Ormai è ufficiale: il Galaxy S11 vedrà la luce il prossimo 11 febbraio in un evento “urbi et orbi” a San Francisco. Sulla scia di quanto è successo nel 2019, anche quest’anno Samsung ha deciso di anticipare il Mobile World Congress (che si terrà a fine febbraio) e ritagliarsi uno spazio tutto suo per focalizzare l’attenzione sulla prossima generazione di flagship.

Come da tradizione, non mancano le ipotesi e i rumors in merito a quali saranno o potrebbero essere le funzioni caratteristiche dei nuovi smartphone. Proviamo a organizzare le informazioni finora trapelate per delineare un identikit della nuova gamma, partendo dal presupposto che Samsung, quest’anno, ha la necessità di strutturare un prodotto capace di catturare un ampio spettro di utenti. Il brand non può più solo limitarsi agli “enthusiast” della tecnologia ma deve convincere un insieme ben più ampio di consumatori a dotarsi del modello top di gamma. Anche perché il 2020 fa rima con 5G: proprio all’azienda coreana è demandato il compito di fare da anfitrione della tecnologia cellulare di nuova generazione, abbracciandola in tutto il suo potenziale e declinandola diffusamente sulla serie di Galaxy.

Inoltre Samsung nel 2019 ha costruito una forte immagine intorno ai modelli S10 e Note 10. Di più, per prima ha portato sul mercato dispositivi con display flessibile. Il foldable sarà quindi il trend innovativo per i più esigenti; i nuovi Galaxy di febbraio dovranno rappresentare, invece, un nuovo approccio “mass market”.

I wallpaper Galaxy S20

Per prima cosa, se volete abbellire il vostro smartphone con i futuri wallpaper del Galaxy S20, ecco qui la selezione degli sfondi che saranno installati da Samsung. Per scaricarli in alta risoluzione fate clic qui.

Galaxy S11 o S20?

Scrutando nella nostra sfera di cristallo, il primo quesito a cui dare risposta è il nome: si chiamerà Galaxy S11 o S20? Non è una scelta banale, perché nel primo caso significa dare continuità alla gamma; nel secondo caso si comunica una spaccatura e l’inizio di un nuovo corso. La scelta di S20 potrebbe seguire la volontà di intonare il nome sull’anno 2020. Sarebbe una scelta elegante. Per ora si sa solo il nome in codice usato all’interno dell’azienda: Picasso. Perché questo nome così importante? Perché il focus è sulla sezione imaging e sulle nuove funzioni che, si dice, metterà a disposizione per sostenere la vena creativa degli utenti.

Il nome determinerà anche la declinazione di gamma. Seguendo quanto disponibile oggi, si possono ipotizzare queste due varianti: Galaxy S11, S11+, S11e, S11 lite oppure Galaxy S20, S20+, S20e, S20 lite. Al posto della dicitura “+” c’è chi sostiene potrebbe essere impiegato il suffisso Ultra.

La fotocamera da artista

Se Picasso è il nome in codice per ispirare a una maggiore creatività fotografica, il reparto imaging allora sarà uno degli elementi innovativi. Secondo quanto è possibile ricavare dai leaks online, il nuovo Galaxy S avrà un sensore principale da 108 Mpixel con la tecnologia di abbinamento dei pixel su base 9. In sostanza si combinano 9 pixel (pixel binning) per creare un pixel con dimensioni di 2,4 μm e risoluzione effettiva di 12 Mpixel al fine di ottenere una resa ancora superiore nelle condizioni di scarsa luminosità. Questo procedimento è già impiegato oggi ma con raggruppamenti su base 4: il maggiore numero di pixel combinati permette maggiori livelli di accuratezza nella gestione della luce e del colore. La componente software è però quella che determina il risultato finale e Samsung ci ha abituati a un’app di scatto di alta qualità. Al sensore da principale da 108 Mpixel saranno affiancati il teleobiettivo da 48 Mpixel per supportare lo zoom ottico 5x (nome in codice Hubble) e il grandangolo sempre da 48 Mpixel. Chiude la dotazione il sensore ToF per gli effetti di profondità.

Samsung porterà a battesimo un nuovo schema ottico posteriore con i sensori disposti in modo più simmetrico in un design squadrato. Il teleobiettivo sarà incapsulato in un “occhio” rettangolare.

