Il boom degli assistenti vocali è più di un indicatore: ma non l’unico. In Italia cresce, eccome, la diffusione di device “smart” all’interno delle case e con essa il mercato. Quello della Smart Home nel 2019 ha sviluppato un giro d’affari di 530 milioni di euro con un aumento del 40% sull’anno precedente. Il dato è stato fotografato dalla ricerca sulla Smart Home dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

Il boom degli home speaker

A trainare il business della Smart Home sono le soluzioni per la sicurezza, gli smart home speaker e gli elettrodomestici che complessivamente coprono oltre il 60% del mercato. Il trend di crescita è paragonabile a quello dei principali paesi europei, anche se il divario da colmare è ancora evidente rispetto a Germania e Regno Unito (2,5 miliardi di euro ciascuno) o alla Francia (1,1 miliardi di euro). Il boom degli assistenti vocali spinge l’avanzata dei retailer online e multicanale come principale canale di vendita di oggetti connessi per la casa (47%), mentre la filiera tradizionale (composta da produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori) mantiene un ruolo rilevante (39%) ma perde quote di mercato. 

La Smart Home e i consumatori

Più in generale, lo studio rileva che il concetto di Smart Home è noto tra i consumatori italiani: il 68% del campione intervistato dall’Osservatorio – in collaborazione con Doxa – ha sentito parlare di casa intelligente almeno una volta (+9% sul 2018), il 63% conosce il termine domotica, con percentuali che salgono rispettivamente al 77% e al 65% fra gli utenti con meno di 35 anni. Aumenta anche il numero di consumatori in grado di installare in autonomia gli oggetti smart acquistati, senza l’aiuto di un professionista (64% dei rispondenti, +10% rispetto al 2018), e l’utilizzo delle funzionalità smart da parte degli utenti. 

I dispositivi “smart” più diffusi

La diffusione degli oggetti smart nelle case degli italiani è stabile rispetto al 2018, ma aumenta il numero di dispositivi posseduti: ai primi posti figurano i sensori per porte e finestre, le telecamere, gli altoparlanti e le casse audio. Guardando alla prospettiva, invece, le motivazioni più frequenti che frenano ancora l’uso sono l’eccessiva complessità (18%), la mancata percezione dei benefici (10%) e la difficoltà a utilizzare le app per la gestione (6%).