Sony Xperia XZ3: impressioni d’uso sul primo Android 9 Pie

Sono ormai più di 48 ore che chi vi scrive ha inserito la Sim di lavoro nello slot di Xperia XZ3. Il nuovo smartphone di Sony piace subito al primo tocco: ben fatto, display arrotondato sui lati, materiali pregiati, ottima fattura. In una parola, alle labbra sovviene una parola che avevamo già sussurrato vedendolo a Ifa 2018: è uno smartphone “figo”.

Ci siamo concessi questa licenza grammaticale perché questa parola dialettale ben racchiude ciò che esprime il design di XZ3. Che è stato rinnovato rispetto alle generazioni di Xperia finora viste, portando a un nuovo livello di sviluppo gli stilemi. E per trovare un punto di incontro tra il passato e il futuro (bordi ridotti ai minimi termini) senza cadere nella tentazione di ricorrere al notch, Sony ha dato vita a uno smartphone con display edge sui due lati per eliminare la cornice, che invece è ben visibile nelle due sezioni superiori e inferiori.

Una scelta estetica coraggiosa ma riuscita. Lo smartphone è bello, soprattutto per le linee simmetriche. Il dorso inoltre è bombato, al fine di consentire un’impugnatura più comoda. Ma, diciamolo subito, prevedete già l’investimento aggiuntivo (una manciata di euro) per la cover perché le superfici in Gorilla Glass 5 sono piuttosto scivolose. Bellissime da vedere ma a rischio caduta.

Nel corso di queste poche ore di utilizzo, abbiamo anche ricevuto un aggiornamento al sistema operativo. Il file di circa 487 MB ha apportato miglioramenti evidenti soprattutto nella reattività del touchscreen. Gli smartphone edge hanno sempre risentito di una eccessiva sensibilità dei bordi ricurvi: impugnandolo si corre il rischio di attivare involontariamente comandi e app. Nel caso del Xperia XZ3 con l’aggiornamento è stato migliorato il funzionamento della funzione Sensore laterale.

In sostanza è un modo per valorizzare i lati dello schermo permettendo di accedere velocemente al menu che ospita le app più utilizzate. Basta fare un doppio tap sul lato per aprirlo. Ebbene è possibile finalmente configurare la sensibilità, le gesture e i lati su cui è attivo. In abbinamento con l’update, questa funzione è diventata utile e precisa, più matura e funzionale.

Altro aspetto su cui bisogna prendere la mano è il sensore di impronta posteriore. L’abitudine presa con altri modelli che obbligano a tenere dritto il dito indice può inizialmente disorientare: XZ3 posiziona il fingerprint al centro esatto della scocca posteriore. Tenendo l’indice dritto si impatta sul sensore della fotocamera, mentre mantenendo una posizione naturale quando si impugna lo smartphone, invece, si attiva il rilevatore biometrico. Il tutto in modo più comodo rispetto all’abitudine consolidata nel tempo.

La nona di Android

Messa la cover, presa confidenza con l’oggetto, a piacere sono sostanzialmente tre aspetti. Per prima cosa, XZ3 è il primo smartphone in commercio a essere affidato ad Android 9 Pie. E non è secondario perché l’ambiente, per quanto affidato all’interfaccia di Sony, propone una serie di miglioramenti interessanti.

Innanzi tutto per quanto riguarda la reattività. Certo questo Xperia può contare sul meglio: processore Qualcomm Snapdragon 845, 4 GB di Ram e 64 GB di storage espandibile con microSD. Però il sistema operativo risulta ancora più pulito e con una serie di interventi a livello funzionale che semplifica ulterioremente l’interazione. In concreto, XZ3 è rapido, ha una grafica pulita e raffinata e può contare sull’edizione più recente del sistema operativo di Google, con tutti i vantaggi che ne derivano per sicurezza e funzioni migliorative.

Un altro aspetto che ci ha colpiti favorevolmente riguarda il display. Il pannello Oled da 6″ è gioia per gli occhi. Va visto dal vivo per rendersi conto del lavoro di equalizzazione e ottimizzazione attuati da Sony per garantire una visuale eccellente di qualasiasi contenuto si visualizzi. A conti fatti, le doti cromatiche dello schermo sono quelle che più rimangono impresse e determinano la soddisfazione nell’utilizzo di XZ3. Il merito va non solo alla scelta del pannello ma anche al processore X-Reality for mobile, dedicato a massimizzare la resa visiva. Poi c’è anche il sistema di vibrazione dinamica che produce vibrazioni in accordo con i contenuti musicali: divertente ma l’audio è il terzo elemento distintivo.

L’aggiornamento da quasi 500 MB ha portato nuova linfa al reparto audio. E proprio sul fronte musicale Sony può fare conto di scoccare la terza freccia nel centro del bersaglio. XZ3 assicura una qualità sonora di alto profilo, con suoni precisi e ben separati. L’esperienza migliore, in termini puramente qualitativi, si ottiene utilizzando le cuffie con cavo ricorrendo all’adattatore Usb-C/jack da 3,5 mm in confezione. Così si possono attivare in alternativa il sistema Dsee Hx oppure l’equalizzatore: questi due strumenti sono esclusivi.

Nel primo caso si lascia il compito a XZ3 di migliorare la resa acustica per portare i suoni a un livello superiore, anche e soprattuto nel caso di Spotify e di fonti equivalenti. E il risultato si apprezza soprattutto con cuffie piuttosto sincere e fedeli, capaci di restituire le sfumature e la spazialità aggiuntive.

Se invece si predilige operare sull’equalizzatore, allora ci si affida a ClearAudio+ che “apre” la gamma sonora, oppure al più classico equalizzatore multifrequenza. In quest’ultimo caso si può scegliere tra uno dei preset oppure agire manualmente: immancabile lo slider ClearBass per enfatizzare i bassi, firma musicale tipica di Sony.

In ogni caso, dal punto di vista sonoro Xperia XZ3 ha potenza e qualità eccellenti, anche quando si ricorre agli speaker stereo. Ben definiti i suoni anche in questo caso, considerando che si tratta di altoparlanti integrati in uno smartphone.

Una sola fotocamera

Si dirà: “E dal punto di vista fotografico?” Abbiamo volutamente lasciato per ultimo questo aspetto relativo al nostro primo contatto con il nuovo Xperia, insieme con l’autonomia.

L’app fotografica è tra le più complete disponibili sugli smartphone. Consente di attuare praticamente qualsiasi cosa: dallo scatto automatico fino al manuale più spinto. Il restyling estetico ha aiutato a conferire un’efficacia superiore nella scelta delle opzioni. La funzione Google Lens è inoltre presente di serie per sfruttare la capacità di intelligenza artificiale di Big G nel riconoscere oggetti e scritte.

Se l’app di imaging è allo stato dell’arte, l’unico miglioramento attuabile riguarda solo un piccolo ulteriore sforzo di velocizzazione. XZ3 è migliore rispetto ai modelli precedenti, in tutti i segmenti di confronto, in modo particolare nella qualità e nella texture delle foto. A dimostrazione che lo schema fotografico basato su un solo obiettivo è ancora capace di restituire non poche soddisfazioni per resa, colori e definizione.

Infine, l’autonomia. In questi quasi tre giorni di utilizzo dobbiamo ammettere che, relativamente al panorama attuale dei flagship, l’autonomia di Xperia XZ3 si allienea con i modelli concorrenti. Si arriva a fine giornata lavorativa senza troppi sforzi ma anche senza esagerare con le funzioni. In ogni caso, la modalità Stamina è un valido supporto che subentra qualora si vogliano ridurre i consumi: non sottovalutatela.