Le voci sul design e le innovazioni che saranno alla base dei nuovi Galaxy S10 si stanno moltiplicando, ogni giorno di più. Ma c’è una certezza: sul nuovo smartphone di Samsung ci saranno le due più recenti evoluzioni dei processori mobile. Per gli Stati Uniti e altri Paesi il Qualcomm Snapdragon 8510; per l’Europa e l’Italia l’Exynos 9820. Uno schema differenziato già visto con i Galaxy S8 e S9 e i relativi Note, funzionale a supportare le infrastrutture cellulari locali.

L’Exynos 9820 è la naturale evoluzione dell’attuale 9810 che anima i Galaxy S9, S9+ e Note 9. Sulla base dei nostri benchmark comparativi fatti su tutti i principali Soc oggi integrati negli smartphone di ultima generazione, Exynos 9810 è uno dei più efficienti in termini di prestazioni pure. La prossima generazione 9820 promette il 20% di incremento in performance e una riduzione dei consumi del 10%, il tutto grazie all’adozione dell’unità Npu.

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Otto core asincroni e Npu

Per la verità l’unità di elaborazione ad altissime prestazioni con capacità neurali (Npu) è presente dal 2017. Hanno esordio Huawei con il Kirin 970, Apple con A11 Bionic e Qualcomm con lo Snapdragon 845 (co-processore Hexagon). Quest’anno Huawei ha raddoppiato la Npu sul Krin 980 e Apple ha raddoppiato le prestazioni con il suo A12 Bionic; Qualcomm promette uno step evolutivo con lo Snapdragon 8510. Samsung si allinea al trend partendo già da un elevato livello di sviluppo di questa unità integrata nel processore, avendo osservato come si sono mossi i concorrenti.

Così Exynos 9820 è realizzato con processo a 8 nm (sono a 7 nm il Kirin 980, A12 Bionic e Snapdragon 8510) e integra la Npu per svolgere i compiti legati all’intelligenza artificiale al machine learning delegati dal sistema operativo.

La geometria del nuovo Soc è octa core e segue lo schema del Kirin 980: non Big.Little ma Big.Middle.Little che suddivide gli otto core in due custom ad altissime prestazioni sviluppati direttamente da Samsung; due che bilanciano performance e consumi con architettura Cortex-A75; quattro delegati al massimo risparmio energetico di tipo Cortex-A55. Il processo produttivo è di tipo LPP FinFet: significa che assicura bassi consumi (LPP) e con transistor di ultima generazione a massima efficienza.

La configurazione è di tipo 2+2+4 core invece della classica 4+4 core e i singoli nuclei di elaborazione sono comandati in modo intelligente dal task scheduler (che si occupa di bilanciare il carico di lavoro tra i core), così da velocizzare le prestazioni multi-core addirittura del 15% rispetto al 9810. In totale, la Cpu a regime richiede il 40% in meno di risorse energetiche e incrementa le capacità di calcolo del 20%.

Gpu e reparto imaging

L’altra grande novità è rappresentata dalla Npu, di cui non ci sono dettagli, mentre un altro importate passo in avanti lo garantisce la Gpu Mali-G76 MP12 che promette prestazioni del 40% superiori rispetto a quelle offerte dall’Exynos 9810.

Il 9820 vanta anche un nuovo processore d’immagine (Isp) delegato a controllare lo schema imaging dello smartphone per permettere allo smartphone di registrare video in 8K a 30 fps o 4K a 150 fps ed eseguire l’encoding hardware di video H.265 a 10 bit (Hevc), H.264 e VP9. L’Exynos 9820 ha connettività Lte fino a 2 Gpbs in download e 316 Mbps in upload e supporta display con risoluzioni di 2.400×3.840 pixel e 2.160×4.096 pixel. Questo offre un suggerimento sulle caratteristiche del touchscreen che sarà impiegato sul Galaxy S10.

 

Comparativa Cpu: Kirin 980 vs A12 vs SD 845 vs Kirin 970 vs Exynos 9810 vs A11