emporia

L’appuntamento è domani, 15 settembre su Netflix, con il docufilm dedicato a Michael Schumacher. Visibile anche su Sky Q, offrirà un inedito ritratto intimo del leggendario pilota di Formula Uno, che ha scritto pagine indelebili nella storia dell’automobilismo, prima di rimanere gravemente ferito in un incidente su una pista da sci a Méribel nel dicembre 2013.

Il racconto e il coinvolgimento della famiglia

Una storia innanzitutto umana, presentata nel 2019 al festival di Cannes e da domani online su Netflix, per celebrare il debutto di Schumacher 30 anni fa in Formula Uno. Era il 25 agosto 1991, circuito di Spa Francorchamps, Gran Premio del Belgio. Il docufilm, opera dei registi Hans-Bruno Kammertons, Vanessa Nocker e Michael Wech, è il frutto di un lavoro sviluppato con pazienza negli ultimi tre anni. Il tutto con il contributo fondamentale dei componenti la famiglia di Michael. A cominciare dalla moglie Corinna. A certificarlo le parole proprio di una dei registi, Vanessa Nocker: “La sfida più grande è stata quella di trovare l’equilibrio tra il racconto indipendente e la considerazione della famiglia. Corinna Schumacher è stata il nostro più grande supporto in quest’azione. Lei stessa voleva realizzare un film autentico, che mostrasse Michael come è, con tutti i suoi alti e bassi, senza edulcorare nulla. È stata fantastica e coraggiosa a lasciarci fare ciò che volevamo, noi abbiamo rispettato e mantenuto i limiti posti. È una donna che ci ha lasciato un ricordo indelebile e di grande ispirazione”.

Schumacher, la leggenda non solo sportiva

Il documentario ripercorre le tappe e la storia del pilota – sette volte campione del mondo – che ha portato la Ferrari nella storia. Grazie a interviste esclusive e al prezioso materiale d’archivio, il docufilm traccia un ritratto intimo di Michael Schumacher, in virtù di un lavoro connotato dall’elevata sensibilità, a cui ha preso parte tutta la famiglia. Il figlio, Mick Schumacher – nato nel 1999 e che ha seguito le orme paterne alla guida della Haas in F1 – ha dichiarato: “Quando lo guardo penso che vorrei essere come lui”. Per realizzare la produzione di Schumacher sono stati intervistati anche tanti amici, collaboratori, tecnici e colleghi. Tra questi, Jean Todt, Luca Cordero di Montezemolo, Bernie Ecclestone, Sebastian Vettel, solo per citarne alcuni. Ma ancor più per restituire un ritratto vero, autentico e umano di un grande campione, tuttora impegnato nella gara più difficile della sua vita.