vivo x60 pro review
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Per chi ha seguito Euro 2020, Vivo e lo smartphone X60 Pro sono stati i protagonisti indiscussi di tutte le partite dell’europeo. Nelle scritte a bordo campo e nell’ambito della comunicazione e del marketing Uefa, il brand e il suo device sono stati gli sponsor hi-tech di riferimento, più visibili e importanti. Un connubio tra calcio e tecnologia che si è sublimato in un colore: l’azzurro, che unisce tanto i tratti del brand Vivo, quanto la nazionale che ha vinto gli Europei. L’Italia, gli azzurri. L’azzurro vincente è stato anche X60 Pro, quantomeno nella nostra recensione, perché ci ha convinti per l’invidiabile punto di raccordo tra prestazioni, dotazione tecnica e prezzo. Vivo X60 Pro è proposto a 799 euro, un posizionamento perfetto per questo modello che suggella la partnership ingegneristica tra il brand e Zeiss. Il rapporto tra le due aziende inizia con l’X60 Pro, si concretizza in una piattaforma di ingegnerizzazione congiunta per sviluppare l’imaging mobile a livello hardware e software e crea un base solida di partenza per le evoluzioni future. Siamo entrati nel dettaglio della partnership tra Vivo e Zeiss in questo articolo di presentazione di X60 Pro.

Nella nostra recensione daremo dunque precedenza al segmento imaging, per poi procedere nel dettagliare le intelligenti scelte hardware compiute da Vivo su X60 Pro. Per dovere di cronaca, precisiamo anche che abbiamo eseguito i test con la più recente versione software, ossia la FuntouchOS PD2059F_EX_A_3.14.5 (che ha le patch di sicurezza aggiornate a luglio 2021). Come da tradizione, preferiamo descrivervi le sensazioni di utilizzo dopo almeno un primo importante aggiornamento del software e del sistema operativo e nell’ambito di un arco temporale adeguato di utilizzo. Riteniamo che le sensazioni restituite dal device in questo modo siano più mature ma soprattutto più veritiere rispetto alle release primordiali dell’OS che spesso accompagnano gli smartphone in prova.

Zeiss non delude le attese

La nostra più grande aspettativa riguardo all’X60 Pro verteva sull’impianto imaging. Lo schema adottato da Vivo e supportato dalla co-ingegnerizzazione con Zeiss è il seguente:

  • obiettivo primario: Sony Imx589 da 48 Mpixel, 1/2″ (0,8 µm), f/1.48, lunghezza focale di 26 mm equivalente, stabilizzatore ottico (Ois), messa a fuoco a rilevamento di fase (Pdaf);
  • obiettivo ultra wideangle: sensore Samsung Isocell 3L6 da 13 Mpixel, angolo di campo di 120°, f/2.2, lunghezza focale equivalente di 16 mm;
  • teleobiettivo: sensore Samsung Isocell 3L6 da 13 MP, f/2.5, lunghezza focale equivalente di 50 mm, zoom ottico 2x, messa a fuoco a rilevamento di fase (Pdaf);
  • selfie: sensore da 32 Mpixel, f/2.5, lunghezza focale equivalente di 26 mm.

A certificare che l’ottica è Zeiss ci pensano il logo posto in alto a sinistra sul dorso, incastonato nel bumper piuttosto compatto che ospita le ottiche, e la dicitura serigrafata nei pressi del flash in cui si leggono le specifiche fotografiche: Zeiss Vario-Tessar 1.48-2.5/16-50 Asph. Che riassumono quanto detto sopra.

Le lenti sono asferiche, il che significa che riducono le aberrazioni cromatiche e fotografiche tant’è che Zeiss ha profuso non pochi sforzi per permettere al sensore di essere colpito dalla migliore e dalla maggiore quantità di luce possibile. Considerando i limiti tecnici e fisici imposti dalle dimensioni di uno smartphone.

