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Ciò che piace del Mi Air Purifier 3H è la semplicità di utilizzo. In due minuti, giusto il tempo di estrarlo dalla scatola e collegare la spina all’alimentazione da parete, e il purificatore d’aria di Xiaomi inizia già a operare. Il tasto di accensione è quello rosso sul display: basta premerlo e nella stanza inizia a essere convogliata aria filtrata. Il design minimal ed essenziale lo rende adatto a qualsiasi ambiente, quindi nel giro di tre minuti dall’unboxing si può lasciare il 3H libero di funzionare e quasi ci si dimentica di averlo in casa.

Il brand cinese ha sviluppato questo purificatore rimanendo fedele alla propria filosofia: semplicità, efficacia, massimo risultato. Così questo piccolo parallelepipedo (alto circa 52 cm su base quadrata di 24 cm di lato) aspira dalla parte inferiore, laddove è forato, l’aria che attraversa il filtro HEPA fornito in serie ed è reimmessa nell’ambiente dalla ventola posta nella parte superiore.

Il filtro grigio di serie è quello che potremmo definire adatto a tutte le occasioni: è perfetto per filtrare le polveri sottili con dimensione fino a 0,3 micron, quelle sostanzialmente della polvere e che si sviluppano laddove ci sono tappeti, moquette e similari. Inoltre, questo genere di particelle sono anche quelle trasportate in casa dai vestiti, dagli oggetti e che filtrano dalle finestre. L’Air Purifier 3H indica sul piccolo display rotondo la densità di PM 2,5 (particelle a 2,5 micron per metro cubo): nella nostra prova, che è durata quasi tre mesi, non abbiamo mai superato il valore tra 10 e 11 tenendo il purificatore d’aria acceso in ufficio durante le ore di lavoro.

Ci siamo poi impegnati a portare oggetti che addensassero nell’aria maggiore carico particellare. Quindi abbiamo superato ampiamente quota 20, anche non spolverando per diversi giorni. Interessante notare che il 3H ha impiegato una mezz’ora circa a riportare a un valore “sano” tra 9 e 10 la densità di PM 2,5 in un ambiente di circa 20 mq preposto a ufficio e con porta su un ambiente open space. Insomma, nonostante le dimensioni piccole il 3H è potente ed efficace. Anche perché può contare sulla ventola capace di erogare fino a 380 metri cubi d’aria all’ora, pari a circa 6.333 litri d’aria purificati al minuto. In ambienti fino a 40/50 metri quadri il purificatore di Xiaomi è capace, in meno di un’ora, di restituire un’aria più fresca, più leggera e più pulita.

E si sente. Eccome. L’esperienza è proprio quella gratificante di inspirare freschezza e leggerezza. Questo con il filtro Hepa grigio fornito in dotazione. Come optional Xiaomi propone altri due filtri che definiamo specializzati: uno verde anti-formaldeide e uno viola antibatterico. Si trovano online.

Noi abbiamo testato lungamente quello Hepa e in tre mesi lo abbiamo consumato circa del 20%. Considerando che era già stato usato, significa che in sei mesi non si supera il 50% con un utilizzo intenso in stanze da 40 mq. In ogni caso, il 3H trova il suo impiego ideale in ambienti che non superano i 30 mq. Il filtro Hepa è l’unico elemento consumabile dell’Air Purifier di Xiaomi, peraltro questo genere di filtri vanno sostituiti in tutti i purificatori d’aria. Dunque, mettete già in conto che una manutenzione adeguata del dispositivo prevede la sostituzione del filtro almeno una volta all’anno.

Controlli touch ma non solo con l’app di Xiaomi

Dal piccolo display rotondo si possono gestire le poche ma complete funzioni del purificatore, in quanto è possibile definire sostanzialmnete la potenza e la rumorisità del motore elettrico. Il nostro consiglio è di lasciare impostato sull’automatico, salvo non ci siano esigenze diverse di purificare velocemente l’ambiente (in questo caso, meglio mettere su Alta).

Sul piccolo Oled rotondo sono anche indicati la temperatura interna, lo stato di usura del filtro e lo stato della connettività Wi-Fi. Quest’ultimo apre un mondo di possibilità.

Sì, perché installando l’app Xiaomi Home sullo smartphone si può controllare l’Air Purifier dall’applicazione. In questo caso, oltre a tutte le informazioni già reperibili sul display touch integrato sul dispositivo, ma in formato più esteso e descrittivo, è anche possibile impostare le modalità di funzionamento e controllare in toto ogni aspetto del purifcatore.

Di più: sono stimati i giorni restanti alla sostituzione del filtro Hepa in base all’utilizzo finora fatto del 3H, è possibile pianificare gli orari di accensione e spegnimento e attivare il controllo parentale, per evitare che i più piccoli possano mettere mano al prodotto.

L’app è l’interfaccia verso l’intelligenza artificiale del 3H o, detta in altri termini, permette di rendere l’Air Purifier ancora più smart. Tant’è che nel corso della nostra prova abbiamo ricevuto due update del firmware.

Infine, il terzo step per rendere il 3H parte della smart home consiste nell’abbinare il purificatore di Xiaomi con Alexa o Google Assistant. In quest’ultimo caso, la procedura è pressoché automatica perché Google riconosce la periferica. Con Alexa è necessario passare dallo smartphone su cui è stata configurata l’app Xiaomi Home, installare l’applicazione Amazon Alexa e aggiungere il dispositivo.

A questo punto, è possibile attribuire un nome al purificatore e avviarlo o spegnerlo usando i comandi vocali. Oppure inserire l’Air Purifier in gruppi e routine che ne automatizzano l’accensione. Per esempio, abbiamo creato un gruppo relax che, una volta attivato, provvedeva ad accendere il purificatore di Xiaomi, modulare la luce ambientale su una tonalità azzurra rilassante e fare partire musica classica per momenti di detox post riunione.

L’Air Purifier 3H ha un consumo nominale di 38 watt e in modalità automatica riduce ulteriormente questo impatto energetico. Quindi può essere tenuto acceso anche 24 ore su 24 senza paure di ricevere a fine mese bollette esorbitanti dell’energia elettrica.

Valutazione
Xiaomi Mi Air Purifier 3H