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Il digitale supportato dalla tecnologia ha compiuto la sua piccola-grande rivoluzione. Tanto nelle abitudini di consumo, quanto in una parte della filiera. Su tutte la parte legata al commercio. La pandemia ha stravolto il panorama operativo. Dagli acquisti online ai lockdown, l’Italia del biennio 2020-2021 non sembra affatto assimilabile solo all’anno 2019. Uscendo da analisi sociologiche un dato emerge: il processo di digitalizzazione della vita di famiglie e delle aziende ha subito una forte accelerazione. Un cambiamento che ha costretto alcuni comparti – a cominciare da quello del commercio e della ristorazione in primis, non solo per il delivery – a esplorare nuove formule operative. E dunque ad adattarsi al contesto. Dall’altra parte si sono creati spazi operativi per molte aziende che, da start-up B2B hanno potuto allargare il perimetro operativo.

La forza del digitale

Come accennato, uno dei settori che ha vissuto sulla propria pelle l’emergenza sanitaria è indiscutibilmente quello della ristorazione. Da intendersi nella sua eccezione più ampia, includendo ad esempio il mondo delle enoteche che offrono servizi a consumo. Online e delivery sono state le parole d’ordine per lavorare e sopravvivere, oltre che per svolgere una funzione sociale in alcuni territori. ma attuare questo percorso ha richiesto e comunque richiede una dotazione sia di competenze, sia di strumenti che possono agevolare o qualificare i servizi e le attività. Ed ecco che il settore Ho.Re.Ca – nell’affrontare sfide sempre più complesse anche in vista della cosiddetta “nuova normalità” – ha visto il fiorire di proposte dedicate agli operatori. Tutte pensate nel segno della tecnologia applicata per i servizi alla clientela, sfruttando prima di tutto la leva digitale.

Tra menù, buoni pasto, registratore di cassa e forno per le consegne

Gli esempi e i modelli sono svariati. Abbiamo “scelto” un poker di soluzioni – che spaziano dai menù ai buoni pasto, dal registratore di cassa fino al forno mobile per il delivery – firmate da altrettante aziende.  Dishcovery ha messo al centro dell’attenzione il menù, facendo in modo che una volta delineata la carta per il cliente – per altro sempre aggiornabile – attraverso il QR Code che non ha bisogno di app, diventi fruibile facendo leva su semplicità e intuitività. I buoni pasto digitali fanno rima con EatsReady. La cui proposta è completamente digitale e personalizzabile. E fa dei servizi a valore aggiunto e dell’esperienza d’uso innovativa uno degli elementi distintivi. Scloby – società parte del gruppo Zucchetti- ha invece creato un punto cassa e una piattaforma cloud multipiattaforma che sostituisce i vecchi registratori. Un punto cassa touch innovativo con prestazioni avanzate adatto ad ogni tipo di attività commerciale. Hotbox, infine, si è concentrata su un bene “fisico” per il delivery. Si tratta dell’omonimo “forno mobile”, professionale e ventilato per le consegne a domicilio dei ristoratori. Il forno Hotbox è alimentato a batteria – dunque nel segno della sostenibilità – e provvisto di un cervello elettronico in grado di controllare la temperatura sino a 85 gradi per eliminare l’umidità in eccesso. Così da permettere una consegna del cibo che rispetti fragranza e giusta temperatura.