Altra considerazione che si può trarre è che lo zoom ottico effettivo è pari a circa 1,9x rispetto al sensore principale (26 mm) e il fattore d’ingrandimento effettivo è pari a 3,1x se si considera il passaggio dal wide (16 mm) al tele (50mm). Il software rinnovato in occasione della suddetta release semplifica ulteriormente l’accesso alle modalità wide, 1x e 2x che corrisponde al passaggio fluido tra i tre obiettivi. Merito anche della tecnologia Pixel Shift che assiste lo zoom digitale sommando più foto per non penalizzare il livello di dettaglio e la qualità dell’immagine.

L’intelligenza artificiale assiste in modo adeguato e poco intrusivo, ancora una volta è uno dei perfezionamenti apportati con la nuova release. E questo è interessante perché le operazioni di equalizzazione dei colori in base allo scenario e di ottimizzazione dello scatto bene si intonano con la specifica di Zeiss di cura e realismo dei colori. A nostro avviso, risultati ancora più realistici si ottengono rinunciando alla AI: in modalità “punta e scatta” le foto sono da flagship che richiedono investimenti ben maggiori. Vi consigliamo, invece, di non rinunciare mai alla funzione Hdr automatica perché è un valido supporto per ottenere scatti precisi soprattutto in situazione di forte contrasto tra chiari e scuri.

Ottima la funzione macro, che si attiva con il tasto dedicato sul touchscreen e si fa apprezzare per la reattività, così da non tenere posizioni scomode per troppo tempo. Ottimo anche il wide-angle, in termini di livello di dettaglio e coerenza rispetto agli scatti con il sensore principale. Ecco, sul fronte dei colori la macro tende a incentivare la resa delle tonalità calde.

Tutti gli obiettivi restituiscono scatti ben definiti, con un basso livello di rumore e con una fedeltà dei colori che è migliorata proprio in occasione della più recente release. Ma il vero elemento focale dell’ottica co-firmata da Zeiss è rappresentato dall’obiettivo principale.

Il sensore Sony Imx589 accorpa alcune tecnologie che migliorano la già ottima resa che avevamo sperimentato sull’ottimo X51 5G. In particolare il sistema a Gimbal su cui è incastonata l’ottica principale che diventa flottante.

Questa soluzione permette di compensare i movimenti in fase di scatto e durante la registrazione dei video. Il sistema assicura una stabilità e una efficacia sensibilmente superiore rispetto ai classici stabilizzatori ottici (+300% di efficacia secondo Vivo). Il modulo che contiene ottica e sensore è montato su un supporto elettromagnetico che oscilla sugli assi X e Y fino a +/- 3°: tantissimo. Quando si attiva la registrazione video, subentra la compensazione anche sull’asse Z. Il Gimbal 2.0, questo il nome, si può calibrare all’interno delle impostazioni dell’app di scatto al fine di ottenere la migliore resa in base alla specifica situazione.

A ciò si somma il software di gestione sia del sensore flottante, sia degli algoritmi di scatto. A conti fatti il sensore principale piace per l’eccellente sistema di stabilizzazione, per la serie “mai più foto e video mossi” in qualsiasi situazione vi troviate, sia per la precisione nell’esposizione, nei colori e nelle texture. L’autofocus è rapido e preciso.

Ci sono anche una serie di aggiunte interessanti, tra cui la possibilità di applicare effetti in tempo reale per “colorare” le foto e la possibilità di attivare la modalità professionale, con cui prendere in mano le redini complessive del corposo reparto imaging.

Vivo X60 Pro è preciso anche nella modalità ritratto, mentre con la funzione Cielo Stellato potete sbizzarrivi a scattare foto notturne. La modalità notte tende ad “aprire” molto la fotografia, quasi come se si stesse scattando di giorno, seppure senza introdurre artefatti fastidiosi.

Infine, il video è l’altro plus dell’X60 Pro. Forte del Gimbal 2.0, la registrazione video risulta stabile in 4K/30 fps con risultati da vera action cam.

