Tiriamo le fila sul mercato degli smartphone, scevri da eventuali ipotesi preconcette ma semplicemente basandoci sui scarni numeri. I dati matematici sono sempre il mezzo migliore per oggettivare le questioni, altrimenti è pura opinione faziosa. E dunque eccoli i dati di vendita di Idc che misurano non già le vendite (sellout) bensì la quantità distribuita sui canali (shipment), in parte venduta e in altra parte ancora immagazzinata. In ogni caso è la misura di quante unità sono state spedite dai magazzini. In estrema sintesi: Samsung e Huawei stanno arrivando ai ferri corti; Apple è in crisi ma comunque con volumi di vendita ragguardevoli; exploit di Oppo e Xiaomi.

Top 5 Smartphone Companies, Worldwide Shipments, Market Share, and Year-Over-Year Growth, Calendar Year 2018(shipments in millions of units)
Azienda2018 Shipment Volumes2018 Market Share2017 Shipment Volumes2017 Market ShareYear-Over-Year Change
1. Samsung292,320,8%317,721,70%-8,0%
2. Apple208,814,9%215,814,70%-3,2%
3. Huawei20614,7%154,210,50%33,6%
4. Xiaomi122,68,7%927,26,30%32,2%
5. OPPO113,18,1%111,77,60%1,3%
Others46232,9%573,439,10%-19,4%
Total1.404,9100.0%1.465,5100.0%-4,1%
Source: IDC Quarterly Mobile Phone Tracker, January 30, 2019

Il caso Apple

Impossibile non partire dall’affaire più eclatante degli ultimi mesi: la contrazione di vendita degli iPhone. Inattesa? Prevedibile? A posteriori è tutto facile e semplice. La realtà dei fatti, però, è che i due mesi precedenti alla presentazione di iPhone si sono trasformati in una gara a chi la spara più grossa o più precisa: tutti pronti a puntare il dito dopo. Però è anche vero che le contrazioni di Apple non sono indolori, perché impattano dolorsamente su un vasto ecosistema (accessoristi, indotto e fornitori) che toglie fatturato e risorse a parecchie aziende. Di questo bisognerebbe preoccuparsi.

E Tim Cook lo aveva capito già a inizio gennaio quando aveva avvisato che i risultati di vendita del trimestre non sarebbero stati in linea con le attese. A conti fatti, con i dati effettivi, si apprende che nell’ultimo trimestre del 2018 il fatturato generato dagli iPhone è decresciuto del 15% rispetto allo stesso periodo fiscale del 2017. Fa ancora più male se si considera che il trimestre precedente (Q4 18) gli iPhone avevano originato fatturati per 37,2 miliardi di dollari, con un incremento del 29% delle vendite di Melafonini rispetto all’anno precedente.

Stringendo ancora di più il focus sugli iPhone, analizzando i dati di Idc si evince che la diminuzione del volume è causata anche dalla ridotta domanda in Cina e negli Stati Uniti. Per Apple diventa urgente avere un iPhone 5G già a settembre: in caso contrario vorrebbe dire attraversare un altro anno di transizione, che potrebbe avere impatti non positivi sull’intero ecosistema.

Dal trimestre dei record a quello della contrazione: non sono bastati a compensare i “servizi e altri prodotti”, il cui giro d’affari è incrementato del 19%. Dal canto loro, sono migliorati anche iPad (+17%) e la categoria “wearable, home and accessories” (+33%). I ricavi ottenuti dai Mac sono cresciuti del 9%. In totale Apple ha generato un fatturato di 84,3 miliardi di dollari, pari al -5% rispetto al trimestre del 2017. In compenso, il numero di dispositivi recanti la Mela morsicata ha superato la soglia di 1,4 miliardi in tutto il mondo.

«Siamo scontenti di aver mancato le nostre previsioni di fatturato, ma stiamo gestendo Apple con un’ottica di lungo periodo e i risultati di questo trimestre fiscale dimostrano che il nostro business è solido e ben radicato», ha spiegato Tim Cook. Certo, un’azienda che genera circa 27 miliardi di cash flow a trimestre fiscale difficilmente si può definire che stia mostrando un andamento poco efficiente…

Nel trimestre in corso Apple prevede di generare un fatturato “tra 55 e 59 miliardi di dollari” con un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Samsung

I volumi di Galaxy hanno subito un declino dell’8%, superando però quota 292 milioni di unità distribuite in un anno. Un valore sufficiente a mantenere saldamente la prima posizione della classifica, distanziando in modo evidente Apple Huawei. Tuttavia in termini relativi, ossia come incidenza percentuale sul totale, ormai il confronto tra Samsung e Huawei sta diventando inevitabile.

Ne sia indicazione il confronto fatto da Idc sulle quote percentuali tra 2018 e 2017: Samsung ha sostanzialmente mantenuto la medesima quota di mercato, mentre il marchio cinese ha gudadagnato. Evidenti i flussi interni in un mercato, quello degli smartphone, in crisi: 4% di volume perso in un anno, fatto che obbliga i brand a “rubarsi” le attenzioni dei consumatori.

