Paladone

Il sito TheElec ha pubblicato la notizia secondo cui l’unità di business Display di Samsung sta sviluppando pannelli Oled pieghevoli dedicati ai futuri smartphone di Oppo, Xiaomi e Google. Si prevede che questi modelli saranno presentati sul mercato nel corso dell’anno.

Il sito è entrato persino nei dettagli dei singoli pannelli che saranno impiegati dai brand. Nel caso di Oppo si parla di un display che si piega dall’alto verso il basso, riprendendo il concetto di smartphone con design a conchiglia. Avrebbe una dimensione di 7,7 pollici aperto, mentre lo schermo esterno sarebbe tra 1,5 e 2 pollici. A conti fatti, il touchscreen è più grande di quello da 6,7 pollici utilizzato da Samsung per il Galaxy Z Flip.

Nella realtà dei fatti, Oppo starebbe lavorando sul prototipo di device con pannello foldable da 7,7 pollici mostrato nei mesi passati. Solo che in quell’occasione ha impiegato display di diversi partner, tra cui Samsung, Boe e Visionox. Nel 2021, spiega TheElec, il brand si concentrerà su Samsung Display come unico partner.

I pieghevoli di Xiaomi e Google

Anche Xiaomi sta sviluppando il suo smartphone pieghevole. Nel 2020 ha mostrato un prototipo con schermo da 7,92 pollici, sviluppato in collaborazione con Visionox. Ma nel 2021 l’obiettivo del brand è puntare più in alto in virtù del touchscreen da 8,03″. Lo schermo esterno del dispositivo avrà una dimensione di 6,38″. Il pannello foldable è stato sviluppato in collaborazione con Samsung Display e Csot, azienda che afferisce al gruppo TCL (che aveva già mostrato un concept di foldable). Csot, insieme a Boe, nel 2019 ha fornito il pannello pieghevole per il Motorola Razr.

All’appello dei futuri foldable non manca nemmeno Google, che avrebbe già chiesto a Samsung Display di sviluppare un pannello Oled pieghevole da circa 7,6 pollici.

Anche Samsung Galaxy Flip 5G si mostra in Mystic Bronze

Foldable interno o esterno?

La scelta tecnologica e di design dei produttori è sempre più concentrata su pannelli che si piegano verso l’interno invece che all’esterno. Gli unici due brand, finora, ad avere scelto quest’ultimo approccio sono stati Royole e Huawei nel corso del 2019 e 2020. Si prenda il primo telefono pieghevole di Huawei: i Mate X e Xs, foldable con display che si curvava verso l’esterno. Ebbene, la nuova generazione Mate X2 presentata nei giorni scorsi adottava il più diffuso pannello foldable a libretto, quindi con piega all’interno. Per la cronaca, Huawei ha scelto come partner Boe per i pannelli pieghevoli.

La piega interna permette di semplificare, e non poco, l’irrobustimento della struttura della scocca e della cerniera, oltre a evitare che il pannello risulti soggetto a graffiature, in quanto i due lati (posteriore e anteriore) dello smartphone sono di fatto un display. Inoltre, la piegatura interna tende a limitare l’effetto “striscia” che si evidenzia quando si apre il pannelo. Lo svantaggio è che sono più vulnerabili ai danni provocati da agenti esterni (briciole, frammenti e così via) che si frappongono tra le due valve o nella cerniera di chiusura.

Il mercato dei foldable e il vantaggio di Samsung Display

Nei foldable il know-how e il vantaggio competitivo di Samsung Display è superiore agli altri fornitori cinesi, come i già citati Boe, Csot e Visionox. Tuttavia a livello di volumi questi ultimi stanno rapidamente sviluppando display pieghevoli per soddisfare la crescente domanda di smartphone “pieghevoli” che sarà generata da tutti i brand che realizzano device mobili, wearable e IoT. Oltre che nell’automotive.

La società di ricerche di mercato Omdia prevede che le vendite di Oled pieghevoli raggiungeranno i 2,1 miliardi di dollari già quest’anno, un aumento del 203% rispetto al giro d’affari del 2020. La maggior parte delle vendite proviene da Samsung Display. E all’appello manca Apple, che nel mondo degli smartphone pieghevoli potrebbe diventare il vero “game changer”.