A conti fatti, l’abbinata tra Vivo e Zeiss non delude. Anzi piace e conquista per tutti gli aspetti tecnologici descritti. Che poi si traducono in foto belle, precise e con colori realistici ma senza IA. Attivando la IA si tende ad avere foto più saturate, che sono belle da vedere ma meno fedeli all’originale. Dato che è una questione di gusti, diciamo che in entrambi i casi, anche grazie al recente update, X60 Pro è capace di soddisfare ampiamente per la sezione fotografica e video.

Vivo X60 Pro: gli scatti

X60 Pro: un hardware “vivo”

Vivo ha compiuto scelte sagge, equilibrate ed efficaci per X60 Pro. Così tanto che permettono allo smartphone di ottenere risultati top mantenendo un prezzo aggressivo e consumi ridotti.

La conferma dell’intelligenza profusa dal brand sta nella scelta del processore Qualcomm Snapdragon 870, una versione rivista e rinominata dell’eccellente Snapdragon 865 portata alla frequenza massima di 3,2 GHz. Il SoC flagship del 2020 battaglia ad armi pari con l’edizione top Snapdragon 888 del 2021 ma con un’efficienza complessiva superiore. Oltre a impattare meno sulla gestione energetica, con buona pace della batteria e del sistema di raffreddamento.

Lo Snadpragon 870 in abbinata alla batteria da 4.200 mAh (con ricarica rapida FlashCharge 2.0 a 33 watt) assicura 24 ore di autonomia senza sforzi e senza rinunce. In più, nei benchmark a brillato con risultati in linea con top di gamma più blasonati e costosi:

Antutu: 639.619 punti
Geekbench single core/multi core: 987 / 3.371 punti
Geekbench compute (Gpu): 3.682 punti

Allo stato attuale, lo Snapdragon 870 (7 nm) è il processore più interessante, versatile e prestazionale proposto da Qualcomm. Vivo ci ha messo del suo con l’algoritmo proprietario che permette di portare la Ram da 12 GB integrati a 15 GB occupando 3 GB dallo storage Ufs 3.1 da 256 GB. Gli eccellenti risultati e la reattività sono anche dovuti a questa soluzione che snellisce ulteriormente Funtouch OS.

Il sistema operativo di Vivo è semplice, ricalca l’approccio minimal di Android 11 e aggiunge alcune funzioni per supportare le specificità dell’hardware. Come nei casi suddetti della Ram e della sezione imaging, ma anche per gestire al meglio il display.

Lo schermo Amoled è prodotto da E3, ha diagonale di 6,56″ con risoluzione di 2.376×1.080 pixel. Il formato è dunque di 19,8:9 e la densità di 398 pixel per pollice (ppi). Il pannello occupaoltre il 90% della superficie frontale, è leggermente incurvato ai bordi ma non in modo fastidioso ed protetto dalla lastra Gorilla Glass 6. Per supportare la riproduzione multimediale, lo scrolling e il gaming lo schermo ha refresh rate verticale variabile di 120 Hz, con sampling rate per il tocco a 240 Hz.

La frequenza di aggiornamento può essere impostata fissa a 60 o 120 Hz, oppure con la funzione “Cambio intelligente” lasciare al sistema operativo il compito di passare dall’una all’altra in coerenza con i contenuti mostrati sul display. Nel nostro caso abbiamo impostato a 120 Hz fisso e l’impatto sulla batteria è stato del tutto trascurabile.

Il pannello di X60 Pro è di ottima qualità e assicura una riproduzione eccellente e soddisfacente di qualsiasi contenuto. I risultati migliori si ottengono impostando la calibrazione di colore su Professionale, mentre su luminoso e standard i colori sono rispettivamente più accesi e più caldi. Anche qui, il gusto vince su tutto. Senza dimenticare la diagonale di 6,52″ mantiene sotto controllo il peso dello smartphone (177 grammi) e le dimensioni (158,57×73,24×7,59 mm).

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Vivo X60 Pro