizza. Un’opportunità di lavoro che viene venduta come un aiuto alle aziende che vogliono potenziare il proprio marketing su Facebook.

Per quanto dichiarato da diversi dipendenti, nessuno avrebbe detto loro che il lavoro effettivo sarebbe stato quello di visionare ore e ore di video violenti e contenenti incitamenti all’odio.

Le condizioni igienico sanitarie

Incredibile ma vero, nella sede di Tampa di Cognizant, quella meno performante a livello nazionale, le condizioni igieniche hanno livelli infimi. I dipendenti parlano di un ambiente sporco, sia per quanto riguarda le scrivanie che i bagni, dove cartelli chiedono ai dipendenti di non imbrattare le pareti con materiali di varia e imprecisata natura. Un ambiente in cui le persone fanno fatica a lavorare e a trovare una dimensione di benessere.

Un ambiente simile allo stereotipato liceo americano

Per molte delle persone che lavorano a Cognizant, sembra di essere tornati agli anni del liceo. I manager esortano a vestirsi in modo appropriato, ma intanto si fanno beffa dei dipendenti. La tensione, già a livelli altissimi, è saturata dalle storie clandestine tra colleghi con tanto di litigi urlati di fronte a tutti. Che talvolta sfociano in veri e propri scontri fisici. E non mancano i casi di furto.

I contenuti da moderare

Aspetto predominante e delicatissimo della vita lavorativa di questo persone è quello dei contenuti da moderare. Ore di video di violenza su animali e persone, delle più crude. Si parla di animali uccisi e sventrati, bambini a cui vengono esportati gli organi, scene di violenza indicibile.

Scene che influiscono direttamente sulla psiche dei lavoratori, che spesso è già fragile – ma non indagata in sede di selezione – causando stati di ansia, depressione, incapacità di dormire. Frequenti sono le persone che riportano di svegliarsi di notte in preda a crisi di pianto.

Se il content moderator si ammala

La legge in florida non richiede ai datori di lavoro di offrire i permessi di malattia, quindi i dipendenti di Cognizant devono usare dei permessi personali. L’assenza dal lavoro è una delle principali cause di licenziamento. Così per evitare le cosiddette “occurrence,” termine con cui l’azienda indica le assenze non approvate, le persone che hanno esaurito i permessi si recano a lavoro malate, spesso vomitando nei cestini della spazzatura, incoraggiate in questo comportamento dai manager.

La morte di Keith Utley

In questo scenario che sembra ripreso da un romanzo distopico, è avvenuta anche la morte di un dipendente, Keith Utley che prima di iniziare a lavorare per Facebook ha prestato servizio nella Guardia costiera. Il suo lavoro consisteva nell’eliminare gli elementi più oscuri che gli utenti del social network pubblicano quotidianamente come incitamento all’odio, omicidi e pedo-pornografia.

La notte del 9 marzo 2018 Utley si è accasciato sulla scrivania: nello sconcerto dei colleghi, l’edifico era sprovvisto di defibrillatore. I paramedici sono arrivati ​​13 minuti dopo la prima chiamata quando, secondo la ricostruzione di The Verge, Utley aveva ormai assunto un colorito blu.

I paramedici hanno condotto Utley in un ospedale, mentre nella sede di Tampa alcuni hanno iniziato a pregare mentre altri continuavano tranquillamente a svolgere le proprie attività. Utley è stato dichiarato morto poco dopo in ospedale, stroncato da un infarto.

Il lunedì successivo, quando la notizia iniziò a circolare in tutta l’azienda, alcuni dipendenti hanno iniziato a raccogliere soldi per gli omaggi funebri. L’atteggiamento dei dirigenti è stato invece quello di tentare di impedire che la notizia si diffondesse subito.

La risposta di Facebook

L’obiettivo di Facebook è quello di condurre una verifica dei suoi siti partner e apportare delle modifiche per migliorare le condizioni di lavoro. Sostiene che prenderà inoltre considerazione l’offerta di un incremento di contratti a tempo indeterminato e che fornirà assistenza a quei lavoratori che decideranno di lasciare le unità di moderazione dei contenuti.

Zuckerberg si rende conto che la situazione è complicata e ha chiesto aiuto ai governi con una lettera aperta pubblicata sul Washington Post. Secondo il CEO i legislatori dovrebbero intervenire con nuove leggi in quattro aree: “Contenuti pericolosi, integrità delle elezioni, privacy e portabilità dei dati. Molto spesso i legislatori ci accusano di avere troppo potere sull’informazione, e francamente sono d’accordo”. Facebook ha creato “un organismo indipendente in modo tale che le persone abbiano la possibilità di appellarsi alle nostre decisioni”.