Recensione Xiaomi Mi 9: perfetto equilibrio tra prezzo e prestazioni (ma la fotocamera…)

Nell’estesa gamma di Xiaomi, la famiglia Mi è quella che raccoglie i flagship. A fronte dei Mi Mix, con display senza bordi né tacche, ci sono i modelli Mi animati dalle più recenti tecnologie. Il Mi 9 è la versione più recente: presentato in Cina il 20 di febbraio, è stato ufficializzato in Europa qualche giorno dopo all’apertura del Mobile World Congresso di Barcellona. Stiamo provando Xiaomi Mi 9 da qualche giorno e iniziamo a elencare le nostre prime impressioni sull’utilizzo di questo primo smartphone con il Soc Snapdragon 855, ossia la più recente evoluzione dei processori di Qualcomm.

Cosa ci sta piacendo

Il Mi 9 è una perfetta sintesi tra prezzo, prestazioni e dotazione. A 449 euro si acquista il migliore compromesso tra dotazione hardware (ha la Cpu più potente del momento) ed efficacia in ogni situaizoni di utilizzo. Vediamo in dettaglio la configurazione hardware del modello in prova:

  • Android 9 Pie con interfaccia Miui 10.2 (10.2.12.0 stabile in test)
  • Display Amoled da 6,39″ (1.080×2.340 pixel) protetto da lastra Corning Gorilla Glass 6
  • Soc Qualcomm Snapdragon 855
  • Memoria: 6+64 GB (no memory card)
  • Gpu Adreno 640
  • Tripla fotocamera posteriore: 48 MP, f/1.8; 16 MP, f/2.2, ultrawide 120 gradi; 12 MP, f/2.2, telephoto zoom 2x
  • Selfie a 20 Mpixel con fotocamera nel notch a goccia
  • Connettività 4G/Lte, Wi-Fi, Bluetooth, dual Gps, Usb-C, dual Sim
  • Batteria da 3.300 mAh con ricarica rapida e wireless
  • Dimensioni: 157,5×74,67×7,61mm
  • Peso: 173 grammi

Le prestazioni del Mi 9 sono al top degli smartphone finora provati. Come si vede dalle schermate qui di seguito, ha ottenuto oltre 372mila punti in Antutu e con Geekbench 4 ha fatto totalizzare 3.032 punti in modalità single core e un eccezionale 10.944 punti in multi-core.

Lo Snapdragon 855 è nettamente più performante rispetto al precedente 845 e si pone sopra anche al Kirin 980 e all’Apple A12. In questa configurazione proposta da Xiaomi può anche contare su memorie di altissima qualità, come dimostrano i risultati parziali di Antutu. Segno che il brand cinese ha prestato la dovuta attenzione non solo al Soc ma anche a tutto ciò che gli gravita intorno al fine di fornire un “sistema” capace di fornire le massime prestazioni.

E il Mi 9 non delude mai. Con giochi, app e sistema operativo riesce a rispondere in modo brillante e reattivo senza alcuna incertezza o intoppo. L’abbinata tra Soc e Android rasenta la perfezione. La Miui 10.2 è bella, curata e rapida a ogni interazione, mentre la Cpu provvede a non produrre alcun rallentamento.

Display super

Un’accoppiata vincente (se poi si considera anche il prezzo…) che si somma al display da 6,39″. Quest’ultimo occupa oltre il 90% della superficie frontale, grazie ai bordi laterali sottili e alla ridotta tacca a goccia che ospita il sensore fotografico. Questo è utile sia per i selfie, sia per attivare il sistema di riconoscimento del volto. In alternativa, o in aggiunta, c’è anche il sensore d’impronte sotto al display con la classica tecnica dell’illuminazione verde.

Quando si appoggia il dito sull’apposito spazio, una luce verde illumina il polpastrello e attraverso uno specchio il fingerprint rileva in contrasto le impronte digitali e le riconosce. Funziona in modo più che soddisfacente, a patto di premere bene le dita sul touchscreen.

Dal punto di vista qualitativo, lo schermo offre una buona resa visiva per contrasto, rappresentazione dei colori e punto di bianco. Pur essendo un Amoled, il bianco è pulito e privo di dominanti cromatiche. Anche l’angolo di visualizzazione è eccellente. La lastra Gorilla Glass 6 assicura massima resistenza agli urti, ma meno agli sfrisi, mentre a livello software si possono impostare le modalità notte 2.0, che filtra le luci blu per non stancare l’occhio, e quella che si attiva quando lo schermo è raggiunto dalla luce diretta del sole, al fine di migliorare la lettura dei comandi.

Le altre ottimizzazioni software disponibili permettono di equalizzare i colori riprodotti sul display, variando contrasto, colori e temperatura complessiva. Infine, non tutto è legato al touschreen perché sul lato destro si trova il tasto IA per attivare Google Assistant e interagire vocalmente anche con lo smartphone in standby.

