È compatto. Ma questo è un vantaggio per il Mi 9 SE: abituati come siamo ai grandi display, tornare a dimensioni più tascabili non è affatto un dispiacere. Anzi. In una settimana abbondante di utilizzo, lo smartphone di Xiaomi si è rivelato un gradito ritorno all’ergonomia soprattutto di questi tempi quando si iniziano ad abbandonare le giacche (con le tasche) e gli strati di vestiti si assottigliano. Se poi gli ingombri ridotti si sommano a prestazioni superiori alla media, ecco che Xiaomi Mi 9 SE può giocarsela alla pari con modelli più costosi e blasonati.

Caratteristiche tecniche

Vediamo dunque in dettaglio queste caratteristiche tecniche che rendono il “pacchetto” Mi 9 SE una opzione d’acquisto di prima classe:

  • Soc: Qualcomm Snapdragon 712
  • Ram: 6 GB
  • Storage: 128 GB (no memory card)
  • Display: 5,97″ (84% superficie frontale)
  • Sistema operativo: Android 9 con Miui 10
  • Fotocamera: 48 MP + 13 MP + 8 MP
  • Fotocamera selfie: 20 MP
  • Batteria: 3.070 mAh
  • Dimensioni: 147,5×70,5×7,5 mm
  • Peso: 155 grammi
  • Prezzo della configurazione provata: 399,90 euro

Il Mi 9 Se eredita dal fratello maggiore (la cui recensione è racchiusa in questo articolo) l’elevata cura costruttiva con la scocca in alluminio su cui sono montate le due lastre di vetro Corning Gorilla Glass 5 per proteggere il touchscreen e la parte posteriore. Messi l’uno di fianco all’altro sono pressoché identici nelle forme e nel design, fatta eccezione per le diverse dimensioni.

Così sul dorso si riconoscono le tre fotocamere incastonate sul segmento verticale con l’occhio superiore enfatizzato dal cicrolino in colore argento. Mi 9 e Mi 9 SE sono identici in ogni dettaglio, inclusa la mancanza del jack da 3,5 mm e il notch a forma di goccia che contraddistingue il pannello SuperAmoled. Ciò che cambia è la dotazione tecnica: l’edizione SE è più tascabile e ha un hardware meno esasperato, ma comunque capace di regalare non poche soddisfazioni e spesso sorprese.

Snapdragon 712

Il Soc scelto da Xiaomi è lo Snapdragon 712, appartenente alla più recente evoluzioni di processori di Qualcomm. Sempre costruito a 10 nm (qui abbiamo spiegato cosa significa questo valore e perché è importante) come il suo predecessore 710 è più veloce (la frequenza operativa massima è aumentata), dispone di una più evoluta sezione per la gestione dell’intelligenza artificiale e la Gpu Adreno 616 è pensata per il gaming. In sostanza, elargisce prestazioni superiori.

Snapdragon 712 sfrutta l’architettura asimmetrica adottata da Qualcomm nelle Cpu di fascia media: gli otto core sono suddivisi in sei Kryo 360 Silver a 1,7 GHz (per bilanciare i consumi) e due Kryo 360 Gold a 2,3 GHz (per erogare le massime prestazioni). A questi si aggiungono le 128 pipeline di elaborazione a 550 MHz dell’Adreno 616 per supportare le necessità dei giochi e delle app multimediali, con il supporto della riproduzione di video in 4K. Infine, il 712 è corredato dal modem X15 Lte che arriva alla velocità nominale di 800 Mbps in download e 150 Mbps in upolad sulle reti cellulari.

Il Qualcomm AI Engine si occupa di aggiungere maggiore efficienza di elaborazione affidandosi al combinato disposto dato dalle unità Kryo e Adreno e dal Dsp alta specializzazione Hexagon 685 (lo stesso dello Snapdragon 845 utilizzato sugli smartphone top di gamma per tutto il 2018). Infine, l’Isp Qualcomm Spectra 250 è destinato a supportare il reparto imaging per garantire una migliore qualità di scatto e una reattività superiore.

