Canalys ha pubblicato il report trimestrale che sintetizza i risultati di vendita di smartphone in Europa. I dati si riferiscono al Q1 2018 (primi tre mesi di quest’anno): il mercato nel suo complesso è in decrescita di 6,3 punti percentuali. Si tratta della contrazione più rilevante finora riscontrata dal segmento dei cellulari registrata in un singolo trimestre fiscale.

I dati analizzati

Per fortuna il dato è ben lungi dall’essere negativo. Da una parte perché spacchettando questo -6,3% si scopre che a decrescere è la somma dei risultati nei Paesi dell’Europa occidentale: -13,9% (30,1 milioni di euro). Per fortuna controbilanciata dai Paesi est europei che hanno fatto registrare un giro d’affari di 15,9 milioni di euro con un +12,3%. A trainare è la Russia con un solido +25,4%, mentre decrescono fortemente Germania (-16,7%), Francia (-23,3%) e Regno Unito (-29,6%).

Una nuova era

“Siamo agli albori di una nuova era degli smartphone in Europa”, non ha dubbi Ben Stanton, analista di Canalys. Questo perché andando ulteriormente a scorporare i dati, si evince come “i mercati in crescita non riusciranno a compensare quelli saturati, dunque stiamo passando da un periodo di crescita a un’era ciclica. In questo contesto, traggono vantaggio soprattutto i nuovi brand che hanno forza e intento di sfidare i marchi consolidati, anche se molti degli attori più piccoli sono destinati a scomparire nel medio periodo”.

Così gli eroi di questa bizzarra fotografia descritta da Stanton sono Xiaomi, Huawei e Nokia, capaci di rubare rapidamente la scena a Samsung e Apple.

Per la verità, Samsung rimane saldamente al primo posto per market share (33,1%) e unità distribuite (15,2 milioni), ma registra un decremento di crescita dl 15,4% rispetto al 2017. Questa situazione è stata generata, secondo Canalys, da una parte dall’aggressività dei competitor, dall’altra da consumatori che hanno poco percepito il cambiamento da S8 a S9. Per contro, Samsung ha incrementato del 20% i dati a valore.

L’altro grande player a decrescere è Apple: 22,2% di market share per 10,2 milioni di dispositivi con un risultato del -5,4%. In Europa l’iPhone X ha venduto bene nel Q4 2017 ma nel primo trimestre 2018 ha subito un decremento del 25%, seppure rimane il Melafonino più venduto. Sull’offerta di Apple, sembra strano, pesano ancora modelli datati caricati a magazzino: il 25% delle unità spedite sono stati iPhone SE, 6 e 6S.

New comer agguerriti

I grandi protagonisti del primo trimestre 2018 iniziano dalla terza posizione. Huawei ha distribuito 7,4 milioni di unità, con un incremento del 38,6% e una quota di mercato del 16,1%. E, cosa ancora più incredibile, sono risultati ottenuti con i modelli 2017: dai P10 al Mate 10 Pro. Non si è ancora fatto sentire l’effetto della gamma P20, destinata a sospingere Huawei sia a volume sia soprattutto a valore sui risultati del Q2 2018.

Al quarto posto c’è la Grande Sorpresa. Xiaomi ha venduto 2,4 milioni di smartphone nel primo trimestre di quest’anno, pari al 5,3% di mercato e con una crescita più che decuplicata rispetto all’anno scorso. Nokia è al quindi posto, con 3,5 punti percentuali (1,6 milioni di pezzi). Altri brand come Alcatel, LG, Sony e così via si spartiscono la parte rimanente del mercato, ossia circa il 20%.

Xiaomi e Nokia sono pretestuosamente dei nuovi brand, perché in realtà sono già marchi affermati che stanno concentrando maggiormente i propri sforzi nel Vecchio Continente. “Xiaomi sta lavorando sempre più intensamente con distributori locali e operatori telefonici, mentre Nokia vanta una gamma di prodotti e un seguito ancora forte”, spiega Lucio Chen, ricercatore in Canalys. “I due brand traggono forza anche dall’essere privati, perché possono contare su un’elevata velocità di reazione nei mercati in cui operano”, chiosa Chen. A fronte di questi dati le due società sono chiamate a creare un contesto di efficienza per iniziare a impostare un percorso che incrementi i profitti e mantenga sostenibile la loro presenza nei mercati.

Largo alla facia alta

Ultimo tema interessante che vale la pena di analizzare dei dati di Canalys riguarda le preferenze di acquisto dei consumatori. I modelli di fascia alta mantengono il loro dominio ma le loro funzioni premium stanno subendo un pericoloso effetto di massificazione perché portate (seppure in versione meno performante) sugli smartphone di fascia media e bassa. È il caso, per esempio, della doppia fotocamera (+155% dei modelli rispetto al 2017) e dei display 18:9. Quest’ultimo caso è emblematico: in un anno si è passati da zero unità distribuite a 7,3 milioni di pezzi.

Ancora: i modelli dual Sim hanno ormai raggiunto per penetrazione quelli a singola scheda telefonica. Mentre sono aumentate di quasi l’83% gli smartphone con Ram uguale o superiore a 4 GB (-20% quelli con meno di 4 GB).