Miui 10.2

Nel complesso la Miui 10.2 è una delle interfacce più eleganti e raffindate finora viste. Oltre a stupire per la rapidità con cui reagisce, piace per la cura estetica di ogni dettaglio e la completa omologazione di icone e menu. La Ram da 6 GB è il minimo indispensabile per cogliere al massimo le capacità di Android così personalizzato.

Infine, del Mi 9 ci è piaciuta la connettività veloce e stabile, sia con la rete cellulare, sia con il Wi-Fi. Più di altri modelli di Xiaomi, questo nuovo flasghip assicura un aggancio di segnale eccellente, paragonabile ai top di gamma più costosi. Persino la qualità audio della capsula auricolare è stata nettamente migliorata, persino all’ottimo Mi Mix 3. Lodi anche al Gps a doppia frequenza: con Google Maps non si perde mai la posizione, un risultato non da tutti.

Dulcis in fundo, l’autonomia. Il processore con geometria a 7 nm ha minore impatto energetico e di produzione del calore a pieno regime. Così con la batteria da 3.300 mAh assicura piu di una giornata senza ricaricare e senza rinunciare alle necessità di alcuna applicazione.

Cosa non ci convince

Partiamo dai dettagli. Per prima cosa non ci piace che in alcuni menu di Xiaomi, per esempio nell’app che verifica la sicurezza delle applicazioni scaricate da Google Play, ci siano inserzioni pubblicitarie che invitano a scaricare software partner di Xiaomi. Questo fatto si verifica anche in altri contesti. Non è elegante né bello: non possiamo esimerci dal sottolineare la scelta bizzarra.

La riproduzione audio via cuffia con apposito adattatore Usb-C/jack è “piatta”. Buona per volume ma poco equalizzabile; a questo si aggiunga che nel pacchetto non trovano posto gli auricolari. La musica via smartphone è una delle funzioni più richieste dagli utenti, questo aspetto andrebbe curato con maggiore attenzione.

Purtroppo ci costa fatica ma la sezione imaging rientra tra gli aspetti che meno ci sta convincendo del Mi 9. Avevamo grandi aspettative, ammettiamo, ma nonostante l’aggiornamento arrivato durante il test, che prometteva un miglioramento della qualità fotografica, i difetti sono evidenti. A ulteriore conferma dei risultati di Dxomark, che ha assegnato un punteggio di 107 a Mi 9: questo spalanca ulteriormente le porte ai dubbi su come questo sito si stia improvvisando a dare giudizi più a livello marketing che funzionale.

Imaging poco maturo

Fatte le dovute premesse, la sezione imaging è controllata da un ottimo software per semplicità e intuitività e l’intelligenza artificiale riconosce in modo rapido e preciso le scene, tuttavia le immagini sono prive di dettaglio. Lo smartphone è capace di cattuare perfettamente equilibrio cromatico ed emozionalità della scena, ma poi osservando bene l’incarnato è piatto e i dettagli inesistenti.

Lo si nota soprattutto con i capelli e gli elementi più fini. Mancano totalmente di definizione. Le tre fotocamere sono usate in modo poco sinergico e questo dovrebbe incitare Xiaomi a perfezionare la sezione fotografica che, peraltro, si affida a un hardware potenzialmente super (se sfruttato bene a livello software, forse ancora in cerca di maturità).

Sì, perché la fotocamera principale tende a eliminare la definizione nonostante i 48 Mpixel (non ci sono opzioni che tengano, la granularità dei dettagli è solo sufficiente), mentre lo zoom 2x non fa urlare al miracolo e il grandangolo produce scatti con curvatura un po’ accentuata. Basterebbe un significativo aggiornamento software, che diventa urgente a conti fatti perché il Mi 9 potrebbe davvero offrire un’esperienza fotografica entusiasmante. Sui selfie, il Mi 9 non migliora la situazione.

Peccato, perché allo stato attuale e date le aspettative delle premesse, lo smartphone ha il potenziale di stupire per gli scatti che potrebbe ottenere: si vede sia di giorno che di notte, sia con i bokeh, che ci sono tutti gli elementi estetici e fotografici perché si possano ottenere immagini di qualità ma mancano di definizione. Il Mi 9 appare come un leone tenuto in gabbia. Per questo questa recensione è solo una raccolta iniziale di prime impressioni. Ci riserviamo di scrivere la prova effettiva non appena arrivi un aggiornamento capace di portare a un livello più maturo tutte le risorse messe a disposizione dalla fuoriserie di Xiaomi.

A livello estetico il modulo posteriore che ospita i sensori è notevolmente rialzato rispetto alla scocca (non ha certificazione IP): un gradino piuttosto pronunciato che obbliga a prestare attenzione alle possibili sfrisature e sollecitazioni che possono danneggiare la superficie in vetro. Dunque, è indispensabile una cover più protettiva e solida rispetto a quella fornita di serie.