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Abbiamo lungamente pensato a cosa scrivere di Tenet, il nuovo film di Christopher Nolan (scritto in toto dal regista, che ha impiegato oltre 20 anni a mettere a punto trama e sviluppo scenico). Abbiamo lungamente ragionato su come impostare le impressioni su questo film al fine di non svelare gli elementi chiave della trama e, comunque, motivarvi ad andarlo a vedere. Risulta difficile rimanere a filo d’acqua, ci scusiamo fin da subito se involontariamente sveleremo alcune informazioni che potrebbero apparirvi fondanti ma siamo certi vi aiuteranno a “leggere” il film nel suo complesso.

Sì, perché i primi venti minuti di visione ci si sente in balia totale del regista e degli attori. Tenete duro. Alla fine delle 2 ore e 31 minuti di svoglimento sarà come essere finiti in un frullatore che alterna il senso di rotazione. Ovunque leggerete la frase (banale) presa pari pari dal film come se fosse la chiave di lettura: “Non tentare di comprenderlo. Sentilo”.

Spiace dirlo ma, nonostante la scenografica citazione a effetto, non è questa che vi permetterà di iniziare a scardinare il complesso meccanismo mentale attuato da Nolan. Diversamente, tenete presente questo ulteriore passaggio: “Elettroni e positroni sono la medesima particella ma si muovono in senso contrario” (teoria di Feynman-Wheeler). Si tratta di una ipotesi piuttosto diffusa e che cercheremo di semplificare più per comprendere il meccanismo del film che per dovizia scientifica. Intorno al nucleo ruotano protoni (carica positiva) ed elettroni (carica negativa). Ebbene, entrambi protoni ed elettroni avrebbero un “doppio”, ossia la medesima particella solo che si muove in senso opposto nel tempo: nello specifico, i positroni si muovono “all’indietro” rispetto agli elettroni. Da qui, ancora una volta, rammentate bene che la carica positiva è rossa (quindi in teoria si avanza nel tempo), quella negativa è blu (si indietreggia nel tempo). Così come in The Matrix, il codice colore in Tenet è fondamentale (nell’universo di Neo il verde rappresenta la realtà virtuale, il blu quella reale).

Altro elemento fondamentale per comprendere cosa sta accadendo davanti ai vostri occhi è il concetto di entropia. L’entropia è una grandezza fisica che “misura” l’ordine di un sistema, ossia i passaggi di stato di equilibrio e non equilibrio. All’aumentare dell’oscillazione dall’equilibrio al disequilibrio, aumenta l’entropia e, quindi, il disordine. Il disordine genera dispersione, quindi disgregazione del sistema e della materia. Tendenzialmente le leggi della fisica obbligando a profondere energia o a disperdere energia per passare dall’uno all’altro: l’acqua diventa ghiaccio (ordine) raffreddandosi, quindi perdendo energia; l’acqua diventa gas scaldandosi (disordine), acquisendo energia. Sono spiegazioni base, del tutto semplificate e di massima. Tuttavia da tenere in considerazione per capire le scene. Per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Entropia

Questo per dire che Nolan torna su alcuni elementi fondanti della sua filmografia: il flusso temporale; il ruolo cangiante dei personaggi; la ragioni spesso implicite che sottostanno alle azioni. In Tenet è tutto molto esplicito: il protagonista si dichiara tale per tutta la durata del film; il tempo muta e trascende la sua fissità, perché non può essere fermato ma può variare il modo in cui scorre (ricordate, elettroni e protoni); le ragioni emergono progressivamente e non sempre sono condivisibili.

Girato con il nome in codice “Merry Go Round” (in italiano “carosello”), Tenet riassume tutta la cinematografia di Nolan. Tutta: è una continua citazione dei suoi film. Non fermatevi a Memento (banale e fuori luogo), ci sono anche i vari Batman, e poi Inception, passando per Interstellar, Dunkirk, The Prestige e Insomnia. Persino nella scelta degli attori è una citazione continua. Nolan va oltre: il cinema, quello vero, vive di citazioni interne al mondo cinematografico; non di riferimenti esterni. Ebbene il regista prende a piene mani anche dalle sue passioni filmiche, a inizare da 007. A conti fatti John David Washington (figlio del più celebre Denzel) è il primo “007” di colore.