Questo schema hardware è stato capace di raggiungere risultati ragguardevoli nei benchmark: oltre 179 mila punti in Antutu; in Geekbench ha totalizzato 1.915 punti in elaborazione single core e 6.079 in multi core, mentre il reparto grafico ha superato i 7.900 punti. Risultati che posizionano il Mi 9 SE nella fascia alta della classifica degli smartphone di gamma media (per la verità totalmente sbilanciata dal suo fratello maggiore Mi 9 che raggiunge risultati record).

Alla prova dei fatti, il Mi 9 SE è uno smartphone reattivo in qualsiasi condizione di utilizzo. La perfetta combinazione tra hardware e software, in virtù anche dell’ottimizzazione dell’interfaccia grafica Miui 10, dimostra una brillantezza invidiabile in qualsiasi situazione d’utilizzo. Che siano giochi ad alto impatto grafico o applicazioni per la produttività e il social networking, il dispositivo di Xiaomi ben si destreggia non facendo rimpiangere modelli molto più costosi. Nemmeno sotto il profilo dell’autonomia. Circa 3mila mAh possono sembrare pochi, ma con l’hardware presente consentono al Mi 9 SE di arrivare tranquillamente a fine giornata lavorativa con una buona riserva di energia e senza limitarsi nell’utilizzo delle app.

Foto a 48 Mpixel

Arriviamo al piatto forte del Mi 9 SE: la fotocamera principale da 48 Mpixel f/1.8. Lo schema a tre ottiche ricalca quello del Mi 9 solo con ottiche leggermente più ridotte. Così il sensore principale è assistito dal teleobiettivo da 8 Mpixel f/2.4 per attuare lo zoom 2x e dal grandangolare da 13 Mpixel f/2.4 per le foto panoramiche a 120 gradi. Non c’è stabilizzazione ottica mentre l’autofocus è di tipo a rilevamento di fase (Pdaf).

Diciamo subito che il Mi 9 SE piace per la velocità di scatto. La latenza è ridotta ai minimi termini in tutte le condizioni a eccezione di quando si attiva l’effetto bokeh con la gestione in parallasse affidata al sensore principale e al telephoto: l’elaborazione successiva impiega un paio di secondi.

Entrando nel dettaglio, il sensore principale è preso pari pari dal Mi 9 e si concretizza nell’ormai celebre Sony Imx586 da 48 Mpixel. L’app piuttosto ricca di opzioni e di funzioni non permette però di impostare la risoluzione di scatto ma solo di agire su due voci: formato immagine (4:3 o 16:9) e qualità dell’immagine (alta, normale, bassa). La combinazione di questi due fattori configura la risoluzione di scatto.

Sempre dal pannello delle impostazioni è possibile definire alune voci interessanti, che faranno la felicità dei fotografi più esigenti: il funzionamento dell’esposizione automatica, i livelli di contrasto, saturazione e nitidezza e anche il filtro bellezza (con gamma da 0 a 5) da applicare ai volti, non solo per i selfie.

L’app fotografica del Mi 9 SE è tra le più complete e intuitive da usare: attivando la AI (opzione nella barra superiore) si lascia il compito allo smartphone di attuare l’equalizzazione dell’inquadratura in automatico. Nella parte inferiore ci sono le varie modalità, mentre il grandangolo si attiva con la piccolissima icona in basso a sinistra disponibile in corrispondenza delle voci Foto, Video e Quadrato (il formato ideale per Instagram). La funzione Pro mette nelle mani dell’utente il set completo di impostazioni fotografiche.