Il 20 febbraio Samsung si appresta a svelare la prossima generazione di Galaxy, con anche in previsione il primo smartphone 5G. L’azienda nel suo complesso ha rallentato, in virtù del fatturato di 53,3 miliardi di dollari generato nell’ultimo trimestre fiscale del 2018 e che si traduce in un decremento del 10% rispetto al 2017.

Le cause vanno imputate sì agli smartphone, ma in larga parte ad altre attività, tra cui il mercato delle memorie che si è ridotta nel corso del 2018. In questo senso è utile ricordare che nei giorni scorsi Samsung ha presentato il primo chip da 1 TB. Lo storage con formato Ufs è stato sviluppato combinando 16 layer di memorie flash V-nand a 512 gigabit per garantire prestazioni in lettura di 1 Gbps e di 260 Mbps in scrittura.

Sempre più il trend è dotare i dispositivi mobili di ingenti quantià di storage, quasi rendendo la microSD un accessorio sempre più collaterale. Il chip da 1 TB sarà quasi sicuramente uno degli elementi differenziati della prossima generazione di Galaxy.

Huawei

La palma per l’exploit 2018 è vinta da Huawei. Era abbastanza preventiv abile, per la verità, quantomeno analizzando il trend dei precedenti due anni e la qualità di prodotto profusa dall’azienda cinese. I risultati sono incredibili: +44% di volumi sul quarto trimestre 2018 e +33% su base annua.

Huawei ha distribuito 206 milioni di smartphone nel 2018, più di 60 milioni di unità in più rispetto al 2017. Solo nel quarto trimestre ne ha distribuite oltre 60 milioni. Numeri da capogiro che lastricano la strada per il 2019.

E sarà una strada tutt’altro che conservativa. Al Mobile World Congress 2019 Richard Yu, Ceo della divisione consumer dell’azienda, presenterà il primo smartphone 5G. Poi sono in roadmap le nuove famiglie P30 e Mate 30, oltre a un prodotto con schermo flessibile.

Honor ha contribuito ai risultati complessivi di Huawei. La Cina incide per circa il metà del business dell’azienda, che ha di recente dichiarato l’obiettivo di diventare il primo produttore di smartphone al mondo anche senza poter contare sull’apporto degli Stati Uniti. Il che significa che l’apporto derivate dai mercati extra cinesi sarà sempre più fondamentale.

Oppo e Xiaomi

I due outsider hanno avuto un andamento speculare. Entrambi si sono aggiudicati oltre il 7% di quota di mercato nel quarto trimestre del 2018. Questo si è tradotto in una crescita dell’1,4% per Xiaomi e del 6,8% per Oppo rispetto al 2017.

Osservando i dati su base annua, Xiaomi ha distribuito complessivamente poco meno di 123 milioni di unità (+32%) e Oppo oltre 113 milioni (+1,3%). Queste crescite sono andate a discapito soprattutto dei brand contrassegnati come “Altro” che hanno person circa il 20% di volumi nel corso del 2018.

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Per Oppo si è trattato di consolidare e continuare a crescere nel mercato cinese, indiano e indonesiano. Ora il focus è orientato ai mercati occidentali, a iniziare dall’Europa.

Per Xiaomi l’incremento di unità distribuite è stato originato dalla strategia di espansione verso il Vecchio Continente, partendo dalla Spagna per poi diramarsi anche in Italia. La gamma di prodotti Mi Mix sta rapidamente diventando un brand competitor dei top di gamma più blasonati.

Gli altri

Per andare ad analizzare il comportamento del grande insieme “Others” dobbiamo affidarci alle statistiche di Counterpoint, che misurano i volumi distribuiti da un numero più ampio di brand.

La tabella mostra i volumi a confronto tra il 2017 e il 2018. Si evince che LG ha distribuito oltre 41 milioni di unità nello scorso anno, mentre Nokia si è fermata a più di 17 milioni. Osservando le quote di mercato, è evidente la polarizzzione dei primi cinque brand.

LG

LG Mobile Communications Company ha registrato nel 2018 ricavi per 7,98 trilioni di KRW (7,08 miliardi di dollari), con vendite nel quarto trimestre pari a 1,71 trilioni di KRW (1,51 miliardi di dollari) e un calo del 16% rispetto al terzo trimestre. Sebbene la perdita operativa per l’intero anno sia salita a 790,1 miliardi di KRW (700,65 milioni di dollari), la struttura aziendale della divisione mobile ha registrato un miglioramento grazie a un controllo ottimizzato dei costi sui materiali e a una maggiore efficienza dei costi generali basata sulla strategia modulare della piattaforma aziendale. Nel 2019, la divisione mobile di LG si focalizzerà sui prodotti 5G e gli altri smartphone, concentrandosi al contempo sui mercati chiave in cui il marchio LG rimane forte.