Tenet, Sator e Arepo

Da questo sapiente, pressoché perfetto, amalgama nasce un film di un’originalità estrema. Unico nel suo genere; impareggiabile per la precisione degli incastri. Certo, rimane un film con piani sequenza spezzettati ma non urta la scelta stilistica anzi ne esalta la trama circolare. E per circolare si intenda la perfetta simbiosi di ogni scena. Se volete capire perché si chiama Tenet si approfondisca il significato del Quadrato di Sator nel quale compare la parola palindroma Tenet insieme con Sator e Arepo (due termini che ritroverete nel film con significati ben precisi; soprattutto Sator, l’inizio e la fine del Quadrato).

Già che si siete fate bene attenzione ai tantissimi riferimenti scenografici e allo svolgimento dei passaggi più dinamici e avventurosi. Ricordatevi che gli effetti speciali non sono ricostruzioni al computer ma scene girate dal vero ricorrendo non già a modellini e plastici ma a oggetti veri e agli attori in carne e ossa, pressoché senza stuntman. Sono gli stessi attori a girare le scene “inverse”. Il risultato è stupefacente, se si pensa inoltre che molti degli attori (per esempio Sir Michael Caine) hanno avuto accesso a porzioni del copione. Tant’è che solo al montaggio finale sono stati svelati intrico e trama.

Parlando dei protagonisti, viene da dire che Robert Pattinson ha finalmente sfondato come attore: era ora. Ma anche che Kenneth Branagh si presenta nella sua forma migliore e in un ruolo difficile, antipatico e mutevole. Geniale la sua interpretazione, compresa la capacità di recitare con le frasi al contrario e di muoversi con naturalezza all’indietro nel tempo come se fosse cosa di tutti i giorni. Anche in questo caso il ricorso agli effetti speciali è nullo. Nolan si è concentrato sulle doti attoriali con un risultato che ha dell’incredibile.

403mila euro di incasso alla prima sera

Assistere a Tenet è puro spasso, una continua sorpresa e un regalo costante in un anno che ha prodotto ben pochi film, causa pandemia. La lavorazione stessa del film è stata inficiata da questa situazione imprevista. Bravissimo Nolan a forgiare un capolavoro assoluto, ben superiore alle aspettative e ai risultati raggiunti nei film precedenti. Coraggiosissima Warner Bros. a investire oltre 200 milioni di euro nella produzione e a mantenere pressoché invariate le date di debutto nonostante il Covid-19. Ne risulta il capolavoro del 2020, per stile, per riuscita e per tempismo.

I risultati non sono mancati. Il 26 agosto 2020, giorno del debutto al cinema del film, sono stati incassati complessivamnete oltre 511.185 euro da 77.710 poltrone occupata (gli incassi di mercoledì 19 agosto sono stati di 156.390 euro e gli ingressi 28.011). Tenet ha contribuito per poco meno di 404mila euro (791 le copie distribuite nelle sale), pari all’80% degli incassi complessivi. Per dire che se c’è il contenuto, gli spettatori rispondono e si adeguano al distanziamento senza troppi sforzi.

I soldi del biglietto valgono tutti, anche solo per la gioia di uscire completamente disorientati. E godersi l’appagamento delle ore successive ripercorrendo e risistemando il puzzle nella propria testa. Non cercate un senso, provate a cogliere l’equilibrio fin nei minimi particolari. Perché saranno i dettagli a fare la differenza.

In sintesi: la trama di Tenet

Tenet è ambientato nel mondo dello spionaggio internazionale, dove le nazioni si uniscono, al di là dei loro interessi, per risolvere un enigmatico intrigo. L’unico modo per salvare il mondo sembra essere racchiuso in una misteriosa parola, Tenet. Per fronteggiare la minaccia globale, infatti, due agenti speciali dovranno svolgere le loro azioni in qualcosa al di là del tempo reale e dovranno essere in grado di attuare una manipolazione temporale, nota come inversione. È un’arma a doppio taglio, perché se impiegata su larga scala potrebbe diventare una forma di terrorismo e allo stesso tempo è il mezzo più efficace che il protagonista e il suo partner hanno per salvare l’umanità ed evitare una terza guerra mondiale.