Il Mi 9 SE scatta bene. I risultati sono egregi considerando la gamma di prezzo e l’ambito di riferimento in cui si inserisce lo smartphone. I 48 MPixel si sentono e producono immagini ottime per contrasto e definizione, soprattutto in condizioni di ottima luminosità. Putroppo anche il modello SE risente dello stesso comportamento riscontrato sul fratello maggiore: una migliorabile definizione dei dettagli. Ossia, laddove c’è una maggiore densità di elementi, per esempio con i capelli, le foglie o simili, il software tende a uniformare più che a rappresentare in modo nitido le singole parti, con il risultato che l’immagine in quegli ambiti è meno definita. Al diminuire della luce ambientale, il contriuto del rumore fotografico non migliora la situazione. Lo abbiamo riscontrato anche sul Mi 9 e questo ci fa dire che si tratta solo di una gestione software, dunque può essere corretta con un aggiornamento. Perché le potenzialità ci sono, basta solo permettere allo smartphone di esprimerle.

Schermo compatto

Il pannello Oled da 5,97″ è un ottimo bilanciamento per mantenere ridotti gli ingombri senza penalizzare la qualità visiva e l’ergonomia. Il notch a goccia e i bordi laterali ridotti aiutano a massimizzare l’area disponibile per i contenuti. La risoluzione di 1.080×2.340 pixel è adeguata a ogni tipo di utilizzo. Inoltre la resa cromatica è decisamente buona, in virtù del buon bilanciamento attuato sul SuperAmoled.

Il display è un elemento forte del Mi 9 SE perché assicura prestazioni eccellenti e non penalizza la digitazione. Anzi, il formato in 19,5:9 permette agilmente di utilizzare le principali funzioni con una mano sola. A ciò si aggiunge un peso contenuto (meno di 160 grammi), che permette allo smartphone una maneggevolezza d’altri tempi.

Solo la scocca, per quanto bella e di qualità, risulta un po’ scivolosa con la superficie posteriore in vetro. Ecco dunque che la cover in silicone fornita di serie nel pacchetto diventa è un elemento strutturale per garantire la migliore impugnatura possibile, assolutamente da non trascurare.

Miui 10

L’associazione mentale vuole che al display segua l’interfaccia grafica e anche il Mi 9 SE è affidato alla riuscitissima Miui 10. Nel test abbiamo usato la release 10.2.5.0 – Stabile e siamo stati ben impressionati, ancora una volta, dalla cura estetica, dall’omogeneità e dalla semplicità di questa interfaccia che ottimizza a fondo il sistema operativo Android 9.0.

La Miui 10 è il fiore all’occhiello degli Xiaomi perché elegante, curata e soprattutto restituisce un ambiente studiato per essere semplice e intuitivo. Peccato solo che in alcuni ambiti di utilizzo ci sia della pubblicità e che l’antivirus attivo di default controlli ogni app e ogni aggiornamento scaricato. Nulla di preoccupante: basta disattivare le funzioni dalle Impostazioni. La Miui si conferma essere tra le migliori personalizzazioni finora proposte per il sistema operativo di Google.

Dulcis in fundo citiamo la porta a infrarossi nella parte superiore della scocca: un elemento spesso dimenticato dai produttori ma che permette di controllare tv, decoder e apparecchi multimediali. Una nota in più per questo riuscito Mi 9 SE, che non tradisce nemmeno nella sezione telefonica.

La capsula auricolare assicura una buona qualità e il microfono è preciso. Manca il jack audio ma le cuffie si possono collegare alla porta Usb-C con l’adattatore fornito in dotazione. Buona la riproduzione musicale, ma le prestazioni migliori si ottengono configurando pazientemente l’equalizzazione in “Impostazioni/Impostazioni aggiuntive/Cuffie ed effetti audio”.

Sicurezza

Chiudiamo citando le funzioni di sicurezza che prevedono il riconoscimento del volto, la password e l’impronta digitale con sensore posto sotto al display con illuminazione a rifrazione. La procedura di sblocco con il dito è veloce e affidabile, in linea con l’ottima gestione già riscontratta sul Mi 9.