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Sono due le ricerche che descrivono i comportamenti dei consumatori online in questo periodo di lockdown. E sono molto interessanti, per almeno due motivi. Il primo è che riportano le firme di GfK e Comscore, due società specializzate nell’approfondire con metodo e professionalità le dinamiche sociali e di consumo. Il secondo motivo è che il combinato disposto dato dalle due ricerche offre un punto di vista privilegiato su come i consumatori hanno cambiato le loro routine online e le modalità di fruizione dei contenuti. Il lockdown ha impattato notevolmente nelle abitudini di accesso ai siti, di acquisti sull’e-commerce e di utilizzo delle risorse Web. Tanto che sono stati confrontati i comportamenti di gennaio con quelli in piena clausura causa Coronavirus.

Nel caso di Comscore si scopre che in Italia durante il lockdown i social network e i siti di informazione hanno preso il sopravvento, spostando dal podio perfino i portali dei retailer. Le cui visite non sono calate (anzi, c’è stato un aumento del 3%), tuttavia la bulimia informativa degli italiani ha fatto veleggiare soprattutto i siti che offrono notizie. iGizmo.it, nel suo piccolo, può confermare questo trend: a marzo abbiamo sfondato la soglia di 2 milioni di sessione uniche nell’arco del mese, con un incremento di ben oltre il 30% rispetto a febbraio (i dati ufficiali e certificati sono confermati anche da SimilarWeb in questa pagina: https://www.similarweb.com/website/igizmo.it). Le ricerca di notizie è stata frutto sia dell’esigenza di comprendere, sia del maggior tempo a disposizione per sé.

Il traffico di iGizmo.it negli ultimi sei mesi, dato Google Analytics e mostrato da SimilarWeb

Prima però vi proponiamo la ricerca di GfK, che ha invece fotografato come i consumatori stanno fruendo dei contenuti e di come hanno reagito al lockdown. E così si scopre che nelle prime settimane di Coronavirus, la Tv ha rappresentato un punto di riferimento per gli italiani in cerca di informazioni. Il digitale è diventato un alleato fondamentale durante il lockdown, con un incremento della navigazione per fare acquisti, per informarsi, per impegnare il tempo libero, ma anche per mantenere i contatti sociali. E anche la comunicazione sta iniziando ad adeguarsi al nuovo scenario.

La domanda implicita che sovviene, e con cui vi lasciamo leggere le due ricerche, è: data la relativa velocità con cui le persone si sono adattate al lockdown, attuando cambiamenti dipendenti dal Coronavirus e generando nuove abitudini tanto da rarefare quelle date ormai per consolidate, viene da chiedersi se forse la routine non nascondesse bisogni e necessità effettivi diversi. L’emergenza Covid-19 sta facendo emergere un identikit di “consumo da lockdown” diverso, quasi latente, forse fin troppo tempo sopito per via della prassi, delle consuetudini e del costume sociale vigente. Queste nuove mentalità erano già lì, hanno solo avuto l’occasione di esprimersi perché forzate a farlo. Su questo bisogna ragionare, perché lo scenario che il Coronavirus sta facendo affiorare obbliga a rivedere convinzioni e asset, obbliga a trovare un modo di comunicare e interagire con il consumatore in modo più completo e diretto.

GfK: torna in auge il Tv, ma gli italiani “evadono” dal lockdown con il digitale

A febbraio GfK ha attivato un tracking settimanale per misurare gli effetti del Coronavirus sugli stili di vita, le abitudini e le strategie di consumo degli italiani. A complemento del tracking, è stata svolta un’analisi di approfondimento sull’evoluzione della fruizione di contenuti mediali per effetto del lockdown che ha confinato gli italiani tra le mura di casa nell’ultimo mese. L’analisi si basa sui dati passivi rilevati attraverso GfK Sinottica, che monitora giorno per giorno i comportamenti reali dei consumatori appartenenti al Panel, anche per quanto riguarda il consumo multimediale. Il monitoraggio continua su base quotidiana e saranno possibili ulteriori approfondimenti anche sui mezzi.

