L’anno della svolta per Facebook e i social non accenna a cambiare rotta. Queste piattaforme sono diventate troppo dominanti nella nostra vita e così sfacettate che era inevitabile una resa dei conti. Soprattutto per il sito di Mark Zuckerberg, già preso da fin troppe vicende nei primi mesi del 2018 e ora sotto la lente d’ingrandimento degli istituti di ricerca.

L’ultima, ma solo in ordine di tempo, notizia ben poco rassicurante è firmata da Pew Research Center che ha fotografato il gradimento dei social network da parte dei teenager. E, caro Mark non dovresti dormire sonni tranquilli…

Secondo i dati relativi agli statunitensi più giovani (gli Stati Uniti storicamente anticipano i trend di almeno un paio di anni rispetto all’Europa) Facebook è al quarto posto nelle preferenze. La top 3 è rappresentata da YouTube, Instagram e Snapchat. Solo Twitter, Tublr e Reddit seguono Facebook come diffusione. E in quanto a frequenza d’utilizzo, non cambiano i primi tre: YouTube, Snapchat e Instagram. Facebook è sempre quarto. Gli altri social sono davvero poco utilizzati.

Solo il 51% degli utenti tra 13 e 17 anni ha un account, mentre l’85% ha YouTube, il 72% Instagram e il 69% Snapchat. Questi dati fotografano, ancora una volta, come i millennials abbiano gusti e trend d’utilizzo ben diverse dagli altri utenti. E, soprattutto, rende Facebook, Twitter e così via un ambiente dedicato solo ai consumatori “più vecchi”. Queste piattaforme non sono affatto percepite dai più giovani, nonostante la diffusione degli smartphone tra questi utenti raggiunga la soglia del 95%.

I teenager sono anche piuttosto scettici sull’effettiva utilità dei social network. Solo il 31% ritiene abbia un influsso positivo, per il 24% sono principalmente negativi e il 45% si considera indifferente.

Se si confronta il rapporto 2018 di Pew con quello del 2015, si nota come in questi ultimi tre anni Facebook abbia diminuito il suo gradimento passando dal 71% di diffusione al 51%. Instagram è passato dal 52% al 72%. Altro aspetto che dovrebbe fare pensare la società di Zuckerberg è la profilazione del tipo di iscritto. Facebook è infatti molto diffuso tra i teens con basso potere d’acquisto e ben poco utilizzato (meno di un terzo) da quelli che potremmo definire alto-spendenti. Questo perché coloro i quali hanno un basso potenziale di spesa prediligono mantenere i rapporti interpersonali sfruttando il social network, tutto sommato uno strumento a basso costo. Instagram e Snapchat vivono invece di stimoli fotografici e del racconto delle proprie attività: i teens più agiati trovano qui lo spazio ideale.

Si noti ancora che le principali paure relative all’uso dei social riguardano il bullismo, la mancanza di conoscenza approfondita delle persone contattate, una percezione non realistica delle vite altrui e forme di stress e conseguenze psicologiche derivanti dal confronto con gli altri utenti.

Questo è conseguenza del fatto che i teenager nell’89% dei casi stanno di continuo o più volte al giorno sui social sui social network. Una delle attività proferite sono i giochi online.