Display a 120 Hz

Sempre ispirandosi alla gamma attuale, si può ipotizzare che i display dei nuovi Galaxy saranno pari a 6,4″ per S11/S20, 6,7″ per S11+/S20+ e 6,9″ per l’edizione 5G. I bordi dello schermo saranno ancora più ridotti rispetto agli S10 ma la vera novità è costituita dall’adozione di pannelli a 120 Hz. Gli unici smartphone a essere dotati di display equivalenti sono gli Asus Rog Phone II; OnePlus 7/7T e Google Pixel 4 si “fermano” a 90 Hz.

Per semplificare: gli Hz indicano la frequenza di aggiornamento dello schermo. 60 Hz, ossia i touchscreen standard, aggiornano (“rinfrescano” da refresh) la visualizzazione 60 volte al secondo (1 Hz equivale a una oscillazione al secondo). A 90 Hz questa operazione avviene 90 volte al secondo; a 120 Hz si toccano le 120 volte al secondo. Maggiore è la frequenza di aggiornamento, superiore è la stabilità e la qualità dell’immagine che perde effetti scia, inestetismi e artefatti disturbanti la visuale corretta. Ecco perché questo genere di display sono impiegati sugli smartphone gaming: assicurano la migliore qualità visiva in qualsiasi condizione, soprattutto quando lo schermo si affolla di elementi grafici.

I vantaggi dei 90 e, ancora meglio, 120 Hz si evidenziano non solo con i contenuti multimediali ma soprattutto nello scrolling di siti, documenti, email e app: sparisce l’effetto scia e la lettura è più stabile e definita. Lo schermo dei prossimi Galaxy sarà quindi un punto di forza di primissimo piano.

Design by Samsung

Samsung non ha mai deluso in fatto di estetica e cura costruttiva. Con i nuovi Galaxy S potrebbe portare a ulteriore livello di perfezionamento questo concetto riducendo l’ingombro della fotocamera per i selfie e dedicando la massima superficie frontale possibile al display. Come si evince dall’immagine di seguito, le cornici potrebbero essere quasi azzerate e il sensore per i selfie relegato alla parte centrale, quasi invisibile.

Prestazioni e ipotesi

I Galaxy S11/S20 avranno un hardware migliorato anche rispetto all’eccellente Note 10/10+. Nelle scorse settimane è girata l’informazione secondo cui le varianti affidate al Qualcomm Snapdragon 865 saranno destinate a un maggior numero di mercati mondiali, non solo a Cina e Stati Uniti. Questa scelta anche per semplificare la vita a chi sceglierà la versione 5G. Non mancherà però la versione con la prossima generazione di Exynos, tipicamente quella che arriva in Italia. Entrambi i Soc saranno assistiti da memorie di tipo Lpddr5 che segnano un’efficienza superiore del 30% rispetto alle attuali Lpddr4.

Le Galaxy Foundation

Samsung ci tiene sempre a sottolineare come ogni dispositivo Galaxy sia contrassegnato da una serie di pilastri fondanti. Ossia la presenza del vano per microSD e la connettività a banda larga 4G e 5G; in abbinata ci sarà il Wi-Fi 6 già presente sul Note 10. Da quest’ultimo arriva la brutta notizia: sparirà del tutto il jack da 3,5 mm.

Sempre rimanendo sulle Foundation, i nuovi S11/S20 avranno il sensore biometrico di Qualcomm a ultrasuoni con una superficie maggiorata del 17% rispetto a quella del S10, per una superiore precisione e reattività. Non mancheranno il riconoscimento facciale e, di conseguenza, una rivista edizione di Knox.

Le batterie integrate spazieranno da 4.000 a 5.000 mAh e potranno avvalersi della ricarica veloce di 45 watt sviluppata da Samsung.

Possiamo anche ipotizzare i prezzi? Difficile, in ogni caso si può pensare che saranno a metà strada tra il prezzo di lancio degli S10 e quelli dei Note 10.

L’edizione Ultra

Di recente sono anche emersi i dettagli di una versione Ultra del Galaxy S20, affidata al display da 120 GHz e alla fotocamera da 108 Mpixel. Pubblichiamo qui di seguito le prime foto di questa variante.

Sul display da 6,7″ si riconosce il foro centrale, in linea con il design dei Note 10. In quanto a specifiche tecniche, l’Ultra potrà contare sulla connettività 5G e lo storage da 128, 256 e 512 GB sarà espandibile con la microSD. Il processore sarà assistito da 12 e 16 GB di Ram, mentre lo schema ottico sarà composto da tre sensori: il principale da 108 Mpixel; il tele obiettivo da 48 Mpixel per effetti zoom 10x; l’ultra grandangolare da 12 Mpixel. La batteria dovrebbe essere di 5.000 mAh con la funzione di ricarica veloce a 45 watt; in 74 minuti si effettua il 100% di carica.