Cara “vecchia” televisione…

Soprattutto nelle prime settimane della crisi, il Tv ha rappresentato un punto di riferimento per gli italiani, una fonte preziosa di informazioni sul Coronavirus in un momento di forte incertezza. Nel periodo compreso tra il 21 febbraio e il 22 marzo 2020, il tempo speso davanti al televisore è aumentato del +17% nel giorno medio, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gli italiani hanno spesso scelto la televisione per ascoltare le comunicazioni del Governo, per ottenere informazioni sui decreti e aggiornamenti giornalieri sull’evoluzione dell’epidemia. Infatti, fin dai primi giorni hanno fatto registrare dei picchi di fruizione i canali “all news H24” (fino a 4 volte superiori rispetto alla media), soprattutto in concomitanza delle comunicazioni istituzionali sul tema Covid-19.

Dopo questa prima fase legata all’emergenza e alla ricerca di informazioni, gli italiani hanno iniziato a cercare contenuti più legati all’intrattenimento. Complessivamente, nel periodo compreso tra il 21 febbraio e il 22 marzo 2020, il tempo dedicato ai canali tematici lifestyle è cresciuto del +10% e quello dedicato ai canali di film e/o fiction del +9%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La crescita è stata significativa soprattutto dopo l’entrata in vigore del lockdown introdotto dai decreti del 9 e 11 marzo, quando gli italiani hanno iniziato a riorganizzare la propria routine quotidiana, anche in ottica intrattenimento.

Il digitale come distrazione dal lockdown

Se il Tv e altri mezzi tradizionali consentono di rompere l’isolamento informativo e di intrattenimento classico, il digitale diventa un alleato per interagire in maniera attiva nella condizione senza precedenti di isolamento in casa che stanno vivendo gli italiani. Complessivamente, il tempo dedicato agli strumenti digitali è cresciuto del +17% nel periodo compreso tra il 21 febbraio e il 22 marzo 2020.

Anche in questo caso, l’esigenza informativa è stata trainante – specialmente nella prima fase – con una crescita del +45% del tempo dedicato ai siti di informazione quotidiana. Aumenta in maniera esponenziale anche il tempo dedicato a tutte quelle attività che si scontrano con i limiti imposti dai decreti: fare la spesa (+124% il tempo di navigazione sui siti della GDO), ma anche coltivare le proprie relazioni sociali “a distanza” (+31% l’utilizzo dei Social Network). Anche l’intrattenimento online sta vivendo una forte espansione, con una crescita del +13% degli streaming video e musicali (incluse le piattaforme Video on Demand) e del +9% dei Gaming online (su mobile e su PC).

La comunicazione evolve per il virus

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus gli italiani dedicano più tempo alla fruizione di tutti i media. Nelle prime settimane della crisi, i settori tradizionalmente top spenders in TV sono rimasti in larga misura attivi, con un incremento medio in termini di pressione. GfK ha deciso di attivare un osservatorio sulla comunicazione per capire come sta evolvendo lo scenario e come stanno reagendo i Brand. Dall’analisi di oltre un centinaio di comunicazioni veicolate nell’ultimo mese (tra TV, stampa, radio, web e altre iniziative) è emerso come diversi Brand abbiano già adeguando i propri messaggi alla situazione contingente.

Sono stati mappati 5 nuovi filoni di comunicazione individuati sulla base dei messaggi chiave. Tra questi spiccano quelli legati alle donazioni e all’informazione/didattica sull’emergenza (es. con messaggi su come lavare le mani, sull’importanza di restare a casa ecc). Alcuni settori si sono mostrati particolarmente attivi presidiando più filoni di comunicazione, altri si sono concentrati solo su quelle più affini alla propria area di business.

