Da un po’ di tempo le aziende stanno spostando l’attenzione su un mercato finora poco esplorato, ma che pare offrire diverse opportunità: quello degli over 60. Partiamo da un dato. Il valore stimato per questa fetta di mercato non è per niente banale: si aggira infatti sui 15 mila miliardi di dollari. Una quota che, di fatto, pone la cosiddetta silver economy come candidata a diventare la terza economia globale. Una realtà tra l’altro destinata a crescere: gli over 65 detengono già il maggior potere d’acquisto, guidando l’aumento della domanda dei beni di consumo, e per il 2060 si prevede che 155 milioni di europei avranno più di 65 anni, cioè il 30% degli abitanti. 

Non ha dubbi Michael Hodin, Ceo della Global Coalition on Aging, l’associazione a stelle e strisce che ingloba circa quaranta multinazionali che hanno già messo gli occhi su questo mercato – tra le altre, Philips e Intel – e che sprona governi e istituzioni internazionali a mettere in campo politiche a favore della silver economy.  Trasporti, assicurazioni, aziende e finanza: gli effetti del rafforzamento di questo mercato si riverberano lungo tutte queste realtà, aprendo scenari ancora inesplorati ma che le menti più strategiche hanno già catalogato come profittevoli.

Ma facciamo un passo indietro. Se anche la silver economy è un terreno fertile e rigoglioso, in che modo gli anziani sono soliti sfruttare il loro potere d’acquisto?

Finanza

Nonostante le potenzialità, sono pochi gli over 65 che si danno alle spese folli. Anzi, nella gestione delle risorse finanziarie, gli attori della silver economy sono oculati e orientano i loro averi verso il benessere e l’investimento, ma con occhio attento. Lo rileva un sondaggio dell’Istituto di ricerca Eumetra, che ne ha scandagliato la gestione finanziaria.

Solo il 16,5% degli anziani preferisce «godersi i soldi e spenderli, piuttosto che risparmiarli»: a conferma che in un’epoca in cui l’economia è ballerina e soggetta a oscillazioni repentine, è la prudenza il motore che guida le scelte correlate alla finanza.  

È infatti un’abitudine consolidata di quasi tre over 65 su quattro quella di «tenere sotto controllo i conti e le spese di casa». Nelle altre fasce demografiche, il rapporto scende a due su tre. Addirittura, il 78% «ci tiene a gestire con attenzione il suo denaro», mentre è il 62% a cercare di investire i suoi risparmi «nelle forme più vantaggiose».

Gli over 65 poi sono anche attenti alle notizie finanziarie e le quotazioni di borsa, anche se qui la percentuale è più bassa, appena il 34%, ma comunque superiore alla media nazionale. Dato che è anche un po’ la cartina tornasole della scarsa alfabetizzazione finanziaria che affligge il nostro Paese.

I trasporti

Il settore trasporti ha già acceso i riflettori sul tema, non fosse altro che per alcune compagnie aeree americane, i viaggiatori “Silver” sono la seconda fonte più cospicua di reddito, come spiega lo stesso Hodin. Le modalità con cui le aziende tentano di ingaggiarli sono molteplici: dall’offerta di spazi più ampi, comodi e confortevoli, passando per trattamenti speciali personalizzati, fino ad arrivare a tariffe intermedie tra Economy e Business. E in questa stessa direzione si sta muovendo anche Uber, in prima linea per ridisegnare il concetto di trasporto urbano con servizi specifici per gli anziani.

I pionieri

Sempre attenta agli ultimi trend, Ikea non poteva lasciarsi sfuggire le immense opportunità offerte dall’economia della terza età. È questo lo spirito con cui ha lanciato Omtanksam, la collezione che segue le esigenze di movimento destinate a mutare col passare degli anni, costellata da mobili che si montano seguendo procedure semplici, dotati di viti di grandi dimensioni.

Tra i pionieri dell’esplorazione di questo mercato però, come ampiamente prevedibile, possiamo rintracciare l’industria farmaceutica e quella della bellezza, che con le creme anti-aging ha creato un business importante. Ma anche altri settori hanno fiutato la traccia: Gillette, per esempio, ha lanciato Treo, il rasoio con l’impugnatura speciale che rende semplice fare la barba a qualcun altro, aprendo la strada a una gamma di prodotti silver friendly attualmente in via di progettazione. Più avveniristico il contributo di Philips, che sta cercando di sfruttare l’Intelligenza Artificiale per sviluppare tecnologie capaci di predire una caduta 30 giorni prima che avvenga, con risvolti enormi sul piano sanitario.

Dal canto suo, Doro non solo ha prodotti perfettamente studiati per questo genere di utenti ma vanta soprattutto servizi di assistenza remota unici. Questa piattaforma permette di tenere in contatto costante genitori e figli, consentendo a questi ultimi di ricevere allerte e perfino allarmi qualora qualcosa risulti insolita.

Assicurazioni

Se guardata con occhi lungimiranti, a silver economy è un’area di business strategica anche per le compagnie assicurative: si ipotizza infatti che nei prossimi dieci anni, saranno 8 milioni gli anziani colpiti da una malattia cronica grave. Da una parte, il servizio sanitario nazionale arranca, dall’altro anche quella delle polizze è una coperta troppo corta: infatti il grado di penetrazione delle long term care è ancora basso.

Teniamo fede alla fotografia iniziale e spostiamola sul nostro Paese: la popolazione cala e invecchia, gli over 65 sono destinati a diventare più di un terzo della popolazione solo in Italia, che potrebbe dover contare fino a 5 milioni di anziani potenzialmente disabili.

Appare quindi chiaro che, se anche la silver-economy è un mercato dalle forti potenzialità, molto dovrà essere fatto per fronteggiare adeguatamente questi numeri, per non rischiare di mettere ulteriormente sotto pressione il nostro Paese.