Il prossimo step sarà quello di raccogliere le opinioni degli italiani per capire come evolvono nel tempo il percepito e le aspettative rispetto ai diversi filoni di comunicazione e verificare l’eventuale impatto sui Brand, almeno per quei mercati che GfK segue già in modo continuativo attraverso i propri osservatori multiclient.             

Comscore: Coronavirus e lockdown incidono sulla routine quotidiana in tutta Europa

Effetto lockdown, ossia la ridotta gamma di attività all’aperto o offline ha costretto i consumatori a spostarsi online. Nelle tabelle che seguono, Comscore ha esaminato come i consumatori in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito trascorrono il loro tempo online. In particolare, sono state classificate e confrontate le categorie di contenuti selezionate (elenco completo in fondo alla pagina) in base alle visite nelle settimane dal 13 gennaio al 19 gennaio 2020 e dal 23 marzo al 29 marzo 2020. Comscore ha scelto la settimana dal 13 gennaio al 19 gennaio 2020 perché i consumatori del Vecchio Continente hanno ripreso in quella data la loro routine pre-festiva e l’effetto del virus non è emerso per altre settimane; l’Italia ha infatti dichiarato un’emergenza nazionale il 31 gennaio.

Francia

Le visite ai siti o alle app di social media superano quelle alle altre categorie, un pattern che vale anche per gli altri paesi EU5. Le prime 5 categorie prima della crisi (cioè durante la settimana del 13-19 gennaio 2020) rimangono le prime 5 categorie durante la settimana del 23-29 marzo 2020. Inoltre le visite a tutte e cinque sono aumentate in modo significativo. Tuttavia, le posizioni relative differiscono, con la categoria “News/ Informations” più alta a causa di un balzo del 68% in termini di visite.

Germania

Contrariamente alla Francia, la categoria “Retail” è tra le prime 5 categorie in Germania, mentre la categoria “Games” no. Tuttavia analogamente alla Francia, le prime 5 categorie prima della crisi (cioè durante la settimana del 13-19 gennaio 2020) rimangono le prime 5 categorie nella settimana del 23-29 marzo 2020. Inoltre, sono aumentate le visite a tutte e cinque in modo significativo. Infine, le posizioni relative differiscono, con la categoria ” News/ Informations” più alta a causa di un balzo del 58% nelle visite e la categoria “Search/ Navigation” più alta a causa di un balzo del 20% nelle visite.

Italia: il lockdown premia l’informazione

L’Italia è stato il primo paese in Europa ad essere colpito del virus e, di conseguenza, il punto focale di molta copertura mediatica. Rispetto alla settimana del 13-19 gennaio 2020, le visite alla categoria ” News/ Informations” sono aumentate del 68% nella settimana dal 23 al 29 marzo 2020. D’altra parte, le visite su “Retail” sono aumentate del 3%, con il risultato che la categoria ha perso un posto e si è classificata quarta nella settimana dal 23 al 29 marzo 2020.

Spagna

Come in altri paesi europei, la categoria “Social Media” genera il maggior numero di visite mentre la categoria “News/ Informations” è quella con la variazione maggiore in termini di visite con un più 59%. A differenza di altri paesi EU5, tuttavia, le visite alla categoria “Retail” sono diminuite del 18%, un notevole calo.

Regno Unito

Come la Francia, la categoria “Games” figura tra le prime 5 categorie, sia prima della crisi (cioè durante la settimana del 13-19 gennaio 2020) sia durante la settimana del 23-29 marzo 2020. Le visite a tutte le prime 5 categorie sono aumentate, in maniera tale da mantenere le loro posizioni relative. Ancora una volta, le visite alla categoria ” News/ Informations” mettono in ombra quelle sulle altre categorie.

(*) Le categorie di consumo includono: Automotive, Career Services and Development, Directories/Resources, Education, Entertainment, Family & Youth, Financial Services, Gambling, Games, Government, Health, Lifestyles, Media, News/Information, Real Estate, Retail, Search/Navigation, Social Media, Sports, Technology, Travel.